I quattro enigmi degli eretici di Armando Comi

È un personaggio oscuro e da sempre avvolto in una foschia fatta di leggenda, mito e stupore: Cola di Rienzo, al secolo Nicola di Lorenzo Gabrini. Eletto il 20 maggio 1347 tribuno e “liberatore” dello stato romano, obbligò i potenti baroni a sottomettersi, reclamando per Roma la dignità di capitale del mondo; pur dichiarando di non voler attentare ai diritti della Chiesa, insospettì l’allora pontefice Clemente VI. Nella cupa Roma del tardo Medioevo, Cola splende di quella luce che è propria dei sognatori: visionari, tormentati e mai compresi dai loro contemporanei. Il dramma della solitudine è palpabile non solo nella storia reale di Cola di Rienzo ma anche tra le pagine del raffinato thriller di Armando Comi, che descrive un personaggio vero, concreto pur nella sua eccezionalità.

Siamo nell’autunno del 1342. A Roma sì è appena consumato un crimine abominevole. Un cavaliere cinto da una corona con dieci corna uccide un neonato per impedire l’avverarsi di un’inquietante profezia. Il piccolo sembra essere colui che un giorno erediterà uno specchio che porterà sciagure nel mondo. Cinque anni dopo, nel giorno di Pentecoste, Cola di Rienzo esce di prigione con l’intenzione di realizzare una predizione ricevuta in sogno, ma il suo destino si incrocia con un messaggio che giunge dal passato e lo incita a mettersi alla ricerca di uno specchio occulto, lo Speculum in Aenigmate. Si tratta di un manufatto realizzato con la pietra incastonata nella corona di Lucifero, prima della caduta, capace di stravolgere le sorti dell’umanità. La sua non è una ricerca solitaria: da secoli due sette cercano di entrarne in possesso ed entrambe tramano alle spalle di Cola per manovrarlo. Cosa sono disposti a fare coloro che cospirano per impossessarsi dell’oscuro oggetto della profezia?

Il Cola di Rienzo di Comi è un uomo pieno di ombre, visionario, brillante e cupo nello stesso tempo, il cui comportamento ci pone dinnanzi a domande e a questioni etiche. È questa la grandezza del thriller I quattro enigmi degli eretici: la trama impone riflessioni sul comportamento umano, sulla tragedia della libertà negata, sul destino dell’uomo. Scritto magistralmente e fluido nel lettura, il romanzo di Comi è una sorta di viaggio iniziatico ai confini tra il bene e il male, tra la ragione e la necessità.

Spiccano le figure femminili: Luna, la donna accusata di stregoneria, e Giovanna Colonna. Entrambe forti e determinante, con alle spalle una sofferenza che però le ha forgiate, incidendo nella loro carne le ferite dell’anima.

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