Cake (disaster) design

Mirtilla e il cake design

Da tempo, alcune mie care amiche hanno la passione del cake design e mi deliziano gli occhi con stupende torte e altrettante decorazioni; hanno letteralmente le “mani d’oro”: da un panetto di burro, una tortiera, pasta di zucchero e tanta fantasia e manualità creano e donano originalità alle loro creazioni dolciose.

Ogni volta che ne ammiro una, constato perplessa: “Mamma mia, sono proprio brave e poi, per come ne parlano, sembra anche facile… potrei riuscirci anch’io?!”

Premesso che al solo accennare di voler provare a dedicare un pomeriggio al cake design, sono stata – nell’ordine:

1) Derisa da mia madre che, tra una risata e un’altra, mi ricordava la mia poca manualità anche nell’allacciarmi le scarpe, fino dalla prima media

2) Mio figlio più piccolo che, senza tanto tergiversare, ha esclamato: “Mamma, ma non fai prima a comprarla?”

3) Mio marito che non ha esitato a ricordarmi il mio periodo “pitturare con fantasia”; quando tentai di riprodurre un Buddha in meditazione, ne uscì una forma aliena inclassificabile per colori e sfumature;

Non mi sono comunque arresa al primo ostacolo, andando decisa e sicura delle mie possibilità a fare la spesa.

I problemi iniziano subito, perchè gli strumenti da utilizzare non sono pochi, dalla bilancia – che non ho, visto che il mio motto è: “70 gr di pasta lo dici a tua sorella!”- un buono stampo da torta: possibilmente cilindrico, poi gli attrezzi per stampare: formine, stampini, coppa pasta, mattarelli (facilemente riutilizzabili per minacciare il marito nelle discussioni domestiche), coltelli lunghi e piatti per stendere e lavorare la crema di burro, pennelli, spugnette, panetti di pasta di zucchero di vari colori, coloranti alimentari e… mamma mia, e dove la conservo tutto questo materiale, troppo presa dal mio cake design mood, per capire che non so nulla di come si fanno i dolci; io da quando ne ho memoria li mangio, non li cucino!

Quindi, continuo a non rispondere al mio alterego che – come un mantra -perservera suggerendomi: “Mirtilla, riponi tutto e fuggi a casa… Dài, ti concedo anche pane e nutella (ovviamente pane integrale)… molla tutto e torna a leggere… lo sai come finirà quest’esperimento!”, ma se “nessuno mette Baby in un angolo”, figuratevi chi si azzarderebbe a farmi desistere da un mio progetto!

I familiari presenti all’annuncio al mio rientro in casa, piena di buste e materiali, sono spariti; ma io non mi spavento e mi metto subito a lavorare.

Faccio partire un tutorial facile facile e decido che la mia prima cake design rappresenterà: la torta dei pirati! Lo stampo da torta è imburrato e riempito con una sofficiosa combinazione di farina, zucchero e uova; metto tutto in forno e, nell’attesa che il pan di spagna sia pronto, continuo a seguire scrupolosamente le indicazioni: scaldo la pasta di zucchero per poterla colorare e lavorare rendendola malleabile. Colorata la pasta e trattata per benino comincio a creare il forziere: ci sto riuscendo, mi aiuto con un po’ di zucchero a velo e lo deposito sul tappetino di silicone, dove lo lascio riposare. Controllo il forno: tutto procede per il meglio; mi concentro ora sul pupazzo che dovrebbe rappresentare Capitan Jack Sparrow… non è molto facile stendere la pasta di zucchero per creare il viso del bel pirata, ma sono fiduciosa. Essendo molto attenta al tutorial, devo anche sincerarmi della qualità del prodotto creato quindi, inizio ad assaggiarlo. UHM!

Zuccherosamente buono. Nel frattempo ho finito anche il bel pirata che, a essere sinceri tanto bello non è, sembra sì un ominide, ma del fascinoso capitano non c’è traccia, sembra più la caricatura del famoso quadro “l’urlo di Munch” con i dreadlock! Per di più per seguire le spiegazioni, ho messo le cuffie alle orecchie e non ho sentito il trillo del timer per il pan di spagna; quando mi accorgo del principio di incendio, la mia cucina è diventata la pianura padana e inizio a tossire! Ma niente panico, posso farcela!

Arieggio l’ambiente, spengo il forno e delusa controllo che più che un pan di spagna al cioccolato, sembra il tizzone ardente del camino del salone di Hogwarts… Mamma mia… presa dallo sconforto ho anche finito 3/4 della pasta creata per il forziere…. Ho un picco glicemico e la consapevolezza che più che cake design è un cake disaster!

Il mio orgoglio mirtillesco mi suggerisce di raccogliere i pochi frutti seminati da questo primo (e ultimo) approccio con la pasticceria pertanto: pulisco la torta sbruciacchiosa e la ricopro con quel poco di pasta di zucchero avanzata, come “ciliegina sulla torta” metto il pupazzo che dovrebbe rappresentare il pirata e, mentre finisco di decorare sento la porta aprirsi e mio figlio Tiziano esclamare: “Mamma, che figata la torta al cioccolato fondente con gli zombie sopra!”

Ovviamente, nessuno è stato costretto ad assaggiare il composto chimico travestito da leccornia, anche perchè neppure con la sega elettrica siamo riusciti a tagliarla! La prossima volta che vorrò una torta, chiedo alle mie super amiche di farmene una, mentre le mie mani continueranno a sfogliare libri e a prendere cucchiaini per assaggiare le delizie da altri create!

Mirtilla Amelia Malcontenta

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