Cape Reinga, dove gli spiriti maori prendono il volo

Cape Reinga (Te Rerenga Wairua in lingua Maori, il cui significato è: Luogo di dipartita dello spirito) sembra essere il tentativo finale della terra, di sfiorare l’Oceano. È la punta estrema dell’isola del Nord della Nuova Zelanda. In questo luogo maestoso, dove la natura vince sempre su tutto, sovrastato dal vento e schiaffeggiato dalle onde dell’oceano, si erge imperioso questo promontorio famoso per la leggenda Maori sul viaggio che gli spiriti fanno da qui per raggiungere il loro “paradiso” e per il bellissimo faro che dal lontano 1941, ogni dodici secondi illumina col suo fascio di luce le notti sull’oceano, agevolando le rotte ai naviganti.

È il punto d’unione tra il Mar di Tasmania e l’Oceano Pacifico; secondo il popolo Maori – che chiama questo fenomeno naturale: “Te Moana-a-Rehua” – è un abbraccio virtuoso e potente di questi due mari, che rappresentano anche l’incontro tra la potenza delle acque “femminili” con le acque “maschili”; il loro scontrarsi per unirsi, crea delle onde alte fino a 10 metri e le turbolenze che ne derivano sembrano essere la rappresentazione della creazione della vita e dell’energia più pura. Onde alte, scrosci potenti e la natura che governa ogni cosa, rende unico questo luogo che da tempo immemore è sacro ai Maori, i quali credono che questo lembo di terra sia l’ultimo posto da cui gli spiriti dei propri defunti partono per intraprendere il viaggio verso Hawaiki – la loro terra spirituale, dove sarà possibile ricongiungersi agli antenati – attraversando il “sentiero degli spiriti” (Te Ara Wairua).

Protagonista essenziale di questo racconto è un nodoso albero di Pohutukawa (questa specie di arbusto è famosa in Nuova Zelanda anche perché utilizzata per fare l’albero di Natale) antico quasi 800 anni che non fiorisce mai, al contrario dei suoi simili – incurante del vento, delle sue raffiche e dell’inarrestabile peso del mare – continua ad allungare i rami al sole, permettendo alla leggenda di protrarre la sua immortalità e ad affascinare perchè: quando una persona muore, il suo spirito inizia un viaggio lunghissimo verso Nord, che vede la sua meta a Cape Reinga. Qui si aggrappa all’albero di Pohutukawa che da sempre, fa da passaggio alle anime permettendo a quest’ultime di attaccarsi ai suoi rami fino a scendere alle radici, scivolando verso l’Oceano. Poco lontano dalla pianta scorre un piccolo torrente, le cui acque sono sacre e utilizzate per purificare il corpo del defunto.

Alcuni Missionari cercarono di utilizzare ai propri fini la fonte sacra agli indigeni, pensando di sfruttare quel torrente come fonte d’acqua dolce; decidendo di recintare il sito. Ma qualcosa di “miracoloso” accadde, perché il torrente sparì letteralmente ai loro occhi, rifugiandosi sotto terra da dove – tutt’oggi – si può ammirare solo con la bassa marea. Ogni anima che percorre il sentiero degli spiriti, deve toccare e vivere l’inferno, per giungere e godere dell’eternità verso la terra degli antenati.

Scrivendo di questa leggenda, mi sono permessa il lusso di farla un po’ mia; permettendomi di immaginarmi su quel promontorio sferzato dal vento, mentre osservo e saluto l’anima di chi m’ha amato profondamente e lasciato troppo presto.

Ancora oggi, il sentiero degli spiriti è un territorio sacro e la popolazione continua a lottare per farlo diventare Patrimonio dell’Unesco.

Mirtilla Amelia Malcontenta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...