Torino e la cioccolata di Guido Gobino

Un freddo intenso e un buonissimo cioccolato artigianale della Bottega Guido Gobino, in una splendida Torino

Torino mi accoglie di nuovo in tutto il suo splendore e la sua eleganza, complice un impegno familiare di prestigio -come la laurea di mia nipote Chiara- e un’idea che fluttuava già da un pò nella mia mente; tanto che mi ritrovo, dopo i festeggiamenti e una scorpacciata di bontà tipicamente piemontesi, a fare una passeggiata tra queste vie già ricche di addobbi per le prossime festività natalizie. Senza neppure volerlo finisco- come sempre- dinnanzi al Museo Egizio che mi attira al pari di una calamita col metallo, ma stavolta il mio sguardo si fissa su Via Lagrange 1, dove a pochi passi dall’entrata della pinacoteca è sita la “Bottega di Guido Gobino“, importante tappa per gli amanti del cioccolato. La Bottega mi accoglie inebriando il mio olfatto con l’odore intenso e prezioso del cioccolato. Aperta nel cuore del centro storico, è una costola della Cioccolateria omonima dove la famiglia Gobino sin dal 1980 (quando Giuseppe Gobino- padre dell’attuale proprietario Guido- diventa l’unico proprietario della fabbrica) continua il suo incessante lavoro e la sua conduzione familiare eccellente, tanto da portare la fabbrica alla recente apertura di un altro punto vendita e degustazione a Milano (in Corso Garibaldi). Sono il punto di riferimento per la produzione ed esportazione del famoso Gianduiotto e la sua crema spalmabile. La fabbrica vera e propria e il suo primo storico locale si trovano in Via Cagliari, e sono tutt’oggi il paradiso del cioccolato in terra!

Ma torniamo a noi, varcare la soglia della bottega è come entrare in un mondo parallelo, ambiente piccolo ma ben distribuito, intriso di colori caldi e profumi inebrianti, mi permettono di deliziare anche gli occhi, osservando la bellissima esposizione dei loro prodotti come: i gianduiotti, i cremini al sale e all’olio d’oliva e alle innumerevoli varianti delle tavolette al cioccolato fondente, al latte e alla nocciola. Vengo accolta e fatta accomodare in una saletta riparata e ben arredata, i commessi che si alternano riescono a mettermi sempre a mio agio e a ogni richiesta rispondono con garbo e professionalità. I ritmi sono elevati per la gente che entra e il brusio che si sente; ma l’atmosfera nella zona interna è speciale. Mi viene proposta un menù ricco di varianti e ordino una degustazione classica, fatta di piccoli assaggi, ma di grande bontà. Corono il percoso di degustazione del cioccolato col famoso “Bicerin”, che in piemontese significa Bicchierino, ovvero bevanda analcolica creta con tre ingredienti fondamentali: caffè, cioccolata e crema di latte. L’attuale Bicerin è un’evoluzione della settecentesca bevanda chiamata “bavarèisa”. Ancora oggi le dosi della mescolanza d’ingredienti sono segrete, ma il risultato è sempre un trionfo di gusto e carica energetica.

Mi allontano dalla Bottega dopo aver finito il mio percorso degustativo, lo stacco di temperatura tra dentro e fuori è netto e preciso, come la consapevolezza che tornerò qui ogni volta che potrò essere a Torino, conscia che il cioccolato è sempre buono, ma se trattato e lavorato col cuore e la passione diventa speciale, proprio come quello prodotto dalla famiglia Gobino.

Mirtilla Amelia Malcontenta

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