Futilità Necessarie (o forse no?). 5 futili fobie e 4 assurde paure per affrontare il Coronavirus

Ciao a tutti gli amici vicini e lontani, eccomi ancora di ritorno con le mie ormai note Futilità Necessarie nonostante il periodo di crisi che tutti stiamo vivendo, condito da parolone come pandemia e quarantena (giustificatissime e legittime in questo momento non c’è che dire) che anche oggi però, come lo è sempre stato, generano ansia, timori e paure.

Siamo bloccati in casa, stiamo affrontando un momento difficile di crisi mondiale (perché il problema non riguarda solo la nostra penisola ovviamente), siamo costretti a stare lontano dalle persone che amiamo, siamo costretti a rinunciare a fare ciò che ci piace, non possiamo baciarci e abbracciarci (sigh!) e sicuramente tutti quanti, come me, stiamo mettendo su chili perché ci consoliamo con manicaretti mentre siamo stravaccati sul divano a guardare serie TV (negatelo se avete il coraggio)… ma per quanto cerchiamo di affrontare la situazione con ironia e forza interiore non possiamo negare di provare paura!

Abbiamo tutti paura, è inutile che fingiamo che non ce ne freghi nulla o che riempiamo la bacheca del nostro profilo Instagram con post che dicono quanto siamo contenti senza gli altri, mentiamo dicendo che finalmente si concretizza il mondo dei nostri sogni, tutti asociali, tutti individualisti… lo faccio anch’io, lo ammetto, anche perché l’unico metodo che ho imparato e che per me funziona quando affronto le difficoltà è quello dell’ironia, dell’autoironia e del sarcasmo dissacrante.

Ebbene io ve lo confesso: non è vero che si sta bene senza gli altri, non è vero che si vive bene senza interazioni sociali, non è vero che non sento la mancanza di baci e abbracci. È vero il contrario, come è vero che provo paura per le conseguenze di questo momento difficile. Ma considerando che ho la testa dura e sono una bastiancontrario per vocazione, ho deciso di affrontare questo periodo nell’unico modo che conosco per non lasciarmi scoraggiare: ridendoci su. Non pensate che sia superficiale ma anche se sono certa che noi ce la faremo sono anche convinta che abbiamo tutti bisogno di qualche bella risata per superare questo momento. Per cui io personalmente ho deciso di guardare negli occhi la mia paura e dissacrarla a suon di sorrisi fino a che non diventerà talmente piccola da non essere più una vera paura. Cosa che invito anche voi a fare sperando di condurvi per mano nel mondo dell’ironia con questo pezzo dove, per le mie futilità necessarie (o forse no?), ho scelto come argomento proprio le fobie!

Ed ecco una carrellata di 5 fobie bizzarre alle quali ho deciso anche di aggiungere 4 fobie totalmente inventate, partorite dalla fantasia di scrittori noti, come una sorta di bonus omaggio per farvi godere maggiormente questo viaggio nella pauraaaaa!

Lo sapevate che esiste la…

  1. Athazagorafobia parola che sembra un codice fiscale ma che è il nome di una delle paure più terribili di cui una persona possa soffrire, la paura di essere dimenticati. Se ci si pensa bene è un vero incubo. Solitamente generata durante l’infanzia, quando inevitabilmente si combina qualcosa e i genitori si arrabbiano e con esasperazione dicono cose del tipo: sparisci oppure eclissati. È una fobia che può diventare strutturale e radicata in età adulta, al giorno d’oggi con l’avvento del mondo social trova spesso terreno fertile generando in chi ne soffre la fobia di ricevere pochi like oppure di subire il meccanismo del blocca/sblocca. Certo riderci sopra non è cosa semplice, chi non ha mai provato il timore di essere dimenticato? il sospetto che dietro a una risposta che mai arriva ci sia davvero la dimenticanza o l’oblio? magari da parte di una persona a cui si tiene? però se uscite con un tizio e vi dice la fatidica frase: ti chiamo io, poi entro sei o sette mesi non lo avete ancora sentito, vi fate tutti i film in testa giustificandolo in tutti i modi, dagli impedimenti di lavoro ai rapimenti alieni, fino ad arrivare a sospettare di essere affette da questa fobia, ve lo dico io che potete averne certezza: non siete voi fobiche ma lui ad essere uno stronzo. Io comunque da bambina qualche volta credo di averne sofferto, ero convinta che durante i lunghi viaggi in auto i miei genitori mi dimenticassero all’Autogrill (non ho mai amato quei luoghi) durante una sosta bagno o per fare rifornimento. Poi però l’ho risolta, sono cresciuta, ho preso la patente e guido rigorosamente io durante tutti i viaggi!

  2. Chrometofobia è la paura del denaro. Una paura terribile, per tutti coloro che devono effettuare qualsiasi transazione economica. Anche se immagino si tratti di paura di denaro fisico, contante… le transazioni online si possono considerare un giusto palliativo per alleviare i sintomi di questo terribile male? e poi pensiamo se ne fosse affetto uno di quei super-ricconi che non sanno nemmeno come spenderli i soldi? sarebbe tremendo, dovrebbe soffrire in silenzio con tutto quel denaro che lo fa stare male, magari sognerebbe di essere povero, di dover far fatica a tirare alla fine del mese per pagare affitto e bollette come noi poveri comuni esseri umani? poverino, mi fa quasi pena… beh, comunque di questa non ho minimamente idea se ne abbia mai sofferto perché da che ricordo non ho mai avuto e non ho mai a tutt’oggi un centesimo, né in tasca né sul conto corrente bancario, forse sono immune o forse ne sono affetta ma non lo saprò mai…

  3. Ergofobia è la paura del lavoro, una paura irrazionale del lavoro, di avere compiti o incombenze. Chi soffre di questa fobia prova ansia oltre a un timore immotivato ed eccessivo nei confronti del lavoro. Detta anche ergasiofobia, deriva dal greco ergon (lavoro) e phobos (paura). Ah, adesso si fanno chiamare ergofobici? mia nonna li avrebbe definiti semplicemente lazzaroni

  4. Hipopotomonstrosesquipedaliofobia ossia paura delle parole lunghe è un termine che deriva da hipopoto (grande), mostro (mostruoso), sesquipedali (parola grande) e phobos (paura) ed è la paura irrazionale di pronunciare parole lunghe e complicate. Tranquilli però a volte il termine viene sostituito da sesquipedaliofobia come se fosse facile da pronunciare anche questa! e adesso mi piacerebbe sapere chi è quel genio che per definire la paura di pronunciare parole lunghe ha coniato questa? non solo una parola interminabile ma anche impronunciabile, almeno senza correre il rischio di annodarsi la lingua!

  5. Cenosillicafobia o cenosillicaphobia è la paura del bicchiere vuoto. Chi soffre di questa fobia prova ansia, a volte attacchi di panico, se si trova davanti un bicchiere vuoto. Boh?! ma questa è una paura degna di questo nome? e dov’è il problema? riempitelo ‘sto bicchiere, no?! a volte ci vuole poco a trovare una soluzione… è proprio vero che la gente spesso si perde in un bicchier d’acqua!

Ed ecco anche le nostre fantasiose e totalmente inventate fobie…

  1. Anachrophobia è la paura di uno spazio temporale, partorita dalla fantasia di Jonathan Morris, autore dei romanzi di Doctor Who.

  2. Arachibutyrophobia è un’invenzione della mente di Charles M. Schulz, autore dei Peanuts, è la paura che il burro di arachidi si attacchi al palato. E pensate che ormai viene annoverata tra le fobie patologiche… a volte il potere degli scrittori!

  3. Anatidaephobia è la paura che da qualche parte, in qualche modo, un’anatra ti stia guardando. La mente geniale (o folle) di Gary Larson ha inventato questa fobia per le sue strisce di fumetti The far Side.

  4. Keanuphobia è la paura profonda di Keanu Reeves. Una sorta di terrore per l’attore tratto dal romanzo Falsa Memoria di Dean Koontz in cui uno psichiatra impianta questa paura, tramite suggestione ipnotica, in una donna sua paziente solo per puro divertimento. Io non ho letto questo romanzo, ma confesso che mi intriga parecchio e forse colmerò questa lacuna, però faccio un appello a Keanu Reeves: caro non devi temere, io non potrei mai scoprire di essere affetta da una simile patologia… ma se vuoi esserne certo puoi sempre passare a trovarmi!

Per oggi direi che potremmo fermarci qui… so che questa carrellata non è sufficiente per far sparire tutte le paure che aleggiano intorno a noi ma mi auguro sinceramente che vi abbia strappato qualche risata. E comunque non temete perché io tornerò presto con le mie futilità, nell’attesa la vostra Adele vi saluta con tanti baci e abbracci (ovviamente virtuali e simbolici visto che adesso sono pure vietati per legge!).

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