Il greco antico vive! La Grecia salentina e la scritta misteriosa

Mènin aèide teà pelèiadèo achilèos. Tranquilli, nessun errore di scrittura. I grecisti e gli amanti del classico riconosceranno subito in questi versi l’incipit dell’Iliade omerico.

I più refrattari del greco antico confermeranno che è una lingua tombale, i sognatori-realisti penseranno che la lingua vive, non solo nelle parole mediche, ma anche nella lingua parlata. Buona l’ultima.

Siamo nella Grecìa salentina, nove comuni del profondo sud della Puglia, dove si parla il griko (o meglio Greco salentino, riconosciuto come lingua minoritaria – come mi spiega Giorgio Vincenzo Filieri, Prof.re di Lettere epromotore culturale del territorio): Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino.

Tra tutti spicca Sternatia, il cuore della Grecìa salentina, non solo per la sua alta percentuale di parlanti greco-salentino, maanche per il movimento culturale dovuto alla presenza di associazioni culturali, gruppi musicali e studiosi che rendono vitale la tradizione del paese. Peccato, però, che i giovani non lo parlino: “A scuola, infatti, i progetti prevedono solo poche ore di insegnamentoa causa di scarsi finanziamenti”, mi spiega Filieri.

Le migrazioni di popoli di origine egea nel Salento risalgono già dalperiodo miceneo (1550-1060 a.C.), ma le origini del greco salentinosono incerte, i glotto-linguisti e i filologi lo sanno bene.

Nonstupisce, dunque, che l’attuale territorio corrispondente alla Grecia salentina è ciò che rimane di un’area più estesa che (fino alXIV-XV secolo circa) comprendeva tutta la zona centrale del Salento, da un mare all’altro.

“Iméstagrichi”cioè, “Siamo greci!” mi dice con orgoglio un anziano abitante di Sternatia che mi racconta di aver dialogato perfettamente in griko con alcuni turisti Greci (dell’attuale Grecia, si intende!).

Sulle tracce del greco salentino mi sposto a Calimera. Un paese che ti accoglie e ti dà, letteralmente, il buongiorno (dal greco kalòs=buono, bello e méros=giorno). Un paese dove il greco si respira ovunque: nella stele funeraria del comune che riporta l’iscrizione Zeniesù en ise ettù ‘s ti Kalimerae cioè stranieratu non sei a Calimera; nelle vie del paese che riportano la doppia trascrizione in greco (vedi foto); in una poesia in greco salentino che apre la stradaper il centro storico (vedi foto).

Ciò che non passa inosservato, però, è una scritta, segnata con il dito sulla polvere di un vetro di un piccolo locale abbandonato del centroantico. Recita così: “Nikos (?) Teodòsia Despoina/ Deipnoia” (vedi foto). Questo marchio dai segni poco chiari apre il via a una miriade di significati: Nikos dal greco antico Nike=vittoria; Teodòsia= nome proprio di persona; Despoina=padrona, proprietaria di casa o Deipnoia=pranzi, pranzo principale al tempo omerico, come suggerisce il buon celebre vocabolario Rocci.

Ma chi è l’autore misterioso che il giorno 3 luglio 2019 ha tracciatoqueste parole greche “fragili” eppure così intangibili? La ricerca è avviata. Greco antico, lingua morta. Ne siete ancora convinti?

Annunci

Un pensiero su “Il greco antico vive! La Grecia salentina e la scritta misteriosa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...