Il giallo Pasolini di Massimo Lugli

Il giallo Pasolini. Il romanzo di un delitto italiano (M. Lugli – Newton Compton Editore)

2 Novembre 1975, Idroscalo di Ostia- litorale romano: tra le baracche e il degrado viene ritrovato in un piazzale battuto dal vento maestrale il corpo martoriato, esanime e lacerato di uno degli uomini più talentuosi del 900. Quel cadavere è di Pier Paolo Pasolini, scrittore, poeta, regista e giornalista, tanto famoso e geniale quanto scomodo e ingombrante nel panorama culturale italiano, per le sue idee e i perentori giudizi; tanto da divenire, dopo la sua morte, emblema di uno degli omicidi irrisolti più famosi del nostro paese.

Il mondo del giornalismo non rimane inerme alla notizia, anzi ne subisce un forte impatto; tra le schiere dei reporter che rimangono totalmente travolti, c’è il giovane Marco Corvino, collaboratore in prova e alle prime armi che ha dalla sua la voglia di scoprire la realtà dei fatti accaduti quella notte e di scrivere la verità su chi ha assalito e ucciso Pasolini.

Marco prende tutto “di pancia” e decide di inoltrarsi in un viaggio irto di menzogne e malcelate verità. Chiaro da subito che per arrivare ai colpevoli, Corvino dovrà abbandonare anche un pò se stesso e la sua vita e iniziare a osservare il sottobosco umano che ha toccato e vissuto Pasolini per molto tempo, sino alla sua ultima notte… Una storia che Marco Corvino vivrà tra cicatrici e false piste, consapevole che prima di capire chi è stato a compiere l’omicidio deve iniziare a conoscere veramente chi ha perso la vita quella notte.

Un romanzo che infrange specchi che da troppi anni riflettono mezze verità e altrettanti compromessi. La scrittura cruda, netta e precisa di Massimo Lugli, impone al lettore un’attenta analisi di quanto accadde e di cosa significò questo mostruoso agguato.

Ho divorato, odiato e amato al tempo stesso questo libro. Odiato perché finito troppo in fretta, amato perché sin da quando ne ho memoria, Pasolini ha sempre avuto un ruolo preciso e importante nella mia vita di lettrice e tra queste pagine Pasolini c’è, si sente la sua voce, come il battere ritmico delle sue dita sulla macchina da scrivere. Resta accanto al lettore mentre quest’ultimo percepisce il rumore assordante delle grida all’idroscalo, nei sospiri notturni della stazione Termini, fino alla verità mai ufficializzata che fa male quasi quanto la sua morte prematura.

“T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece.”

Pier Paolo Pasolini

Mirtilla Amelia Malcontenta

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