Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti di Albertini, Gualdoni e Staffa

«In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte fuggirà da loro», Apocalisse – Giovanni

Ho aspettato e quasi un po’ preteso di leggere in anteprima questo romanzo perché sono da sempre amante degli horror e degli zombie e non potevo farmelo sfuggire. L’ambientazione nel periodo rinascimentale, lo rende da subito intrigante e particolare. L’elemento fondamentale che mi ha costretto a rimanere incollata alle pagine sono i protagonisti che non ritroviamo più solo nei libri di storia, ma che ci fanno compagnia in un contesto totalmente diverso, e ci accompagnano nelle strade tortuose e spaventose di questo libro: Cristoforo Colombo, Michelangelo Buonarroti, Cesare Borgia, ma soprattutto il leader incontrastato che muoverà il suo più arguto intelletto e sarà il protagonista di questa lotta per salvare il mondo, Leonardo da Vinci. La lettura è avvincente e originale grazie al sapiente mix di ingredienti storici, e giusta dose di suspense.

Nel 1493 l’Europa è sull’orlo del collasso perché gli zombie sono comparsi, sono sempre di più e non si riescono a fermare. L’invasione porta morte certa, dolore e l’unica possibilità sembra quella di cercare una via di fuga sicura. Leonardo deve indagare e capire; sfruttare il suo viaggio che da Firenze lo trascinerà verso Roma per scoprire che dietro a tutto questo orrore, esiste una verità inconfessabile che deve essere portata alla luce.

L’inferno ha aperto le sue porte, il genio di Leonardo da Vinci riuscirà a riportare i morti nei gironi danteschi dai quali sembrano essere fuggiti per cibarsi degli essere umani e distruggere il mondo?? Tra i rochi respiri di queste creature, affamate e fameliche, Leonardo da Vinci v’aspetta.

“Nero come il mare di notte, come la fine di una grotta, come una tomba sigillata con il piombo colato. Nero come il fondo di un crogiolo d’alchimista dimenticato sul fuoco, come il cappuccio nuovo di un domenicano, come una gola divaricata nelle tenebre.”

Mirtilla Amelia Malcontenta

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The Mule – Il corriere

The Mule e Clint Eastwood non tradiscono le aspettative. Il monumentale e inarrestabile Clint Eastwood chiama a sé un cast degno di nota: Bradley Cooper, Dianne Wiest, Laurence Fishburner, Andy García e Alison Eastwood (figlia di Clint).

L’attore e regista ci presenta un film amaro, riflessivo, per certi versi commovente e con un finale sorprendente, basato su una storia realmente accaduta.

Il protagonista è un uomo anziano che dalla vita ha preso senza dare; forse proprio a causa della sua età, inizia a riflettere sul ruolo che ha avuto nella famiglia, venendo alla conclusione che è stato un pessimo marito e marito. Quando gli viene pignorata la casa e la sua famiglia non lo vuole più vedere capisce che deve fare qualcosa per ripagare gli anni di mancanze verso i suoi cari. Se da prima non comprende appieno che quello che gli viene chiesto è fare il corriere per il cartello messicano, successivamente alla vista di tanti bei dollaroni ci prende gusto, ma non tanto per se stesso quanto per aiutare gli amici e parenti. Sulle sue tracce c’è la Dea con il bellissimo Bradley Cooper che ha un ruolo più marginale, ma riesce lo stesso a bucare lo schermo.

Il film si snoda tra i bellissimi panorami americani, le battute sarcastiche del protagonista, le riflessioni sulla vita, sulle occasioni mancate, i rimpianti e le corse per le consegne. Con i suoi inconfondibili modi spigolosi e burberi l’attore e il film provocano un’amara constatazione sul tempo che dedichiamo a chi amiamo, per meglio dire il poco tempo, e quale posto gli riserviamo nella nostra personale scala dei valori.

Sicuramente Clint Eastwood, nonostante la parte inusuale che ricopre in questa pellicola, è riuscito nell’intento di farsi amare ed elogiare. Un ruolo lontano dall’eroe a cui siamo abituati, ma che lo interpreta con la maestria ed eleganza che gli appartengono. L’età non ha scalfito la bravura dell’attore e nemmeno del regista, in un susseguirsi di stupendi film che da I ponti di Madison Country sono rimasti indelebili nei cuori degli spettatori.