HARRY POTTER e La Pietra Filosofale

“L’ultima cosa che Harry vide prima che il cappello gli coprisse gli occhi fu la sala piena di gente che allungava il collo per guardarlo meglio. L’attimo dopo, era immerso nel buio. Rimase in attesa.
“Ehm…”, gli sussurrò una vocina all’orecchio. “Difficile. Molto difficile. Vedo coraggio da vendere. E anche un cervello niente male. C’è talento, oh, accipicchia, sì… e un bel desiderio di mettersi alla prova. Molto interessante. Allora, dove ti metto?”.
Harry si aggrappò forte ai bordi dello sgabello e pensò: ‘Non a Serpeverde, non a Serpeverde!’
“Non a Serpeverde, eh?”disse la vocina. “Ne sei proprio così sicuro? Potresti diventare grande, sai: qui, nella tua testa, c’è di tutto, e Serpeverde ti aiuterebbe sulla via della grandezza, su questo non c’è dubbio… No? Be’, se sei proprio così sicuro, meglio GRIFONDORO!”.
J.K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale (Salani)

Ed ecco che così inizia l’avventura del maghetto Harry Potter smistato da un vecchio, malconcio e sudicio cappello parlante in una delle quattro Case della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.
Ma come è arrivato Harry nella Scuola? Facciamo un passo indietro. Lasciato davanti alla casa dei Dursley, peggior specie di Babbani che possa esistere (Ah sì, il termine Babbano indica comunemente il NON MAGO, colui che non ha poteri magici insomma), in quanto avendo perso entrambi i genitori nella Grande Battaglia contro COLUI CHE NON PUÒ ESSERE NOMINATO, i Dursley ahimè erano gli unici parenti del piccolo Harry.

“Silente e la McGranitt si chinarono sul fagotto. Dentro, appena visibile, c’era un bambino profondamente addormentato. Sotto il ciuffo di capelli corvini che gli ricadeva sulla fronte, scorsero il segno di un taglio dalla forma bizzarra, simile a una saetta.
“È qui che…” chiese in un bisbiglio la Professoressa McGranitt. “Sì”, rispose Silente. “Questa cicatrice se la terrà per sempre”. Silente prese Harry tra le braccia e si voltò verso la casa dei Dursley. “Posso…posso fargli un salutino, signore?”chiese Hagrid. Chinò la grossa e ispida testa su Harry e gli diede un bacio rasposo per via di tutta la barba.”

Harry crebbe senza sapere nulla del suo trascorso in quanto, come ho detto prima, i Dursley erano la peggior specie di Babbani e non volevano nemmeno sentire nominare la parola magia. Pertanto Harry, seppur non benvoluto, fu cresciuto dai suoi zii e trattato con disprezzo e senza amore fino al compimento dei suoi 11 anni quando Hagrid, preceduto da uno stormo di Gufi, fece la sua comparsa per consegnargli quello che era suo di diritto: La lettera di ammissione alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.

Un nuovo mondo si aprì agli occhi di Harry: Diagon Alley, il miglior posto dove poter acquistare tutto l’occorrente per la scuola, libri, pergamene, piume e inchiostro per scrivere, libri, una bacchetta e un animale e un’infinità di altre cose magiche. Una nuova vita aspettava Harry, ma perchè tutti sembravano sapere chi lui fosse e quasi si inchinavano al suo cospetto? Che significato aveva la sua cicatrice? E soprattutto, chi era Colui di cui tutti avevano anche solo il terrore al suo pensiero, figuriamoci pronunciarne il nome?

Tra magie, nuovi amici (faremo la conoscenza di Ron, Hermione, Draco Malfoy e Neville Paciock e tanti altri), Professori dal dubbio profilo (tra cui il temuto Piton), incantesimi, fantasmi, Quidditch, uno specchio delle brame e una pietra misteriosa, vi avventurerete in un mondo da cui vi assicuro desidererete non staccarvi più! E come me attenderete per tutta la vita la bramata Lettera di ammissione e con ansia vi presenterete al Binario 9 e ¾ per prendere l’Hogwarts Express che vi condurrà al Castello.

“Ricorda Harry: non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere” cit. Albus Silente

Amicizia, Fedeltà e Consapevolezza sono i temi che vi accompagneranno durante la lettura. Pertanto che aspettate? Sento già il fischio del treno… pronti a salire in carrozza?

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