La rosa Cherokee e il Sentiero delle lacrime

Esiste una rosa bianca bellissima perfetta, il suo nome è Rosa laevigata e appartiene alla famiglia delle Rosacee. Originaria del Sud Est asiatico, nel 1759 viene introdotta in Europa e nel 1780 negli Stati del Sud America dove si è velocemente naturalizzata, divenendo addirittura il fiore simbolo dello stato della Georgia dal 1916.

A questo fiore si accompagna una struggente leggenda, che lo vede protagonista, perché la Rosa Cherokee è il simbolo de “The Trail of Tears” (il Sentiero delle Lacrime); per conoscere questa storia, bisogna tornare indietro nel tempo, intorno al 1830 quando venne attuata la deportazione forzata delle “cinque tribù civilizzate” degli indiani d’America – che comprendevano: Cherokee, Chickasaw, Choctaw, Creek e Seminole, considerati “evoluti” dai coloni bianchi in quanto avevano adottato molti degli usi e costumi dei colonizzatori mantenendo con loro anche buoni rapporti.

Il Sentiero delle lacrime è la lunga strada che gli Indiani erano costretti a percorrere durante la deportazione dalle loro terre di origine nel Sud Est degli Stati Uniti fino ai territori indiani dell’Ovest, nell’Oklahoma, in quanto il percorso era intriso delle lacrime delle madri dei deportati che morivano durante il tragitto.

Dove cadeva una lacrima, sbocciava una rosa come per accompagnare in eterno il dolore di queste donne che vedevano perire di freddo o malattie i loro figli. Il bianco dei petali a simboleggiare la purezza delle lacrime, il giallo al centro del fiore, a rappresentare l’avidità degli Yankee per l’oro, che sottrassero agli Indiani insieme alle loro terre.

Furono molte le perdite tra le fila lente e imperiose dei deportati, altrettante furono le lacrime a cadere e le rose a sbocciare. La tribù Cherokee fu quella che contò più vittime durante la deportazione e l’ultima a cedere alla vile imposizione, e proprio da essa prende nome il fiore e la leggenda alla quale è legato.

Di questa pagina storica buia resta una leggenda capace di sottolineare la forza disarmante delle donne e di questa cultura capace di perdonare e di lasciare in eredità a un fiore bello ed elegante, il ricordo eterno di un dolore impossibile da cancellare.

Mirtilla Amelia Malcontenta

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