Il vero primo giorno di ferie è il primo giorno di scuola!

Sento i tuoni e il cielo chiudersi sopra di me, promette pioggia e tempesta… aspettate! Non sono tuoni, ma il battito ritmato di piedi sull’asfalto: il popolo dei genitori sta iniziando a invocare la sacra festività del “primo giorno di scuola”; sfilano dinnanzi al mio giardino file composte di parenti di tutte le età, compresi: nipoti over 18, figliocci, zii e personale dei centri estivi, in una lunga marcia cadenzata da questo ritmo che inneggia alla forza e al coraggio. Sì, perchè ci vuole coraggio ad affrontare l’estate tra lavoro, nonni sitter e centri estivi – streptococco che ti subaffitta le tonsille, al primo (e unico) giorno di mare; permettendo anche al farmacista di turno di prenderti in giro per la sfiga che rappresenti (ma questa è un’altra avventura di cui, vi racconterò in un prossimo futuro).

Questo cordone umano deve raggiungere la Terra dedicata ai poteri scolastici, dove anche i vampiri vengono sconfitti, per innalzare grida di giubilo alla forza delle famiglie che sono sopravvissute a un’altra estate: senza scuola, sport, compiti e gruppi whatsapp.

Sì, anche l’applicazione di messaggistica gratuita, come una fenice riprende vita dalle ceneri d’una estate ormai lontana e i gruppi – e sottogruppi- si rianimano con liste dei libri e riunioni pre-scuola. I genitori sentono un brivido lungo la schiena, quando la rappresentante invita tutti a seguire gli elenchi del materiale e a ricordarsi le varie richieste delle maestre.

Genitori che, in quest’estate votata al divertimento e alla pigrizia, ora lottano per far finire i compiti estivi e rispettare i minuti sulla playstation o cellulare; perchè parliamoci chiaro, il primo periodo estivo è tutto un giubilo: niente sveglia, si arriva a staccare anche il citofono , tutto vissuto in total relax, i ragazzi si riposano, ma poi… il tempo scorre, l’afa avanza, la noia aumenta e le ferie finiscono. Con l’inedia non si scherza perchè anche il figlio più tranquillo può trasformarsi da Gandhi al Dottor Lecter in un nano secondo! Quindi si cerca di correre ai ripari, d’incastrare i minuti insieme alle ore per non perderli di vista nemmeno un secondo. Si scelgono villaggi turistici provvisti di tutto: dal pediatra, all’allenatore di calcio, al consulente della NASA! Tutto in virtù del divertimento per loro, e del riposo per noi. Ma ora è tempo di bilanci e di riprendere la marcia, cioè volevo dire, la solita routine, i bambini non saranno propriamente felici (specialmente i miei!), ma come dico sempre ai miei ragazzi: Noi, il lavoro. Voi, a scuola.

In realtà questo pezzo l’ho scritto solo per farvi sorridere e pensare che avremo altri viaggi da ricordare e un’altra calda estate da archiviare; i sorrisi dei nostri cuccioli d’uomo che ci scalderanno il cuore durante l’inverno e le sue quotidianeità; ricordandoli durante queste vacanze. Come sono altrettanto sicura che mentre state leggendo, i vostri cellulari vibrano e trillano perchè i gruppi whatsapp sono rientrati dalle ferie, proprio come noi! Buon inizio scuola, genitori. Buon divertimento, ragazzi!

Mirtilla Amelia Malcontenta

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