Il mito della Dea

“Intendevamo semplicemente raccogliere le storie e le immagini delle dee per come erano state espresse nelle differenti culture […]. Ci sembrava valesse la pena farlo perché uno dei modi in cui le creature umane comprendono la propria esistenza è proiettandola nelle immagini delle loro dee e dei loro dèi”, scrivono le due autrici del volume Il mito della Dea (Venexia edizioni). Anne Baring e Jules Cashford vanno oltre la mera raccolta, si accorgono fin da subito, infatti, che nel corso della storia e in culture all’apparenza differenti vi erano similitudini e parallelismi nei miti riguardanti la Dea. La continuità era così impressionante da spingerle parlare del mito della Dea come di un’unica entità, dalle constanti varianti e raffigurazioni. Perché raffigurare la Dea era raffigurare la vita come unità. La Dea Madre è un’immagine che focalizza l’espressione dell’universo come un tutt’uno sacro in cui l’umanità è figlia.

Nella nostra epoca, a parte l’immagine della Vergine Maria come Regina del Cielo, le raffigurazioni della Dea sembravano scomparse, continuano le autrici. Così è nato in loro il desiderio di capirne il perché. Ai nostri giorni la natura è stata desacralizzata e la Terra non è più percepita come essere vivente. È avvenuto, per Baring e Cashford, un inquinamento del mito: la stessa parola pollution (che in inglese e in francese ha il significato di inquinamento) ha origini dal latino pollutio che etimologicamente vuol dire “profanazione di ciò che è sacro”. Ed era esattamente ciò che era avvenuto: era stato profanato il mito. Ma per quali ragioni?

Nel saggio è ricostruita la storia dell’evoluzione della coscienza umana dalla fase della sintonia e della sacralità della Natura, venerata come Grande Madre per lunghissimi millenni (dal Paleolitico e all’Età del Bronzo), a quella tuttora dominante affermatasi con la vittoria delle religioni monoteiste e trascendenti, con effetti disastrosi sia sulla psiche umana che sul rapporto con la vita del pianeta.

Uno studio monumentale che si presenta come una sintesi di agile lettura e riccamente illustrata su temi di vitale attualità non solo per la spiritualità femminile. L’archeologa Marija Gimbutas (Il Linguaggio della Dea) ha definito questo testo “un magnum opus indispensabile per chiunque si accosti allo studio della genesi e dello sviluppo delle idee religiose”.

L’obiettivo di questo poderoso saggio è dunque capire il modo in cui il mito della Dea è stato perso; quando, dove e come sono emerse le immagini di un Dio uomo e come si è relazionato con la Dea; nel corso della lettura si giunge così alla conclusione che negli ultimi quattromila anni il principio femminile come espressione di santità è stato perso ma non è affatto sparito. Continua anzi a vivere in “incognito” e attraverso le immagini e le credenze popolari.

Joseph Campbell ha scritto che il mito è un sogno che ognuno di noi ha: “Non sarebbe eccessivo sostenere che il mito è la porta segreta attraverso cui le inestinguibili energie del cosmo si riversano nella manifestazione culturale umana”. Sognare il sogno perpetuo dandogli un abito moderno, secondo Jung.

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“Fashion In The City” trionfa con la musica d’autore di Alberto Fortis 

Grande entusiasmo per la seconda Edizione di “Fashion in The City” di Paolo Distaso, l’evento si è svolto domenica 24 Febbraio 2019 durante la Milano Fashion Week presso il Circolo Filologico di Milano. Presenta l’evento Walter Longo di Lombardia web tv. In questa occasione grande attenzione per i premiati tra cui: Alberto Fortis, cantautore per i suoi quarant’anni di carriera, un artista di spessore, che ha collaborato con i grandi della musica internazionale, consegna il premio la fashion manager Gabriella Chiarappa direttore del Salon de la Mode e referente moda advisor Camera estera CC-ICRD. Premio “New Talent” a Valentina Scarnecchia una chef o meglio come lei si definisce “cuoca”, foodblogger e conduttrice di “Piatto Forte”, legata alle antiche tradizioni culinarie.

Ha consegnato il premio l’avvocato Giovanna Elettra Livreri, presidente della Chaine Francigena Toscana e direttore generale della prestigiosa Camera estera CC-ICRD. Un appuntamento che ha regalato tante emozioni, dove la sinergia tra arte, moda, musica e food hanno trovato la giusta dimensione, l’apertura ha visto un vernissage di opere contemporanee allestite da “Incanti d’Arte”, un susseguirsi di emozioni, a seguire il fashion show, dove cinque stilisti di varie nazionalità si sono confrontati  con una capsule collection, dedicate per l’occasione.

Nel corso della serata l’organizzatore ha dichiarato: “sono molto felice di aver creato questo format supportato dalla manager Patrizia Gaeta, per le aziende, dando  opportunità  sia di promozione che di vendita”. Sinergie varie, quindi per quest’appuntamento, dove varie realtà, nazionali e internazionali si sono messe a confronto, mettendo in azione un reale concetto di Social impact, che consiste nel mettere in atto politiche innovative e nel come raccontare attraverso l’arte e l’industria del fashion, nuove idee.  Fashion Show, brand partecipanti: Asmoni,  Vanilla Style, MollyBracken, Molly Bracken, Mad Mad, M’art.

Si ringraziano

Del Mare 1911:  abito Paolo Distaso

Elisa Sandoval Eco Couture: abito Patrizia Gaeta

Make up & hair stylist ufficiale: Paolo Demaria

Fotografo ufficiale: Marco De Nigris

Main Sponsor: MRT distribuzione, Osservatorio sulla violenza, Unique Models Italia

Sponsor tecnici: Mita Cosmetics bio, Patatas Nana, Serena la Sciampista, Old Kombucha, H&M make up, Diffitalia Group, Lombardiawebtv.

Press Office

LE SALON DE LA MODE

Contatti: lesalondelamode@gmail.com