L’uomo di casa e le zanzare

Lo osservo già da un paio di minuti, in totale silenzio, con lo sguardo scrutatore di chi vorrebbe entrare nella mente di qualcuno, ma trova il divieto d’accesso all’ingresso.

Lo fisso, ma lui non può rendersene conto perché troppo impegnato a cercare di seguire il volo zigzagante di quella che sembra la zanzara che ha subaffittato il nostro appartamento, già da un paio di giorni. Sempre attenta a mimetizzarsi e ad evitare lo spruzzo del mefistofelico agente killer – obbligatoriamente BIO – che sembra possa uccidere anche un elefante marino con un solo puff, ma che alla nostra ospite rimbalza come se tirassimo un pallone su di un muro.

Il maschio umano e la zanzara hanno instaurato un vero e proprio rapporto di amore e odio – indovinate chi prova amore, e chi odio – visto che in casa l’ospite preferisce “rimanere a cena ” sulle gambe del mio compagno, anziché dirigersi verso nuove vene .. volevo dire, lidi.

L’uomo di casa mette tanta di quella crema repellente anche ai nostri figli, che quando cerco di abbracciarli sgusciano via come saponette; abbiamo incenso in quantità ecclesiali e zanzariere elettrificate. Ma l’evoluzione della specie “zanza-vampire”, sembra essere immune a tutto… tranne che al potente battito di mani del di lui cacciatore.

In pochi minuti da predatore, la zanzara diventa preda peccato che: tra il fumo dell’incenso, gli ultrasuoni del raid attaccato a ogni presa elettrica, la crema repellente messa anche sui capelli e chi più ne ha, più ne metta; l’insetto famelico di plasma si rifugi nell’antro più buio della casa, in attesa che l’aria torni ad essere respirabile anche per lui; mentre l’umano continua a muovere gli occhi come se osservasse un caleidoscopio impazzito, convinto di essere diventato più forte del cacciatore di Biancaneve, non intuendo invece che segue la scia dell’incenso acceso e non il suo nemico estivo.

Sono convinta che sia io che la zanzara lo stiamo osservando con lo stesso interesse, per finalità differenti certo, ma col sorriso stampato e sornione, attendendo che le scie chimiche in casa svaniscano e che da predatore, ritorni ad essere preda ma il guizzo geniale che lo contraddistingue gli permette di capire che la situazione non volge a suo favore. Si blocca, risponde al mio sguardo e fa: “Passami la racchetta e accendila”; lo strumento in questione è stato acquistato addirittura dalla lista di nozze, e messo in bella vista in salone da Maggio a Ottobre (i cambiamenti climatici, sono chiari anche in queste mini-realtà familiari), per rendere chiaro alle zanzare che osano entrare dalla porta d’ingresso quale dura prova l’attende, varcando la soglia di codesta casa.

Agita la racchetta come Mago Merlino agitava la bacchetta per contrastare gli incantesimi di Morgana, con tecniche sviluppate nel tempo e i polmoni saturi d’incenso… sembra una danza propiziatoria, un inno alle forze supreme della natura, fino all’arrivo di nostro figlio che lo guarda assonnato ed esclama: “Papone, buongiorno… la zanzara è uscita quando ho aperto la finestra per respirare”.

Lui accetta la sconfitta, spegne la racchetta già consapevole che la guerra non è ancora finita.

Zanzara 1 – Uomo di casa 0

Repellente al centro e al prossimo incontro.

Mirtilla Amelia Malcontenta

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