Dietro le quinte di AltaRoma. Intervista all’hair stylist Roberta Fabiani

INTERVISTA A ROBERTA FABIANI, HAIR STYLIST DI “ALTAROMA 2019”

Cha cosa si prova, da hair stylist qualificata e con esperienza decennale, a far parte dello staff di uno dei più grandi eventi della moda romana, come quello appena conclusasi?

È stata una grande emozione, ma anche una responsabilità perché devi mandare in scena quello che fai nel backstage e deve essere tutto rigorosamente perfetto quando escono le modelle… e poi è stata una bella soddisfazione per me, a livello personale.

È un punto d’arrivo un’esperienza del genere, quali altri impegni aspettano te e i tuoi collaboratori nel prossimo futuro?

Stiamo ancora valutando, abbiamo diversi progetti anche con la Rea Academy Beauty, l’accademia che ci ha invitate a far parte dell’evento, insieme anche alla Tecna; abbiamo diversi appuntamenti che stiamo organizzando e scegliendo al meglio.

L’atmosfera che abbiamo respirato noi di Pink, presenti alle sfilate, è stata davvero pazzesca, quanta adrenalina vi scuote prima di questo genere d’eventi?

In realtà nel backstage ci sono lunghe attese, perchè bisogna aspettare che le modelle siano pronte; la macchina della sfilata parte in modo concreto quasi alla velocità della luce, spesso ci si ritrova a condensare tutto il lavoro nei dieci minuti prima dell’inizio… ed è proprio una figata!! Il momento diventa frenetico e si corre tantissimo, ritrovandosi a lavorare in modo adrenalico ed elettrizzante!

Io e Roberta ci siamo salutate poco fa, fuori dal suo salone di bellezza a Tivoli, e non posso non continuare a ringraziarla per la cortesia e disponibilità riservata a Pink, a poche ore dalla fine delle sfilate di AltaRoma.

Mirtilla Amelia Malcontenta

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Woman before a Glass – Peggy Guggenheim al Palladium

Woman before a glass, una produzione di Laboratori Permanenti, è uno monologo molto forte, intenso e pieno di storia. Scritto da Lanie Robertson, il trittico scenico in quattro quadri viene magistralmente condotto da Caterina Casini, che interpreta il ruolo di Peggy Guggenheim, istrionica mecenate dell’arte contemporanea.

La regia è di Giles Stjohn Devere Smith, la scenografia scarna ma suggestiva è di Stefano Macaione, i costumi della Stemal Entertainment Srl. Tutto contribuisce a ricreare ed evocare un modo, quello della stravagante Peggy, che è fatto di luci e ombre, di passato e presente che pesano come macigni ma che librano nell’aria. La voce di Peggy aleggia solitaria, vivace ma di quella vivacità che nasconde dietro sofferenza e insofferenza.

Dopo il debutto al Festival di Todi e le repliche al Teatro Quarticciolo di Roma, gli applausi di Torino, Livorno e tante altre città italiane torna nella Capitale con il suo linguaggio disinvolto e trasgressivo, così com’era la stessa Peggy.

Com’è noto, Peggy acquistò Palazzo Venier dei Leoni a Venezia, dove raccolse la sua straordinaria collezione d’arte moderna. Nel testo di Robertson sono ripercorsi i momenti drammatici della guerra, la fuga di Peggy dalla Francia per le persecuzioni naziste – durante la quale nascose tele e sculture tra i piatti e le vettovaglie di cucina -, i difficili rapporti con mariti e amanti. Emergono i suoi momenti di forza e le sue debolezze: il rapporto conflittuale con la figlia, morta suicida; gli affari con i più importanti musei del mondo; i suoi rimpianti, le nostalgie e il lento scivolare verso la serenità della fine.

Peggy Guggenheim fu una donna capace di intuire il mondo che la circondava; era coraggiosa, credeva negli artisti su cui puntava, anche se il resto del mondo ancora non sapeva riconoscere: parliamo di Pollock, Kandinsky, Mirò, Bacon, Ernst e tanti altri. C’è una componente essenziale che Peggy trasmette al pubblico: la tensione che vive e si specchia nella certezza e nei ricordi; gli amanti, i colori, i pittori, i vestiti, il fumo, gli amici, le macchie, l’acqua, il dramma.

Ogni momento viene rievocato dalla sua memoria rivivendo nei due blocchi scenografici. La tecnica del video-mapping permette di isolare parti di una superficie creando quindi una “mappatura bagnata” dalla video-proiezione.

Andate a vederlo.

TEATRO PALLADIUM

piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma –

Tel: 06 5733 2772 – – teatro@uniroma3.it

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Attivo due ore prima dello spettacolo il numero: 0657332768

Prenotazioni via e-mail biglietteria.palladium@; prevendite http://www.liveticket.it/

Info line per prenotazioni cell 350 011 9692 (attivo tutti i giorni, 11:00-13:00 / 16:00 – 20:00)

Biglietti intero 18€, ridotto 12 €, studenti 8 €