C’era una volta… Cenerentolo!

Mia nipote Eugenia si siede accanto a me, mi fissa ed esclama: “Ancora Zia Mirtilla, leggi ancora?”; le sorrido, ma già so che i libri delle fiabe sono finiti -è una divoratrice seriale peggio della sua fata madrina, che sarei io!- e ricominciare proprio non mi va, ma ciò che più m’attira in questo momento è la consapevolezza nel leggere i titoli:

Biancaneve (sociopatica che scappa in un bosco e va a vivere in subaffitto in una comunità di nanetti)

Cenerentola (dissociata che invece di farsi mettere in regola col contratto da “assistente domiciliare” preferisce andare a ballare per trovare svago e spensieratezza)

La bella addormentata (narcolettica che finge di pungersi un dito, pur di non affrontare le pulizie di Pasqua)

La principessa sul pisello (…mi avvalgo della facoltà di non scrivere!)

Rimango senza parole, sono sconcertata, perché oltre a tifare da sempre -come avrete già letto su Pink- per le loro malefiche ed affascinanti “matrigne”, trovo indecente che ci siano solo e soltanto principesse da salvare…. E I PRINCIPI?

Ehi, non mi fregate: Pollicino non era un principe, ma un ragazzino con un azzeramento della memoria a breve termine talmente tanto galoppante, che per ritrovare la strada di casa sbriciolava pure i sassi!

Ripresami dal “trauma da Principessa”, ho fissato Eugenia negli occhi e ho esclamato: “Senti un pò, ma se invece della Principessa stavolta salviamo un Principe?”

Lei non mi risponde, mi porge solo l’ennesimo volume, io contraccambio lo sguardo, le faccio un sorriso e poi, non ce la faccio e la sommergo di riflessioni:

“Ma insomma Eugy, ti pare normale? Tutte queste Principesse che hanno bisogno del Principe per risollevarsi nella propria vita e per trovare uno scopo! Noi donne -principesse, guerriere e streghe al tempo stesso- non abbiamo bisogno di nessun principe col testosterone elevato. Non abbiamo bisogno di essere salvate, noi ci salviamo da sole. Non temiamo la solitudine, né i finti matrimoni. Noi viviamo delle nostre passioni, della nostra intelligenza. BASTA con queste storie, con questi clichè…Siamo noi che salviamo questi pseudo principi da se stessi: onnipresenti sulla scena solo nel momento di dichiarare con un bacio il proprio amore eterno, e poi quando c’è da rincorrerti, mandano il loro vassallo perché non ce la fanno a girare tutto il regno. Non è sufficiente essere bellocci, con una quota elevata di indubbio fascino e caparbietà, ma veniamo al sodo: bisogna saper cucinare e riporre i piatti nella lavastoviglie, spolverare e differenziare la carta dalla plastica! Tante principesse hanno anche scoperto che in realtà i cavalli bianchi altri non erano che ronzini, col make up di Halloween.”

Queste fiabe, pur romantiche e immortali, mi fanno solo impennare la glicemia nel sangue e non riesco proprio a non confrontarmi con la mia figlioccia. Anche se è piccola, deve sapere che nella vita deve volersi sempre bene prima lei, poi viene tutto il resto. Se avessi avuto un’amica come Biancaneve, da tempo immemore le avrei prenotato un biglietto solo andata per Ibiza e tanti cari saluti ai nani, al principe e alla matrigna! Tsè, almeno se finiva comunque a fare la cameriera sarebbe stato in riva al mare con vista tramonto tutto l’anno!

Concordo e apprezzo il romanticismo, ma non sopporto la netta distinzione nel quale ancora oggi incappiamo:

– se sei dolce e bella sei una principessa debole e un pò rimbambita che va salvata

– se sei una matrigna bella decisa e categorica sei una psicolabile dedita allo stalkeraggio della tua figliastra o figlioccia

Ma io dico basta a questa tipologia di sintesi.

Io voglio leggere di un’eroina, affascinante e intelligente -tipo Fantaghirò, ma non con i capelli alla Nino D’angelo!- che regna su terreni sconfinati e decide cosa è brutto o cosa è bello nel suo reame fatato, senza essere acida o intransigente, bella ma non arcigna, potente ma non indisponente; che governa il popolo e non ha orologi biologici o sociali a cui deve porre rimedio…. e soprattutto, vorrei un principe diseredato che invece di aspettare su una torre incantata, fa il commesso da Zara e non ha i soldi neppure per trovare i topini che gli cuciono l’abito per l’apericena!

Riprendo fiato, Eugenia mi continua ad osservare, poi sospira e mi fa: “Zia, pane e cioccolato??”

Ed io tronfia e fiera, la guardo e dichiaro: “Certo amore mio, perché noi siamo anche Principesse, Guerriere e Streghe fieramente Curvy!”

Ragazze, vogliamoci bene e se vogliamo un uomo accanto, puntiamo sempre in alto: facciamo innamorare un re!

Mirtilla Amelia Malcontenta

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