Pazze di libertà di Silvia Meconcelli

Pazze di libertà di Silvia Meconcelli – Alter Ego Edizioni

“Non ci lasciavano fare niente, ci lasciavano inattive, impotenti, fiacche. Volevano renderci tutte uguali, toglierci la nostra identità, uccidere la nostra anima. Nasconderci dal mondo, cancellarci. Donne sole, donne inutili, ecco come ci volevano far sentire. Ci avevano detto che eravamo isteriche e malinconiche, ma eravamo solamente un po’ fragili e insicure.”

Maria è bella, giovane e ricca, ha tutta la vita dinnanzi a sé. Ma quando apre gli occhi non riconosce i suoni, i luoghi e gli odori che la investono. Non è più nella sua bella camera accogliente dove vive un’esistenza agiata e protetta, ma si ritrova stordita e confusa, legata al letto di un ospedale psichiatrico che di colpo la catapulta in una realtà lontana anni luce da tutto il suo vissuto.

Maria vuole scappare, lei non è malata, deve riuscire a fuggire da quel luogo così claustrofobico, pieno di limiti e catene che le impediscono di ragionare. Improvvisamente sola, senza la sua fidata e dolce Tata Ines, lontana dal suo amato Lucio; la giovane ragazza è costretta a vivere una situazione agghiacciante come quella del nosocomio psichiatrico dove si ritrova. Maria è stata ricoverata in manicomio durante le fasi più concitate della seconda guerra mondiale. Non sa come è arrivata lì, sa solo che ora deve alzarsi da quel letto e lottare per avere salva la vita, e fuggire.

Ma tornare alla realtà non sarà facile e nel mentre Maria conoscerà donne come lei: sole, incomprese e totalmente lasciate a se stesse. Vittime di una società che le ritiene reiette perchè troppo sensibili, o troppo poco; isteriche, troppo fobiche o troppo poco attente ai costumi sociali dell’epoca. Dichiarandole “incapaci” e rinchiudendole in quegli angusti padiglioni, dove prima della cura c’è la totale volontà d’annientamento delle pazienti, l’autrice con forza e stile ci permette di conoscere storia di questa giovane e la sua verità, non temendo di far luce su alcune delle pagine più tetre e vili che la storia d’Italia racconti.

La protagonista sarà lo specchio attraverso il quale il lettore avrà modo di conoscere altrettante storie di donne e dei loro mondi. Ognuna di essa porta con sè sfumature di un periodo storico ormai lontano, ma tremendamente attuale. Questo romanzo è la chiave per aprire quel padiglione fatto di essere umani a cui la storia ha imposto il silenzio e per la quale invece, deve ridare la voce e la sacrosanta libertà.

Per me, questo libro è stato una catarsi: mi ha riportato indietro nel tempo, alla storia della mia famiglia. Mi ha donato forza e coraggio, perché queste pagine sono intrise del grido di tante pazienti lasciate dietro quelle sbarre per anni; e questo romanzo è il loro grido di libertà e unicità. Ringrazio Marilena Cracolici che mi ha suggerito la lettura; a voi lettori auguro di avere presto tra le mani questo piccolo gioiello; e a te, nonna Mariuccia mando un bacio nel vento…

“Non permettere alla paura di ostacolare i tuoi sogni, vivi la tua vita.”

Mirtilla Amelia Malcontenta

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