Il vestito che ha inventato Google Immagini

«Credi che sia troppo?»

«È scollatissimo».

«Sei praticamente nuda».

Queste sono state alcune delle considerazioni fatte dall’entourage di Jennifer Lopez la sera del 23 febbraio 2000.

Trovarle un abito per i Grammy Awards non era stata cosa facile. Era impegnata sul set di Prima o poi mi sposo e non aveva tempo per fare lunghe prove e selezioni.

La stylist le aveva proposto diverse alternative ma nessuna aveva convinto Jennifer. Erano rimaste le riserve, quegli abiti che sarebbero stati presi in considerazione solo con una pistola alla tempia.

Tra questi, però, un Versace verde aveva fatto battere il cuore di Jenny from the block.

La cantante lo ha provato e nel momento in cui si è vista allo specchio ha detto: “It’s the one”, “È lui”.

Proprio come con il vestito da sposa, quello che senti tuo, lei aveva trovato quello per i Grammy.

Peccato che nessuno, ma proprio nessuno, la pensasse come lei.

Insomma, dài, quel vestito… Era roba trita, lo avevano già indossato in due, Geri Halliwel e Donatella stessa, e sui red carpet non si mette MAI roba già vista addosso ad altre celeb.

E poi era troppo scollato. Si sarebbe aperto di sicuro!

No, no, no, Jennifer non puoi metterlo.

Ma lei, donna latina dal sangue caldo e il carattere di ferro, non ha sentito obiezioni. Ai Grammy ci sarebbe andata con il Versace verde.

Lo ha indossato, è salita in auto e ha calcato il red carpet al fianco dell’allora fidanzato P. Diddy in barba ai “No”.

La passerella dei Grammy era affollatissima, lei e P.Diddy facevano addirittura fatica a camminare aggiungendo ritardo al loro ritardo.

Poi, a un certo punto, la massa di gente si è divisa, facendo ala alla coppia, immersa in un brusio concitato.

Jennifer ha detto che si era guardata intorno per capire che diva fosse mai arrivata perché tutti si erano come congelati.

Guardavano lei. Fotografavano lei. Si erano fermati a osservare lei.

Ma Jennifer non capiva perché. Non ancora.

A lei era stata affidata la premiazione della categoria Best R&B Album insieme a David Duchovny (che era mooooolto più celebre di JLo), e al momento di salire sul palco e raggiungere il microfono, il pubblico è esploso letteralmente in un’ovazione.

David le lancia una lunga occhiata, dopodiché prende il microfono e dice: “Questa è la prima volta in sei anni che ho la certezza che nessuno stia guardando me”. E finalmente Jennifer capisce: è il vestito.

Tutti sono in visibilio per il suo vestito, il Versace verde, Jungle Dress come è stato soprannominato poi.

La conferma arriva dai giornali del giorno dopo, con le sue foto in prima pagina che oscurano tutte le altre notizie.

Il Jungle dress è IL vestito.

Tutti vogliono sapere di chi è, come è fatto, quanto costa, dove si trova, tutti vogliono essere lei.

E allora parliamo di lui, del Jungle Dress.

Disegnato da Donatella Versace e presentato alla Milano Fashion Week nel 2000. Realizzato in chiffon di seta a stampa tropicale nelle sfumature del verde e blu, ha le maniche lunghe e pur essendo un abito lungo dalle spalle ai piedi, è molto “nudo”, per via della scollatura pubica (nel senso che i due lembi dell’abito sono congiunti solo sul pube da una spilla a fiore) e dello spacco divaricante, oltre che dalla trasparenza estrema del tessuto.

Il rischio dell’indossare un abito del genere è che al primo spostamento d’aria si apra tutto, mettendo in mostra seno, sedere eccetera; JLo però, che non è una di primo pelo, ha risolto con il trick del nastro biadesivo, mettendo in sicurezza la scollatura dal minimo occhieggio.

Il Jungle Dress, valore di mercato al tempo 15’000 dollari, era stato prestato a Jennifer ma, visto l’impatto mediatico e la pubblicità di ritorno, le è stato poi regalato.

Si può dire che la carriera di Donatella come direttore creativo della maison Versace (subentrata con non poche difficoltà al fratello Gianni, assassinato nel 1997) è partita proprio grazie al Jungle Dress.

Questo è un abito iconico a tutti gli effetti perché ha segnato una svolta non solo nella storia della moda ma nella tecnologia.

Nel 2000 Google era ancora un motore di ricerca piuttosto basico, non c’era la ricerca per immagini, ma il 24 febbraio, tutto il mondo sembra volere una cosa sola: la foto del vestito verde di Jennifer Lopez.

L’immagine fu scaricata ben 600’000 volte. Sì, sei-cento-mila.

E Google capì che le persone volevano dei risultati visuali, oltre che testuali e così programmarono Google Immagini.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...