“Ho visto tanti Giuda, tutti in buona fede…”

Come diceva il buon vecchio Liga: “Ho visto tanti Giuda, tutti in buona fede…”

Immaginate di essere seduti a un tavolo di “Perfetti sconosciuti”, ma gli sconosciuti in questione, in questo caso, sono gli amici di sempre.
Immaginate di sedere accanto al vostro migliore amico e per un istante guardarlo negli occhi e pensare che forse non è poi così sincero come vuole apparire ai vostri occhi.
Immaginate che una vostra cara amica vi stia nascondendo che quell’uomo che vi ha ferito, umiliato e “danneggiato” ora si aggiri in qualche modo nella sua vita. Immaginate che a quel tavolo nessuno sia realmente sincero, proprio come nel celebre film di Paolo Genovese.
Difficilmente mi è capitato di vedere un film tanto vero, cinico e tremendamente realistico come “Perfetti sconosciuti”.
È tutto reale. Non c’è invenzione, solo tanta scomoda verità.
Quanto sarebbe più facile a volte tacere?
Guardo foto di amori di plastica, ma soprattutto vedo amicizie di vetro, il vetro è un materiale fragile e per niente prezioso.

A volte tendo ad ascoltare una certa una canzone in alcuni momenti della mia vita, e oggi non ho dubbi… il soundtrack è certamente “Niente paura” di Ligabue, ascolto le sue  parole, mentre dice:

“…a parte che ho ancora il vomito per quello che riescono a dire, non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare…”

Vedo finzione, vedo tante bugie e non vedo stima, non vedo lealtà, ma soprattutto non vedo realtà. Allora mi chiedo: davvero non sai che chi ti siede accanto in quella foto che guardi oggi, non ti è fratello? Non ti è amico… Ha preso la tua fiducia e l’ha fatta a pezzi insieme alla tua vita, un tempo.
Ogni giorno, ogni ora, non ha mai smesso, si è approfittato della tua fiducia, di te, che gli avevi aperto le porte della tua casa, credendo di non essere tradito. Be’, lo sei stato! Nel profondo. E non solo dagli attori protagonisti del tradimento, ma anche da tutti gli altri, non protagonisti e comparse del film della tua vita. Erano in tanti a essere a conoscenza della verità e nessuno a parlare. Perché conviene così!

“Non vale la pena alterare gli equilibri” ho sentito dire tante volte, troppe volte.
Sappi che chi oggi ti siede affianco, forse, ha voluto quello che era tuo. E forse ha compromesso tutto inesorabilmente.
Chi ha tradito così profondamente molto probabilmente lo rifarà.
A volte, sai, si cerca una fuga da ciò che diventa troppo pesante da sostenere e troppo pesante da dire. Ed è allora che si scappa via.
La verità viene allora omessa e, in una società omertosa, insabbiata a dovere.
Ma poi, come tutte le verità che si rispettino, si ripresenta forte e chiara nella sua veste di giustizia e ti grida a gran voce ciò che è stato.
Chi ti siede accanto in quella foto indossa una maschera, la maschera dell’amico fidato, ma sotto ha i lineamenti di Giuda.
Non credere che chi ti dice la verità voglia ferirti oggi. È giusto che tu sappia che chi si dichiara il tuo migliore amico ti ha tradito.

Possono sembrare queste parole ciniche, non è così, perché se, e quando leggerai potrai tranquillamente scegliere di far finta che il protagonista di questa vicenda non sia tu, negarlo finanche a te stesso e continuare ad abbracciare chi ti siede accanto. Oppure puoi iniziare a capire che quando gli sguardi si abbassano non è mai per caso.

 

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