Dimenticate dalla storia: le ragazze fantasma

Mettiti seduta, ti racconto una storia.

È una storia dell’orrore, anche se non è Halloween.

È una storia dimenticata, come la maggior parte delle storie vere.

Ti parlo di Amelia Maggia, detta Mollie, che morì il 12 settembre del 1922, negli USA.

Una strana malattia aveva iniziato a divorarle il corpo. Iniziò tutto dai denti, che le tolsero uno a uno, a causa dei continui ascessi.

In seguito le si sviluppò una forte infezione che contagiò le gengive con gravi ulcere, fino al punto che nel giro di poche settimane perse l’uso della mandibola.

Accusava dolori lancinanti alle ossa e quando le si ruppe l’anca non poté più camminare.

Poco più tardi, l’infezione alla bocca le era scesa fino in gola e, quando le prese la giugulare, Mollie morì per una emorragia inarrestabile.

Sul certificato di morte il medico scrisse: sifilide.

Mollie fu la prima di una lunga serie di donne che morirono in strane circostanze: a decine perirono in giovane età per problemi di salute gravissimi, con sintomi differenti e senza nessun legame all’apparenza.

Nessun legame a parte uno: il lavoro.

A inizio ‘900 la United States Radium Corporation, con sede in New Jersey, assunse dipendenti donne per dipingere i numeri sui quadranti dei propri orologi. La paga era il triplo di quello che prendevano le operaie in fabbrica a spaccarsi la schiena, mentre lì bastava dipingere 250 quadranti al giorno. Una pacchia.

Era un lavoro che faceva gola soprattutto alle ragazze delle classi più povere che finalmente vedevano l’opportunità di avere una loro indipendenza economica e vivere una vita dignitosa.

Le ragazze erano ben felici di intingere il pennello nella vernice, dipingere i numeri, succhiarlo tra le labbra perché le setole mantenessero sempre una forma appuntita e precisa, intingere, disegnare, succhiare, intingere, disegnare succhiare.

Ma dove stava l’inganno?

Be’, la vernice per dipingere i numeri in modo che i quadranti fossero fluorescenti e visibili al buio era a base di radio.

Ogni volta che un’operaia succhiava il pennello ingeriva radio.

Sì, il radio, hai capito bene, radioattivo.

Secondo i dirigenti, usare l’acqua, avrebbe diluito la vernice, disperdendo così materiale prezioso.

D’altra parte, l’azienda aveva assicurato alle donne che la vernice non era in alcun modo pericolosa e, anzi, a piccole dosi, addirittura benefica.

Peccato che gli effetti nocivi del radio, scoperto nel 1898 da Marie Curie, erano già noti.

Le operaie, ignare della composizione chimica della vernice, non solo non fecero uso di alcuna protezione, ma presero l’abitudine di indossare gli abiti da sera mentre erano al lavoro perché s’impregnassero della vernice che poi le faceva brillare sulla pista da ballo. Non era raro che la stendessero anche come smalto sulle unghie o sulle labbra. Proprio perché queste ragazze erano visibili al buio, iniziarono ad essere chiamate “le ragazze fantasma”.

Alla lunga gli effetti iniziarono a farsi sentire e le donne accusarono i sintomi più gravi e disparati, conseguenze irreversibili delle radiazioni a cui erano state esposte, come nel caso di Mollie Maggia.

Dopo di lei molte altre morirono, ma proprio per l’eterogeneità delle cause (gravidanze complesse, anemia, emorragie) nessuno capiva quale fosse il punto d’origine.

Fu il patologo Harrison Stanford a indagare, nel 1924, e a ricondurre queste morti agli effetti del radio usato dalla US Radium Corporation.

Le donne si unirono per fare causa alla società, poiché erano state ingannate, ma la USRC fornì studi e analisi false per dimostrare il contrario. In fondo, le donne presentavano tutte sintomi diversi, non potevano essere tutti causati dalla stessa sorgente!

Stiamo parlando di donne un gradino sopra l’indigenza che cercano di portare in tribunale un colosso, nessun avvocato era disposto a patrocinare la causa, e solo Leonard Grossmann ebbe il coraggio di farsi avanti e di assisterle pro bono.

Molte testimoniarono in fin di vita, ma la USRC contrastava l’azione pagando profumatamente per falsificare i risultati delle autopsie, così come aveva fatto per il certificato di morte di Mollie Maggia, e tirando il processo per le lunghe nella speranza che la maggior parte delle querelanti morisse.

Ecco però la svolta, ancor più scandalosa di quanto hai letto fino a qui.

I media si interessarono del caso solo nel 1928, quando a morire fu… UN UOMO.

Ci vollero altri dieci anni, fino al 1938, perché la USRC si facesse carico delle accuse, ammettendo che i dirigenti erano tutti a conoscenza della pericolosità della vernice e che nessuno di loro la maneggiava senza le apposite protezioni, tuttavia avevano volutamente omesso di informare le operaie, perché tanto era manodopera di facile turn over.

La lotta delle radium girls – Grazia Fryer, Edna Hussman, Katherine Schaub e sorelle Quinta McDonald e Albina Larice – ha segnato un punto di svolta nella materia di sicurezza e tutela della salute sul lavoro, quello che è triste è che la loro lotta, per avere risonanza, ha dovuto attendere che a “fare clamore” fosse la morte di un uomo, come se la loro fosse una vita di serie B. Una verità di serie B.

Come la verità raccontata dal corpo di Mollie Maggia, che venne riesumato dagli investigatori nel 1927, e che, quando aprirono la sua bara, si trovarono davanti un cadavere fosforescente, tanto era alta la concentrazione di radio nelle sue ossa. Il suo corpo, così come quelli di tutte le altre radium girls morte, emana ancora radiazioni che un contatore Geiger può rilevare dato che il tempo di “smaltimento” del radio è 1600 anni.

Non solo Mollie ha dimostrato che le radium girls erano dalla parte del giusto, ma è stata sepolta con il marchio dell’infamia, malata di sifilide, una malattia sessualmente trasmissibile che la bollava come ragazza facile, promiscua, aggiungendo umiliazione alla sua sofferenza.

La storia ha dimenticato le ragazze fantasma, ma loro brillano ancora, laggiù, sottoterra, nel buio, così come ha brillato il loro coraggio quando nessuno era dalla loro.

 

Per saperne di più sulle radium girls visita questo sito http://theradiumgirls.com/the-girls/4593781028

Oppure, leggi il libro dedicato alla loro storia https://www.amazon.it/Radium-Girls-Story-Americas-Shining/dp/1492650951/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=radium+girl&qid=1564352702&s=gateway&sr=8-1

 

2 pensieri su “Dimenticate dalla storia: le ragazze fantasma

  1. Una storia molto triste e toccante e purtroppo, come spesso accade,piena di ingiustizie ingiustificabili. Non ci sono parole per esprimere lo sdegno che si prova ad appurare certe verità realmente esistite e molte delle quali continuano ad esistere. Grazie di far luce su questi argomenti che molti di noi ignorano

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