L’amore secondo me di Cassandra Rocca

L’ amore secondo me di Cassandra Rocca

“A cosa pensi quando mi guardi?

“Non penso. È questo il problema.”

Cassandra Rocca è tornata… Finalmente! E lo fa, con un romanzo davvero incantevole, edito da Newton Compton. Come la protagonista di una brillante pièce teatrale, la scrittrice  si riaffaccia sul palcoscenico letterario con questo suo ultimo libro; e lo fa con capacità e voglia di sorprendere. Perché L’amore secondo me racconta una storia brillante e romantica che non può che essere amata e apprezzata.

Il suo stile scorrevole, mi ha permesso di leggere in pochissimo tempo il libro e di viaggiare lontano arrivando a visitare Snowy Pine, piccolo e caratteristico paesino di montagna incastrato tra il Vermont, il New Hampshire e il Canada. Sarà proprio questa scheggia di paradiso montano, reso ancora più fiabesco nel periodo natalizio, a fare da sfondo e supporto alla storia che vede protagonisti un giovane architetto newyorkese Taylor Andrews, che deve effettuare dei rilievi su un terreno in vendita per conto del grande studio per il quale lavora, e Ryan Greenwood artigiano talentuoso e volontario dei vigili del fuoco, portavoce della comunità che non intende affatto lasciare il terreno in mani sconosciute.

Tutto ruota tra le totali e diametrali differenze di vita dei due protagonisti. Taylor arriva dalla città con l’intento di portare il progresso industriale e la tecnologia, mentre Ryan e il resto della comunità sono profondamente innamorati del luogo proprio perché lontana anni luce dall’industrializzazione e il progresso. Hanno scelto di vivere e di continuare a farlo, rispettando le leggi della natura che li circonda e che li ha accolti da molto tempo. La comunità del piccolo paese non accoglierà affatto bene Taylor, ma lei non si lascerà intimidire molto facilmente; sarà proprio il suo carattere a colpire Ryan e far scoccare la scintilla alla velocità della luce.

Un amore destinato a nascere e crescere in pochi giorni, perché Taylor deve tornare alla sua vita metropolitana, ma il cuore e la sua anima sono pronti a lasciarsi dietro tutto quello che Ryan le ha donato e la pace che i paesaggi incontaminati, le hanno regalato? La magia del Natale riuscirà a rendere questa relazione più forte del destino che sembra già delineato all’orizzonte? Taylor e Ryan sono una coppia della quale è impossibile non innamorarsi… come è impossibile non perdersi tra le pagine di questo libro. La voce e la musica di Tiziano Ferro, hanno accompagnato il mio viaggio a Snowy Pine. Buona lettura!

“Perché l’amore, in fondo, è esattamente così: una luce improvvisa e quasi magica, difficile da vedere… ma possibile, trovandosi nel posto giusto, al momento giusto.”

Mirtilla Amelia Malcontenta

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Il nero e l’argento di Paolo Giordano

IL NERO E L’ARGENTO – Paolo Giordano – Einaudi 2014 pp. 118

Ogni coppia felice è felice a suo modo, si potrebbe dire, riadattando un celebre incipit. E ogni coppia felice può non essere consapevole di quanto precario sia l’equilibrio di certe felicità, né accorgersi quando – per un motivo apparentemente estraneo alla coppia – quella felicità si trasforma repentinamente nel suo opposto.

È quanto accade a Nora e suo marito, che da un giorno all’altro si devono confrontare con l’assenza della signora A. Non è facile sintetizzare chi sia la signora A. e quale ruolo abbia nelle loro vite: non abita in città, è credente, tradizionalista; pur essendo più legata a Nora, riconosce il marito come pater familias e gli attribuisce diritti quasi superiori a quelli della moglie. La signora A si insinua nella famiglia che la accoglie, rendendosi a poco a poco indispensabile, e quasi imponendo i propri modi di fare: lei conserva i propri, Nora e il marito si adeguano ai suoi. Eppure, nonostante la differenza che li separa da loro, la signora A. diventa ben presto una di famiglia, elemento fondamentale per gli equilibri della coppia e nei rapporti con le rispettive famiglie. Una madre – anche se nessuno lo dice –, una nonna per il loro unico figlio. Arrivo a questa lettura dopo essere passata per Divorare il cielo (Pink Magazine Italia, Inverno 2018-19 p. 77) e mi sembra che ancora una volta uno dei temi cari a Giordano sia quello dei legami familiari non strettamente legati alla consanguineità. La signora A. diventa “madre” perché sa prendersi cura di loro, e la cura è una delle principali e inequivocabili manifestazioni dell’affetto.

Per questo anche l’unione della coppia sembra scricchiolare quando la signora A. si sottrae e, presa dalla preoccupazione per la sua malattia, pare tornare a pensare a sé stessa. Orfani si sentono Nora e il marito, incapaci sulle prime di elaborare il distacco di una persona diventata familiare ma che propriamente “di famiglia” non può dirsi. Quasi non autorizzati a provare dolore, ma al tempo stesso ben consci del vuoto che la signora A. ha lasciato.

Se chi si prende cura di noi (in quanto coppia) si allontana, allora la necessità di tornare a prendersi cura di noi stessi e dell’altro si fa impellente. E se ci si fosse disabituati a farlo? Anche solo a esprimere il bisogno di “cura”? Ci vuole un attimo perché il silenzio si insinui in una coppia e prenda a dimorarvi quasi fosse uno spazio fisico.

Il nero e l’argento è un lungo racconto che parla di una forma insolita e non codificata d’amore e di una crisi. I silenzi dei suoi protagonisti, di fronte ai quali il lettore si trova, sono però capaci di smuovere in lui pensieri e riflessioni, che vanno – e sono certa che Giordano ne sia stato consapevole – ben al di là di questa singola storia.

Alessandra Penna