Au bout de la rue: cosa c’è in fondo alla strada?

È uscito a febbraio di tre anni fa il cortometraggio Au bout de la rue del regista francese Maxime Gaudet; un piano-sequenza notturno, in cui si segue il rientro a casa di una ragazza che, dopo aver salutato i suoi amici, percorre un paio di isolati fino a giungere al suo appartamento. E fin qui, tutto bene. O forse no? Cosa si nasconde in fondo alla strada? La tensione della giovane è palpabile mentre attraversa le vie poco illuminate di una città (che potrebbe essere una qualsiasi metropoli occidentale). Dietro l’angolo si potrebbe celare un pericolo senza nome né volto pronto però a risucchiarla. Continua a leggere

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Frigo, Fantozzi e Fernando, alla Filarmonica (le quattro F!)

Drinking with L. A.
Un drink con Alessandra Lumachelli

di Alessandra Lumachelli

Potrebbe essere banale pensare che io, fra i cinque musicisti di una serata di Audizioni live di Musicultura, presso il bel teatro della Filarmonica, da golosa, abbia scelto di intervistare proprio i Frigo, perché il loro nome rimanda (inevitabilmente) a un’idea di cibo, di varietà di cibo ben conservato. In realtà, essendo loro toscani, come me, mi attirava l’idea di scambiare qualche idea con conterranei. Ed in effetti, sì, abbiamo anche avuto modo di sorridere, “fuori onda”, su alcune cose, piccoli segreti, chiamiamoli così. Eh, noi toscani siamo buontemponi, si sa. Suvvia, Amici, sedetevi comodi, e godetevi il viaggio. Continua a leggere

La figlia del mercante di fiori di Kayte Nunn

Una saga familiare che corre attraverso un secolo unendo tre parti del mondo diametralmente opposte: l’Inghilterra, il Cile e l’Australia. Una storia che inizia durante l’età vittoriana in una Cornovaglia dai mille colori, dove la natura e le lande inglesi creano un angolo di paradiso. Una famiglia da cui tutto nasce, gli Trebithick, la cui casa sorge in mezzo al verde grazie al capofamiglia John, esperto botanico e continua con la missione che, in punto di morte, affida a sua figlia Elisabeth. Una favola che viaggia tra passato e presente, fra generazioni di donne che, scriveranno le ultime pagine di questa famiglia che sembra destinata a scomparire con la sua ultima erede. A sua figlia Elisabeth, nel 1886, suo padre affiderà l’incarico di portare a termine la sua ultima missione. Di fondamentale importanza è riuscire a trovare prima del suo acerrimo rivale Damien Chegwidden uomo senza scrupoli – un fiore di una rarità unica che cresce solo nelle valli del Cile, vicino Valparaìso dalle eccezionali capacità curative ma che, se usato in modo inappropriato, diventa una vera e propria arma letale. Sicuro che Chegwidden non abbia buone intenzioni, attirato più dal denaro che dalle conseguenze, John chiede a Elisabeth di intraprendere questo viaggio verso il Cile e di trovare questo fiore : la trompeta del Diablo, dall’indiscutibile bellezza e dal profumo seducente. È un viaggio rischiosissimo, Elisabeth dovrà viaggiare in incognito per non farsi scoprire da Chegwidden e fingersi un’illustratrice di piante. Niente di più semplice visto che dal genitore ha imparato moltissimo diventando anche un’abile disegnatrice. Continua a leggere

Perduti nei quartieri spagnoli di Eddie Goodrich

PERDUTI NEI QUARTIERI SPAGNOLI
HEDDI GOODRICH

Copertina rigida: 468 pagine

Editore: Giunti Editore (23 gennaio 2019)

Collana: Scrittori Giunti

Lingua: Italiano

SINOSSI
Una ragazza americana a Napoli, ma non una delle tante. Heddi, studentessa di glottologia all’Istituto Universitario Orientale, non è venuta per un rapido giro nel folclore, ma per un’immersione che la porta ad avere della città, della lingua, del dialetto una conoscenza profonda, impressionante, che nasce dall’empatia, da un bisogno di radicamento e dall’entusiasmo della giovinezza. Con una colorata tribù di studenti fuorisede e fuoricorso Heddi vive ai Quartieri Spagnoli, dove la vita nelle case antiche costa poco, si abita su piani pericolanti che sembrano calpestarsi l’un l’altro, in fuga dalla folla e dai vicoli inestricabili, costruzioni affastellate che sbucano aprendosi sul cielo e sul vulcano, in balconi e terrazzi dove è bello affacciarsi a rabbrividire, fumare e discutere. Questo romanzo, scritto in italiano letterario, tanto più sorprendente considerando che l’autrice è di madrelingua inglese, è una doppia storia d’amore: per una città e per un giovane uomo. Continua a leggere