Cosa conta davvero per te?

Una delle consapevolezze più importanti, che penso possa fare davvero la differenza nel miglioramento della propria esistenza, è quella di divenire coscienti della propria scala o gerarchia di valori. La parola “valore” non ha in questo caso nessuna accezione morale ma è semplicemente relativa al grado di importanza e priorità che riteniamo giusto associare a certi ambiti della nostra vita. In sostanza, cosa reputiamo davvero essere degno del nostro tempo e delle nostre energie? I valori possono quindi essere intesi come qualcosa di astratto, ad esempio la libertà o qualcosa di concreto come il denaro o l’abbondanza materiale. Ciò che ti invito a fare è quindi di fermarti un attimo e stilare una lista (non necessariamente in ordine gerarchico di importanza) di quelli che secondo te sono i tuoi valori o priorità più rilevanti, successivamente selezionarne una decina e cercare quindi di ordinarli, dal più importante al meno fondamentale. Se non ti viene in mente nulla, ecco qualche suggerimento: lavoro, amicizia, famiglia, amore, soldi, libertà, viaggi, salute, sport, etc.

Personalmente prendere atto della mia scala di valori è stato un momento chiave che ha segnato una svolta nella mia esistenza, non subito positiva. Ecco le principali considerazioni che ho potuto trarre da questo “esercizio”.

NON STO VIVENDO SECONDO LE MIE PRIORITÀ

Vedere forse per la prima volta nero su bianco questo elenco, può certamente spaventare. Potrei inequivocabilmente constatare che la mia vita, intesa come routine quotidiana, non rispecchia per nulla quella che, in teoria, vedo ora essere la mia gerarchia di priorità e soprattutto, cosa ancor ben “peggiore”, notare come non stia facendo assolutamente nulla di concreto per tentare di far sì che essa venga rispettata. Inizialmente può essere davvero difficile prendere atto di questa evidenza, ma è anche un punto di partenza imprescindibile, per iniziare a darsi da fare, o quantomeno, provarci.

SCALA DI VALORI EREDITATA…

L’altra cosa che potrebbe balzare subito agli occhi, è il fatto di accorgersi di stare vivendo secondo delle priorità ereditate (dal contesto famigliare o culturale) che non rispecchiano affatto ciò che voglio realmente, ma che ho continuato ad agire passivamente come un automa, fino ad ora. Ad esempio, potrei aver creduto che l’abbondanza materiale fosse qualcosa di sbagliato, poiché mio padre l’ha sempre associata alla disonestà ed all’egoismo, mentre realizzo quanto essa sia in verità rilevante, per la mia esistenza, come fonte di libertà ed autorealizzazione. Continuo, quindi, a rifiutare la ricchezza semplicemente perché così mi è stato insegnato.

…O NON AGGIORNATA

Potrei sorprendermi di come la mia quotidianità ruoti ancora attorno a delle priorità che sono cambiate nel tempo. Siamo in continua evoluzione e ciò che reputiamo un valore oggi, tra un anno potrebbe passare in secondo piano, o addirittura farsi un disvalore ed è quindi necessario cercare di accordare la propria esistenza a questi cambiamenti. Sono certo che quasi certamente ti accorgerai di come tu stia ancora dando importanza a cose, persone e situazioni che oggi, guardandoti dentro, ti accorgi non essere poi così degne di nota: potresti realizzare di star ripercorrendo abitudini e routine tarate su una scala di valori datata a due/tre/quattro anni fa. Accorgersi di ciò rappresenta il primo piccolo step per iniziare a fare chiarezza e muoversi di conseguenza.

CONFLITTI INTERIORI

Avere sott’occhio la gerarchia dei propri valori può anche svelare la causa di alcuni disagi latenti o il ripetuto insorgere di emozioni sgradite. Spesso ciò accade poiché vi è un conflitto di valori, ovvero, due valori antitetici che lottano tra di loro per la supremazia sui primi posti della classifica. Ti faccio questo esempio. Poniamo che la tua priorità sia lo sport e la salute in generale, mentre in seconda battuta vi sia il divertimento, la socialità e uscire con gli amici. Ecco, puoi vedere da te come questi due ambiti spesso possano essere in competizione. La disciplina, la costanza e l’allenamento possono entrare in conflitto con uno stile di vita godereccio, fatto di cibo (spesso non proprio salutare), qualche bicchiere di troppo ed alquanto sedentario. Ecco perché nel caso tu abbia questi due valori nelle prime posizioni, potresti sentirti a disagio ogni volta che eccedi in uno dei due. Dedicarsi completamente allo sport e al salutismo potrebbe farti sentire triste o come se ti mancasse qualcosa, e ogni uscita a base di cibo e aperitivi con gli amici potrebbe essere seguita da sensi di colpa per aver trasgredito alla propria routine salutista. Vedere queste frizioni può rivelarti la causa di questi malesseri e stimolarti a cercare un compromesso ed una via di mezzo, che non vada a far sì che tu senta di star “tradendo” te stesso. Ricorda: più valori antitetici riscontri essere ravvicinati nella tua classifica, più è probabile incorrere in difficoltà nel trovare un giusto equilibrio nel proprio vivere quotidiano.

ACCETTA CIÒ CHE NON PUOI CAMBIARE

Riuscire a rispettare e vivere completamente secondo le proprie priorità, in tutto e per tutto, non sempre è possibile, anzi, è molto raro che lo sia. A tutti, per esempio (se non a tutti, a molti), piacerebbe starsene su un’isola caraibica, quindi essere liberi, ma quasi tutti poi ci troviamo a dover lavorare un certo numero di ore al mese e doverci accontentare dei Caraibi solo per due settimane di vacanza all’anno.

Vero è anche che, se reputo la libertà come una delle mie priorità fondamentali e poi mi ritrovo a lavorare 12 ore al giorno per 300 giorni all’anno, forse non sopporterò a lungo questa situazione, quindi dovrò cercare di attuare delle strategie per minimizzarne il peso e cercare di fare qualcosa per orientarmi più verso la libertà (ad esempio valutare l’ipotesi di un impiego part-time) o valutare la possibilità di investire le mie finanza, facendole “lavorare” con l’obiettivo di una futura libertà finanziaria (non dover più scambiare le proprie ore di vita per soldi).

Bisogna tenere ben presente come a volte sia del tutto impossibile rispettare i propri valori. Vi sono delle situazioni che accadono e verso cui ogni sforzo di cambiamento è del tutto vano: semplicemente in quel momento è così e non ci si può fare nulla.

Sapere quindi “accettare” (non è un’azione, poiché è una resa che accade da sé al momento più opportuno) quando una situazione è ineluttabile e sono (magari momentaneamente) impossibilitato a vivere secondo ciò che reputo più importante nella mia vita: anche questa è una grande presa di coscienza che ci può liberare dalla sofferenza creata dall’opposizione a qualcosa che non può essere mutato.

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