La Paranza. Il coraggio e lo sdegno

Nasce nel 2006 la cooperativa sociale “La Paranza”, fondata da cinque ragazzi disoccupati del quartiere Sanità di Napoli e dal loro Parroco.

Amo Napoli. La magia, l’alchimia, le tradizioni, la religiosità e le sue realtà. La cultura e l’accoglienza. Ammiro la solarità e la forza del popolo partenopeo e le sue nette contraddizioni. Mi emoziono nel constatare – ogni volta che la visito – la grandezza del suo patrimonio artistico e culturale che non smette mai di colpirmi e d’imprimere in me la voglia di tornare e tornare ancora.

Affascinata da diversi quartieri di Napoli, quello che sicuramente mi ha influenzato di più è il Rione Sanità. Rione che culla e protegge siti storico-culturali, che fanno invidia al mondo. Le Catacombe Paleocristiane di San Gaudioso e San Gennaro, il complesso religioso di Santa Maria della Sanità e il Cimitero delle Fontanelle per citarne alcuni, sono parti integranti di questo quartiere che venne fondato alla fine del XVI secolo, come luogo di sepoltura e nel quale lo stretto rapporto tra la vita e la morte si protrarrà nel tempo, divenendone l’emblema per eccellezza.

Tanta la potenza artistica, archeologica e culturale, quanto intenso e problematico il risvolto sociale, che vede gli abitanti del rione spesso in difficoltà lavorative con un alto tasso di disoccupazione. Immense risorse, poco sviluppo; ma tra questi due elementi così agli antipodi, s’innalza forte e decisa la voce di alcuni ragazzi del rione che scelgono di non abbandonare la loro realtà, ma di cambiarla.

Nasce nel 2006 la cooperativa sociale “La Paranza”, fondata da cinque ragazzi disoccupati del quartiere e dal loro Parroco che iniziano questo percorso di autosviluppo, impregnato di desiderio di riscatto, competenze culturali e tanta voglia di riportare i turisti nel loro rione e con essi, gli occhi del mondo pronto ad ammirare i tesori che il quartiere protegge.

I sacrifici, la dedizione e il profondo amore per il rione li porta nel 2008 a vincere il bando storico-artistico di Fondazione “Con il Sud”. Sarà questo il primo passo significativo del processo che ha portato al recupero, alla gestione e all’apertura al pubblico delle Catacombe di San Gennaro e alla consacrazione di questa cooperativa che continua a crescere anno dopo anno, portando sempre più visitatori ad ascoltare la storia di questi luoghi e ad ammirare la passione con la quale questi giovani (che nel frattempo sono diventati una squadra di più di trenta lavoratori) la raccontano e la spiegano. Io li ho ascoltati e osservati in diversi tour guidati, e devo dire che il rispetto e la generosità nel mettere le loro competenze al servizio dei turisti, fa sicuramente bene al quartiere ma anche ai visitatori che oltre alla magia e alla sacralità dei luoghi, può far tesoro del legame speciale che questi giovani hanno creato tra il loro futuro e i propri sogni, e l’immortalità di un passato di cui sono diventati dei bravissimi narratori.

La Paranza mi ha portato a pensare concretamente che ci vuole sempre un pizzico di follia per cambiare la propria prospettiva, e tanto tanto coraggio; e questi giovani di coraggio ne hanno da vendere e da regalare, la follia la si trova tra i rioni stessi di questa città troppo spesso incompresa ma immensamente amata…

Andate a Napoli, visitate il Rione Sanità. Osservate questi ragazzi e ascoltate i loro racconti, tornerete a casa un pò più ricchi e non solo di nozioni storico – culturali ma anche – e soprattutto – di voglia di farcela e di credere sempre che la strada da prendere non è per forza quella più scontata, e che i sogni seguono sempre i battiti del cuore.

«La Speranza ha due bellissime figlie: lo Sdegno e il Coraggio di cambiare le cose così come sono»

Sant’Agostino

Mirtilla Amelia Malcontenta

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