La moglie olandese di Ellen Keith

La moglie Olandese di Ellen Keith – Newton Compton Editori

“Per quanto duro e coriaceo tu voglia apparire, padre, mostri anche tu le tue crepe. Una grossa parte di me è stata contenta di vederle.”

Germania 1943: Marijke de Graaf, detenuta politica numero 21522, oltre al dolore per la detenzione nel campo di concentramento e la separazione dal suo amato marito Theo, per sperare di continuare a sopravvivere deve accettare di svolgere il più abietto dei ruoli: Marijke sarà una delle prostitute all’interno della struttura per i detenuti. La sua bellezza verrà violata dagli occhi e dai corpi di molti uomini che, come insaziabili animali porteranno nella sua vita, morte distruzione ed infelicità.

L’incontro con l’ufficiale delle SS Karl Mÿller cambierà le carte in tavola per la giovane ragazza olandese che si ritroverà a vivere in costante equilibrio tra il loro rapporto e la cruda e vera realtà. La realtà della guerra della distruzione e delle atrocità perpetrate proprio da uomini come Karl. La guerra prosegue, la sopravvivenza continua. Il loro rapporto metterà radici e travolgerà entrambi, fino all’arrivo degli alleati…

Argentina 1977: Luciano Wagner è un giovane studente universitario che si ritrova a vivere e subire il violento programma di repressione militare, che porterà al riconoscimento storico dei desaparecidos e all’inizio della lotta delle donne di Plaza de Mayo. Luciano verrà sequestrato e incarcerato al di là di ogni diritto umano e civile. Questo ragazzo in perenne conflitto col padre, personaggio oscuro ed enigmatico, vivrà sulla propria pelle le nefandezze della repressione e la continua ricerca di libertà per poter tornare a vivere e sperare; cercando fino alla fine, un filo diretto col genitore che, da sempre, non riesce a capirlo e ad accettarlo.

Due storie. Due guerre. Medesime immonde torture e atrocità; tre personaggi: tre vite, un segreto che li unirà per sempre. Grazie alla bravura della scrittrice, al lettore viene permesso di avere uno scontro diretto col passato e le sue subdole crudeltà fino al finale che non può lasciare indifferenti perché, la vita presenta sempre il conto e la storia non dev’essere dimenticata, mai.

Mirtilla Amelia Malcontenta

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