Tra i vigneti del Chianti: il Castello dei Rampolla

Siamo andati a visitare l’azienda vinicola del Castello dei Rampolla, i cui vigneti si trovano nella splendida Conca d’Oro, presso la località di Panzano.

Siamo in Toscana, nel cuore del territorio del Chianti, e in particolare nella zona di Santa Lucia in Faulle: secondo la tradizione, si tratta infatti di una santa che favorisce la rinascita della terra e delle uve dopo i rigori del periodo invernale.

Ci accoglie con squisita gentilezza Maurizia Di Napoli Rampolla, che insieme al fratello Luca gestisce l’azienda vinicola, con i suoi numerosi dipendenti. Il fondatore della tenuta è stato il padre, il principe Alceo Di Napoli Rampolla: nel 1964 ha deciso di trasformare questa magnifica proprietà in Toscana, che appartiene alla famiglia fin dal Settecento, in una moderna azienda vinicola.

Il principe Alceo è stato tra i primi a introdurre le uve Cabernet Sauvignon nell’area del Chianti, producendo anche vino cosiddetto “SuperTuscan”, ossia realizzato in prevalenza non con l’autoctona uva Sangiovese ma con uve Cabernet (coltivate però sul fertile terreno toscano). Grazie al principe Alceo è nato così il “Sammarco”, un vino eccellente ottenuto con il 90% di uve Cabernet Sauvignon, il 5% di Sangiovese e il 5% di Merlot.

Dopo la scomparsa nel 1991 del principe Alceo, i figli Maurizia e Luca hanno deciso di onorarne la memoria con lo straordinario vino “Vigna d’Alceo”, in produzione a partire dal 1996. Prodotto con uve selezionatissime, è composto per l’85% da Cabernet Sauvignon e per il 15% da Petit Verdot: è un vino rosso secco, piuttosto robusto (14% Vol.), di eccezionale pregio.

Le viti destinate alla produzione del “Vigna d’Alceo” hanno tutte un’ideale esposizione a Sud-Est: il prodotto viene travasato in barrique di rovere francese, dove resta per almeno un anno prima dell’ulteriore affinamento in bottiglia. Nel 2010, non a caso, il critico Antonio Galloni ha attribuito a questo vino il punteggio massimo di 100/100, e anche a livello internazionale il “Vigna d’Alceo” ha riportato sempre giudizi lusinghieri.

Se la produzione del “Vigna d’Alceo” è limitata a 6000-12000 bottiglie e quella del “Sammarco” a 8000-18000, maggiori sono invece i quantitativi di “Chianti classico”; nel Castello dei Rampolla quest’ultimo viene ottenuto – secondo il disciplinare ormai consolidato – con il 90% di uve Sangiovese, a cui si aggiungono un 5% di Cabernet e un 5% di Merlot. La produzione può raggiungere le 40000 bottiglie, ma si tratta comunque di un Chianti di alto livello: fruttato, corposo, con buona acidità e gusto prolungato.

Il terreno per la coltivazione è calcareo, pietroso e con poca argilla: le viti sono trattate secondo i principi della biodinamica, il terreno non viene compattato e le piante non vengono danneggiate da un’eccessiva potatura. Lo scopo, evidentemente, non è massimizzare la produzione ma puntare sulla qualità.

Oltre ai tre vini rossi già menzionati, sono interessanti anche il “Trebianco” (vino bianco prodotto con uve Traminer, Chardonnay e Trebbiano), il “Vinsanto” (uve Malvasia e Trebbiano) e soprattutto il “Sangiovese di Santa Lucia” (2000 bottiglie), prodotto senza solfiti con sole uve Sangiovese e utilizzando anfore di cocciopesto, secondo una tradizione risalente addirittura agli etruschi e all’antica Roma.

Al termine della visita, mentre degustiamo i vini della tenuta, restiamo affascinati dall’incantevole paesaggio e dalla piacevole conversazione di Maurizia: solo con riluttanza ci avviamo sulla via del ritorno.

È una visita che consigliamo vivamente anche a voi.

Azienda agricola Castello dei Rampolla, Santa Lucia in Faulle,

via Case Sparse 22, 50020 Panzano in Chianti (FI)

www.castellodeirampolla.it

 

 

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