Figlio del lupo: il Jack London di Romana Petri

Pugile, lavandaio, contrabbandiere di ostriche, cacciatore di foche, cercatore d’oro, e naturalmente giornalista e scrittore furono solo alcuni dei mestieri a cui si dedicò l’aitante e vulcanico Jack London, uno fra gli autori statunitensi d’inizio Novecento più noti e più amati dal pubblico.

La biografia romanzata “Figlio del lupo” di Romana Petri (Mondadori, Milano 2020) ricostruisce l’avventurosa vita dello scrittore, dalla nascita oscura come figlio illegittimo di un astrologo ambulante fino allo straordinario successo come romanziere.

Un capitolo particolarmente significativo e affascinante della sua vita riguarda il periodo, precedente al primo matrimonio, in cui London si avventurò in un viaggio nel Klondike per partecipare alla leggendaria caccia all’oro. Come la maggior parte dei cercatori contagiati dalla “febbre dell’oro”, fece ritorno in California senza aver trovato metalli preziosi; ma, diversamente dagli altri, aveva guadagnato in quel viaggio una grande quantità di spunti per scrivere racconti, ambientati appunto in quell’inospitale regione del Nord.

Di grande rilievo appaiono poi le molte figure femminili che Jack London incontrò nel corso della sua tormentata esistenza. La madre Flora, donna forte ma dallo scarso senso pratico, era una grande appassionata di spiritismo; ma ebbe un ruolo fondamentale nell’incoraggiare il figlio a riprendere gli studi interrotti e a seguire il suo sogno di diventare un grande scrittore, anche se le condizioni economiche della famiglia costringevano Jack a impegnarsi nei mestieri più disparati pur di sbarcare il lunario.

Grande affetto e sostegno gli manifestò anche la sorellastra Eliza, con la quale mantenne sempre un rapporto molto stretto. Difficile fu invece il primo grande amore di London, la ricca e sofisticata Mabel, che non riuscì a sposare – anche per l’opposizione della madre di lei – e che in seguito lo scrittore trasfigurò nella coprotagonista del romanzo “Martin Eden”, una delle sue opere più famose.

Dopo un primo matrimonio con Bessie, concluso con un divorzio nonostante la nascita di due bambine, London si risposò con la mascolina Charmian: una donna emancipata, brillante, sportiva e indipendente, che tirava di boxe e andava da sola a cavallo (una bella foto della coppia campeggia sulla copertina del libro della Petri).

Nel frattempo Jack aveva finalmente ottenuto la fama e uno straordinario successo di pubblico, a partire soprattutto dal romanzo breve “Il richiamo della foresta”, con protagonista il cane Buck; ma la vita sregolata e una perniciosa propensione al consumo di alcolici segnarono il prematuro tramonto di questo grande e prolifico autore.

Tutti questi fatti e molti altri sono narrati con grazia da Romana Petri, che riesce a non appesantire troppo le parti romanzate e a fornire nel complesso un quadro vivido e credibile del personaggio Jack London. Una lettura piacevole e raccomandabile che ci fa sognare una vita avventurosa anche in questi tempi di forzata permanenza a casa.

Arthur Lombardozzi

 

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