Il linguaggio delle emozioni

Una buona conoscenza di sé permette di migliorare la comunicazione con se stessi, ma anche con gli altri. Questa è a mio avviso una chiara definizione di benessere. Oggi non vi parlerò in maniera esplicita di conoscenza di sé, rimandando l’argomento alla lettura della mia rubrica Coach sulla rivista Pink Magazine Italia o di libri che propongono un percorso di coaching guidato come Costruisci la tua felicità in tre atti (Simona Colaiuda, Ed.Aloha, 2017). Il focus di questo articolo sarà sul linguaggio delle emozioni o dell’inconscio, e lo farò insieme a un ospite autorevole in materia, il dottor Tiziano Gamba, psicologo e psicoterapeuta. Comunicare con se stessi è la chiave di accesso al proprio benessere, ma affinché si parli di effettivo benessere la comunicazione deve essere buona: bisogna trovare il modo di comunicare bene con se stessi. Comunicare bene significa instaurare un dialogo diretto e immediato con il proprio inconscio, ossia con la propria sfera istintuale o emotiva.

Che cosa si intende per linguaggio delle emozioni? «Bisogna partire da un presupposto necessario: noi siamo abituati a identificarci nella nostra parte logica, e a pensare che noi stessi, gli altri e tutto il mondo che ci circonda sia razionale. Così si compie l’involontaria operazione di includere anche il mondo emotivo in tutto il resto che ci appare razionale, e quindi un’emozione diventa giusta o sbagliata, adeguata o eccessiva, eccetera. Quello però è il linguaggio della razionalità: le emozioni non sono né giuste né sbagliate, esse semplicemente sono, ma ci sembrano strane, a volte, perché utilizzano il loro linguaggio e non il nostro, razionale. Il loro linguaggio non è razionale e le informazioni che ci trasmettono, spesso molto importanti, non possono essere decodificate attraverso l’abituale linguaggio razionale. Se vogliamo parlare alle nostre emozioni, e sapere cosa ci dicono, dobbiamo annullare i preconcetti della nostra lingua razionale, come quando si impara una lingua straniera. Per esempio, se in italiano si dice «Tu mi piaci» e in inglese «Io piace te», «I like you», non possiamo pretendere che un anglofono usi la grammatica italiana, siamo noi che ci dobbiamo adeguare a lui. Lo stesso avviene quando ci rivolgiamo al mondo emotivo».

Il dialogo con la sfera emotiva può essere possibile attraverso la decodifica del linguaggio non verbale, quello più profondo, cioè quello legato al nostro mondo emotivo e che comunica in modo costante il suo stato e le sue esigenze non solo a noi, ma anche agli altri, a tutti quelli che entrano in contatto con noi a ogni livello. L’accesso alla sfera emotiva non è immediato: chi tra voi ha frequentato i miei corsi, in aula, mi ha sentito parlare di emotività paragonandola a un vero e proprio avversario interno, imprevedibile, a volte ingovernabile. Insomma, la decodifica del linguaggio dell’inconscio non è semplice, ma neanche impossibile.

Come agiscono le emozioni e come ci parlano? «Agire e parlare per le emozioni è la stessa cosa, in quanto il loro metodo comunicativo è l’azione, a ogni livello. Un livello di azione è quello del corpo, e di agire direttamente su esso, facendolo muovere in una certa maniera oppure facendogli sentire determinate cose, fino addirittura a farlo ammalare. Il tipo e la tempistica della malattia è sempre, in ultima analisi, una comunicazione emotiva, anche se poi ci si deve curare con farmaci o interventi chirurgici. L’altro tipo di azione, più mentale, è quella che riguarda le scelte che facciamo, e che mettiamo in atto. Siccome il processo decisionale è determinato dal processo emotivo sottostante (qualunque cosa poi ci raccontiamo razionalmente), le azioni che compiamo sono anch’esse espressione di un codice emotivo che può essere facilmente interpretato, una volta che si possiede la chiave. Per farlo però è necessario abbandonare la logica e accettare che il codice utilizzato dalle emozioni sia anti-intuitivo».

Le emozioni sono il vero motore energetico della vita: sono la fonte della creatività e della grande passione, quella che Dante chiamava forte amore, estesa a ogni tipo di interesse o inclinazione. Quindi, le emozioni vi consentono di muovervi verso le vostre mete, verso i vostri obiettivi e in definitiva verso ciò che volete realizzare per diventare la versione migliore di voi stessi, per stare bene, per essere felici.   

Con quali segnali possiamo imparare a distinguerle da soli? «Dobbiamo focalizzarci sulle azioni e cioè su ciò che accade (a discapito di quello che viene detto) e sulla accettazione di ciò che ci pare strano. Se accade, ha la sua motivazione emotiva, che ci appaia strano o no. Quando siamo pervasi da determinate emozioni dobbiamo evitare di giudicarle e pensare invece che cosa vogliono comunicare. Nel rapportarci con gli altri, possiamo sempre valutare che cosa le persone fanno rispetto a quello che dicono, e avremo sempre un quadro fedele dell’emozione sottostante: se c’è incongruenza tra la parola e l’azione, vince sempre l’azione, poiché essa è governata dall’emozione. Nelle comunicazioni interpersonali vale lo stesso concetto: attenzione al corpo piuttosto che alle parole. Se le parole esprimono un concetto e il corpo vi trasmette un’altra idea, il vero significato sta in quest’ultima, in quanto l’emozione domina il corpo. L’accurato studio delle varie decodifiche richiede tempo: chi fosse interessato può trovare sul mio sito www.tizianogamba.com alcune risorse gratuite e il dettaglio dei Laboratori Emozionali e dei corsi che conduco».

Benché l’istanza emotiva sia più forte, poiché tendenzialmente inconscia, lo sanno bene i guru del neuromarketing che utilizzano l’emotività per condurre con più facilità il consumatore all’acquisto, se questa si muove in maniera asincrona, ossia non allineata con quella logica, farete fatica a percorrere la strada che conduce alle vostre mete. Anzi, non riuscirete a muovere neanche il primo passo, quello più importante, quello che vi toglie dalla condizione in cui vi trovate e che desiderate cambiare. Quante volte vi siete detti o avete detto: «Mi sento bloccato»? E non dipende dalla situazione, che può essere affettiva, familiare o professionale: dipende dalla vostra momentanea incapacità di muovervi dalla situazione di stallo in cui siete e di trovare soluzioni adeguate per farlo. Per superare i vostri blocchi e liberare le vostre straordinarie risorse personali, il vostro potenziale, l’invito è quello di ricercare un equilibrio emozionale, il sistema di navigazione che vi condurrà verso una reale condizione di benessere.

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età  è bello occuparsi del benessere dell’animo nostro. (Epicuro, filosofo greco)

2 pensieri su “Il linguaggio delle emozioni

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