L’abbronzatura rende più felici, perché?

L’abbronzatura in estate è sicuramente un requisito indispensabile per potersi finalmente sentire IN VACANZA.

Pare che essa diventi addirittura il tratto distintivo per definire la linea di demarcazione tra chi è già in ferie e chi non lo è ancora.

Discorso a parte andrebbe affrontato per coloro che, invece, sfortunati di nascita, non possiedono la predisposizione all’abbronzatura e il massimo tono che riescono ad ottenere è un rosso aragosta chiazzato di bianco.

Ma facciamo un passo indietro: perché l’abbronzatura è così importante?

Si potrebbe approfondire la questione ricercandone le origini in tempi più antichi, o proseguire per la strada delle scienze più o meno esatte o ancora ispezionare da vicino tutti quei disagi umani che si manifestano nell’insicurezza sul colore della propria pelle.

Non faremo niente di tutto ciò.

Piuttosto ci limiteremo a ricondurre il tutto a un semplicissimo atto di vanità che spinge ognuno di noi a ritenersi, con l’abbronzatura, più bello di almeno due livelli su una scala da 1 a 10. Quindi: partendo da un’auto-valutazione pari ad 1 senza abbronzatura (cioè ritieni d’essere proprio-bruttino), già dopo un paio di esposizioni solari salterai ad un bel livello 3 (divenendo così solo bruttarello).

Per lo stesso ragionamento chi parte dal livello 9 (decisamente bello) salterà ad un livello 10 e lode con applausi dei bianchicci invidiosi (davvero super bello).

Ma facciamo un altro passo indietro: perché l’abbronzatura è davvero così importante?

Partendo dal presupposto che alla base della volontà di abbronzarsi ci sia quindi un atto di vanità, vien da sé che l’aspettativa di un livello di bellezza superiore diventi la forza motrice dell’intero processo.

Saranno per cui giustificabili tutte quelle ore trascorse a calcolare i tempi perfetti per abbronzarsi in modo uniforme: davanti, dietro, di lato.

Sarà tollerabile l’inevitabile nervosismo che questo ritmo abbronzante procura, perché il traguardo ripagherà della sofferenza patita.

Sarà sopportabile il perenne stato fisico che fa di te una perfetta superficie adesiva per sostanze d’ogni tipo e tra quei mille strati di crema ed olio troverai, di tanto in tanto, granelli di  sabbia, briciole di un tramezzino e qualche moscerino intrappolato.

Sarebbe forse utile, a questo punto, procedere con l’approfondimento di cui dicevamo e ricercare dentro noi stessi la vera ragione che trasforma un po’ di semplice abbronzatura in un’ossessione ingestibile.

Sarebbe utile, sicuramente. Poi lo facciamo a Settembre, ok?

 

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