Archetipi in mostra a Venezia

Archetipi – Omaggio a Titta Bianchini

dal 16 marzo al 06 maggio 2019

Orario: 10,30 – 12,30 / 16,00 – 19,00 chiuso il lunedì. 21-25 aprile e 1 maggio

Spazio SV – Scoletta di San Zaccaria, Venezia

Sono intervenuti al vernissage:

Roberto Ballarin – Presidente Spazio SV

Francesca Catalano – Critico d’Arte

Giovanni Giusto – Consigliere comunale

Monsignor Ettore Fornezza

Giuseppe Goisis – Vicepresidente U.C.A.I. Venezia

Leopoldo Petragnoli – Giornalista

Gianantonio Schiaffino – Presidente U.C.S.I

Monsignor Carlo Seno

 

I l Centro d’Arte San Vidal ora Spazio SV, insieme ai soci UCAI di Venezia, desidera omaggiare con una

mostra collettiva alla Scoletta di San Zaccaria il suo ultimo presidente, il giornalista Giovanni Battista “Titta Bianchini”, scomparso nel dicembre del 2018. Una personalità importante per l’UCAI e per tutta la città, della quale conosceva ogni angolo, ogni storia e dove riusciva a scoprire sempre le ultime notizie del giorno.

Giornalista e cronista del settimanale diocesano la Voce di San Marco prima e Gente Veneta poi e del quotidiano Il Gazzettino fino alla sua morte. L’inaugurazione della mostra, dal titolo “Archetipi”, ha avuto luogo sabato 16 marzo alle ore 17 e è stata l’occasione per ricordare Titta Bianchini anche attraverso le testimonianze di rappresentanti del mondo religioso, politico e giornalistico. Una mostra importante che sarà visitabile nella galleria fino al 6 maggio e vedrà coinvolti numerosi artisti, da coloro che hanno rappresentato la storia del Centro d’Arte San Vidal ai più recenti affezionati. Per questa occasione verrà inoltre pubblicato il catalogo che raccoglierà tutti i protagonisti dell’esposizione. Il titolo “Archetipi” è un richiamo a tutte quelle immagini primordiali riconducibili all’inconscio collettivo, proprio come Jung aveva postulato, ai principi primitivi che l’uomo sperimenta nella sua vita, alle forme a sé senza contenuto, oppure, per rammentarci la visione filosofica di tradizione platonica, all’essenza sostanziale delle cose sensibili. L’artista in generale entra più spesso in contatto con le immagini primordiali e dialoga in maniera più audace con l’inconscio. Il suo, è un percorso poetico e poietico nei meandri dell’attività dello spirito o se non altro, dell’attività prettamente più artistica. Gli archetipi, che costituiscono gli elementi incrollabili dell’inconscio, non possiedono però una forma chiaramente delineata ma essa cambia ed è sempre in evoluzione. Come nelle funzioni fondamentali psicodinamiche postulate da Jung, l’artista fa lavorare insieme pensiero, sentimento, sensazione e intuizione, ognuna di queste in maniera più dominante o meno in base alle caratteristiche specifiche dell’individuo.

L’archetipo viene a essere una sorta di prototipo universale per le idee e l’artista attraverso questo interpreta ciò che osserva ed esperimenta. Secondo predisposizioni innate, temperamenti diversi e attitudini, gli archetipi sono originati dall’istinto e al contempo presentano una dimensione fortemente spirituale. Con questa riflessione che ci induce ad una lettura più analitica delle opere e delle singole modalità di espressione e rappresentazione degli artisti protagonisti, “Archetipi” deve essere interpretata anche come necessità di ricordare una forte personalità, tramandare il passato attraverso “monumenta”, una dimensione di ricordi personali e memoria collettiva, proprio come un positivo recupero di archetipi universali e immortali.

SALA INFERIORE:

Manlio Alzetta (1920-2000), Carlo Caretta (1920 -1990), Carlo Cherubini (1897-1978), Carlo Dalla Zorza

(1903-1971), Renzo Ferrarini (1928-2001), Neno Mori (1899-1968), Marco Novati (1895-1975), Giordano

Passera (1906-1960), Saù (1930 – 2017), Mario Varagnolo (1901-1971), Rino Villa (1904-1994).

SALA SUPERIORE:

Adriana Baccin, Marzio Banfi, Silvia Manassero Banfi, Silvia Bartolini, Agnese Domenica Bianco, Alin Marius

Buzatu, Antonella Carraro, Ornella Castagna, Silvia Cusumano, Corrado de Ceglia (1941-2014), Francesco

Donato, Maria Luisa Franchin, Maria Claude Laborde, Cecilia Marini, Mauro Martin, Gabriella Martino,

Donatella Modolo, Julie Redivo, Rossella Ronzat, Pietro Ronzat, Giancarlo Scarsi, Jone Suardi, Josefina

Temin, Franco Zannini, Fanny Zava.

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