Impariamo a guardare – Le vittime di bullismo sono accanto a noi e chiedono attenzione!

Dopo aver pubblicato nella rubrica Pink Velvet determinati articoli, ho ricevuto un grandissimo riscontro da parte di numerosi lettori e lettrici che si sono riconosciuti nel ruolo di vittima in una situazione di violenza psicologica, di bullismo o terrorismo e assoggettamento psicologico.
Una lettera però, in particolare, mi ha colpita dritta al cuore e l’ha fatto sanguinare.
La lettera di un uomo, che chiameremo M. per questione di privacy, che trasuda emozioni forti, sentimenti repressi, dolori vissuti nel profondo e ferite mai del tutto rimarginate.
Ringrazio M. dal profondo del cuore per aver condiviso con me, e con il suo permesso, avermi dato la possibilità di condividere con voi tutti la la sua esperienza di vita.
È vero, io mi rivolgo soprattutto alle donne, che per fattori atavici e spesso fisici, sono le vittime principali della violenza di genere, ma ci sono tanti ragazzi, tanti bambini, che sono maschi etero e che convenzionalmente non appartengono alla “categoria da difendere” ma che in realtà hanno bisogno di tutto il nostro supporto.

Quindi quello che vi chiedo oggi, riportandovi qui le parole di M. che ci racconta la sua esperienza, è solo di APRIRE GLI OCCHI, liberarvi dagli schemi mentali e da tutte le retro strutture che vi siete costruiti negli anni a a causa di una società che non ci permette di  vedere e di aprire il cuore e la mente.
Impariamo a guardare! Le vittime di bullismo sono accanto a noi e chiedono attenzione!

LETTERA DI M.

Gentilissima Dott.ssa Marilena,

sono M. e la contatto perché mi sono imbattuto nell’articolo dal titolo “Come affrontare un terrorista psicologico”.
Ho scoperto, e la ringrazio, tanti dettagli che mi risultavano alquanto confusi fino ad ora e purtroppo devo anche dire che mi sono riconosciuto nella situazione, mi costa davvero tanto dirlo, anche se non sono una donna, un bambino, un anziano o una persona del mondo LGBT.
Se questo è ciò che alcune donne si ritrovano a dover subire nella loro vita io aggiungo che non sono le sole a patire sofferenze quasi da tortura.
Sentirsi dire da 10 anni a questa parte che non si vale niente, che tutte le passioni e gli studi effettuati portati avanti con umiltà e sacrificio non sono valsi a nulla, sentirsi presi in giro per la condizione economico-sociale, il colore dei capelli o quello della pelle, non poter fare le stesse cose dei propri coetanei ed essere messo in un angolo, essere spiati in continuazione, manipolati, pilotati, vedere la vita che ti scivola via, perdere tutti gli amici ormai false presenze perché per loro sei peggio che morto, non poter sognare e costruire una vita felice, perdere la fede in se stessi, confrontarsi costantemente con la morte, annientarsi, vedere sempre aggravati i propri problemi, moltiplicati i propri sforzi invano, cadere nell’abisso in continuazione è peggio di come immaginiamo qualsiasi inferno.
Le donne non sono le sole in questa condizione perché l’uomo sotterra sotto la rabbia e il rancore e l’orgoglio tutto questo.
La questione è ancora più complessa e riguarda l’intera società.
A volte fa la propria comparsa in queste situazioni una parola che probabilmente avrà già sentito: la camurria.
Un intero sistema che si ritorce contro senza un serio ed apparente motivo e ti chiedi il perché, visto che gli altri non sono poi così elevati e superiori a te.
Vorrei, se non chiedo davvero troppo, che di questo si parli e non soltanto di un problema che riguarda il mondo femminile ma  come questa società scarica colpe, responsabilità, danni ingenti su determinate persone.
Ho letto anche l’articolo dal titolo “Ho visto tanti Giuda, tutti in buona fede…” e mi ci sono rispecchiato nuovamente anche se la narrazione è un po’ diversa dalla mia storia.
Io sono sopravvissuto grazie alla musica, l’ho cercata e ricercata senza sosta, divorata, altrimenti mi sarei consumato l’anima per tanti comportamenti ignobili.
Come si possono demolire le convinzioni, il credo, lo stato psicologico, le passioni, i sentimenti, lo stato di salute, la condizione socio-economica e tutte le relazioni delle persone con precise strategie?
Dentro di me non è avvenuta una crescita graduale e consapevole, ma è come se fosse passata una tempesta tropicale devastante. Non riesco più a distinguere amici e nemici, potenzialmente son tutti nemici ormai, fino a quando non si rivelano inaspettatamente umani e anche a quel punto ho serie difficoltà a rilasciare fiducia al 100% e benevolenza. 
L’ultimo capoverso è apparentemente cinico per qualcuno che non ha provato sulla sua pelle una simile esperienza e la maggior parte della gente non saprà mai, quindi questo significa che le persone più delicate e fragili dovranno per forza di cose sempre soffrire più degli altri e le loro strade dovranno essere molto spesso solitarie e distanti dalla massa. La ringrazio per il tempo speso leggendo queste parole.
I miei più cari saluti. Davvero non mi aspettavo tanta cordialità, umanità e professionalità. Cosa che mi è mancata negli ultimi 8-10 anni, sintomo che persone di buon cuore ancora esistono e che l’Eterno li sostenga sempre!
M.

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