Ci vediamo fuori luogo

 

Ci vediamo fuori luogo è il nuovo romanzo di Roberta Ginevra Cardinaletti, il terzo, ed è la storia di Martina. Quanto c’è di te in questo nuovo romanzo e qual è il messaggio che vuoi passare al lettore? “C’è sempre molto di me nei miei libri, non solo di ciò che ho vissuto e provato in prima persona, anche di ciò che assorbo dalle persone che incontro. Credo che il messaggio possa essere molteplice perché passa inevitabilmente attraverso la percezione del lettore, attraverso la sua esperienza, e questo è un bene perché non ho leggi da insegnare, desidero semplicemente dare spunti di riflessione, far fermare le persone e dire: Questo l’ho provato anch’io oppure Questo è un modo diverso di vedere una situazione che ho vissuto. Mi piace stimolare la curiosità del lettore”.

Attraverso le esperienze della vita della protagonista, attraverso la visione a colori della realtà che si trova a percorrere e affrontare, l’autrice e psicologa, lascia un universale messaggio di leggerezza da non confondere con la superficialità. La leggerezza è un modo nuovo di planare sulle cose, dall’alto, uno strumento necessario per liberarci dalla pesantezza di alcune situazioni e comportamenti gravati dal giudizio: il nostro e quello degli altri. Un giudizio che appesantisce il nostro viaggio e logora la nostra energia emozionale: ecco perché a volte ci sentiamo stanchi e non c’è riposo fisico che ci possa giovare. In fondo, la vita è un gioco, come dice Ginevra, un gioco in cui la risorsa più importante è il coraggio: il coraggio di prendere per mano le redini della propria esistenza e vivere da protagonista, in modo consapevole. E avere coraggio non è poi così banale: avere coraggio significa mettere da parte ogni scusa, prima fra tutte la procrastinazione; avere coraggio significa non rimandare a domani, nessuna cosa, nessuna azione, nessun comportamento, perché domani non esiste, perché domani è una dolce bugia che ci raccontiamo per non affrontare i cambiamenti, che in realtà non solo sono essenziali, ma inevitabili, e che se contrastati portano a condizioni di crisi e di auto sabotaggio. Quand’è che possiamo dire di essere veramente cambiati? E che cosa ci può aiutare a realizzare il cambiamento che vogliamo nella nostra vita? “A volte è importante guardarsi indietro per rendersi conto di quanto si è fatto e di quanto siamo cambiati. Spesso abbiamo l’impressione di stare fermi solo perché non abbiamo fatto cambiamenti clamorosi o repentini, ma se osserviamo il corso della nostra vita, possiamo renderci conto di quanto invece siamo cambiati e quante cose abbiamo cambiato. Per realizzare i cambiamenti che ci stanno a cuore, credo sia importante avere una forte determinazione e non concedersi scuse. Ogni volta che non ci sembra il momento giusto perché magari abbiamo altro da fare, allora dobbiamo chiederci: Qual è la mia priorità? e non perderla mai di vista”.

Il cambiamento è tanto più profondo quanto più lo cerchiamo ma non lo forziamo, cambiamo senza accorgercene. A volte ci rendiamo conto di essere cambiati solo quando siamo già cambiati, ad esempio quando cambiano i nostri gusti, anche quelli più banali, come cominciare a prendere il caffè senza zucchero oppure quando capiamo che possiamo fare a meno di alcune cose o di alcune persone, soprattutto quelle che riescono a fare a meno di noi. Decidere con chi condividere il nostro tempo ci permettere di dare valore a noi stessi oltre che agli altri, ci permette di scegliere a chi dare la nostra attenzione, significa aver trovato il coraggio e la forza di riconoscere la nostra bellezza e di non svenderla, ma portarla in dono a chi ne riconosce l’essenza e il valore. Che cos’è che ci impedisce di scegliere con chi stare e di subire la presenza di persone che ci stressano? “Il cambiamento, di qualsiasi natura, richiede sempre molto coraggio. È molto più facile lamentarsi di una situazione o di una persona, anziché provare a cambiare qualcosa. A volte abbiamo bisogno di sapere che quello che non facciamo e quello in cui riusciamo non è colpa nostra, ma è colpa delle persone che ci limitano, ci ostacolano. Allontanarci da queste persone ci metterebbe di fronte al dovere, verso noi stessi, di agire, di assumerci la totale responsabilità della nostra insoddisfazione, e questo richiede molta forza e determinazione”.

Grazie Ginevra per essere stata con noi e per averci donato degli spunti utili per avere nuove prospettive di interpretazione di noi stessi e della realtà, per trovare nuovi o rinnovati profili e riuscire a mostrarli agli altri. Grazie per i costanti messaggi di fiducia e speranza presenti nei tuoi libri, che di fiducia abbiamo bisogno più del pane nei periodi di crisi e di rinnovamento come quelli che viviamo tutti i giorni sia a livello personale sia sociale. Ed è con il messaggio che più di tutti rimarrà con me che voglio salutare i lettori di Pink: se bastano cinque dita per sette note, allora tutto è possibile, come la musica.

Arrivederci a Ginevra su Pink Magazine Italia!

 

 

 

 

 

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La scienza e noi

LA SCIENZA E NOI

SEI LUNEDÌ PER PARLARE DEL FUTURO

 

 

Dopo il grandissimo successo delle passate edizioni, che hanno registrato sempre il tutto esaurito, riprende quest’anno al Piccolo Eliseo il terzo ciclo di incontri La Scienza e noi. 

La rassegna è a cura di Viviana Kasam, giornalista e presidente di BrainCircleItalia, associazione no-profit nata sotto l’egida di Rita Levi Montalcini con l’obiettivo di incentivare la divulgazione scientifica con focus sui rapporti tra cultura e cervello e del loro impatto sulla trasformazione del quotidiano. 

Per sei lunedì, a partire dal 4 febbraio fino al 15 aprile, scienziati di rilievo internazionale si rivolgeranno ad un pubblico eterogeneo per trasmettere, attraverso un linguaggio discorsivo e per non addetti ai lavori, l’emozione e la bellezza della scienza. 

L’intento quest’anno – racconta Viviana Kasam – è riuscire a spiegare al grande pubblico le nuove frontiere della ricerca scientifica, dall’intelligenza delle piante al suono del pensiero, dalla neurolinguistica alla parapsicologia, dall’esistenza del tempo alla Mate-magia che spiegherà come la magia inganna il cervello e come la matematica si struttura nel nostro pensiero”.

La manifestazione, a ingresso gratuito, è di forte richiamo non solo per ricercatori e appassionati ma soprattutto per gli studenti che interagiscono ad ogni incontro con gli scienziati anche on line, grazie alla diretta in streaming su www.brainforum.it, curata dalla media strategist Luisa Capelli. Nelle passate edizioni La scienza e noi ha registrato sulla sua pagina Facebook migliaia di visualizzazioni.

 

GLI APPUNTAMENTI:

Dall’intelligenza delle piante il nostro futuro è il primo appuntamento in programma  lunedì 4 febbraio alle ore 20.00.

Interverranno Renato Bruni, Università di Parma e Barbara Mazzolai, IIT (Pontedera).

Quello che le piante possono insegnare passa attraverso la loro diversità, non solo di forme ma anche per il modo in cui leggono il mondo e vi si adattano. La fotosintesi clorofilliana per esempio è un sistema ecologicamente perfetto per produrre energia per effetto delle dinamiche evolutive.

L’intelligenza delle piante ispira oggi anche la ricerca della robotica che, imitando le capacità dell’apparato radicale, sta sviluppando nuovi robot per il monitoraggio dei suoli e per l’esplorazione di ambienti impervi.

Renato Bruni insegna all’Università di Parma, dove si occupa di fitochimica. È co-fondatore del gruppo di ricerca LS9-Bioactives & Health, che studia il legame tra botanica, chimica, salute e nutrizione. 

Da diversi anni conduce una intensa attività di divulgazione sui temi della botanica e per Codice Edizioni ha pubblicato Erba Volant – Imparare l’innovazione dalle piante, con il quale si è aggiudicato lo Science Book Award 2017 e Le piante son brutte bestie, dedicato alla scienza del giardinaggio. I suoi libri sono stati tradotti in Germania, Cina, Turchia, Francia. Da quasi 10 anni cura il blog erbavolant e una omonima pagina Facebook sulle complicate relazioni ecologiche e culturali tra uomini e vegetali.

 

Barbara Mazzolai, biologa con un dottorato in ingegneria dei microsistemi, è attualmente la direttrice del Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Barbara lavora da sempre su tematiche legate al mondo naturale e al monitoraggio ambientale, tant’è che la sua attività le è valsa numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso premio “Marisa Bellisario” e la Medaglia del Senato. Grazie al suo spirito innovativo nel settore della robotica, nel 2015 è stata anche riconosciuta tra le 25 donne più influenti nel settore della robotica.

 

 

18 febbraio: Dalle lingue impossibili al suono del pensiero: un viaggio nella neurolinguistica

Andrea Moro, Scuola Universitaria Superiore –IUSS Pavia

 

4 marzo: Il tempo esiste solo nel nostro cervello?

Domenica Bueti, Sissa di Trieste e Mauro Dorato, Università di Roma Tre

 

18 marzo: Magia, cervello e matematica: come i numeri governano il nostro pensiero 

Antonietta Mira, Università della Svizzera italiana e Università dell’Insubria e Giorgio Vallortigara, Università di Trento

 

1 aprile: Leggere il pensiero: dalla parapsicologia alla scienza

Fabio Babiloni, Università la Sapienza

 

15 aprile: Blockchain: oltre il bitcoin c’è di più

Renato Grottola, direttore generale Trasformazione digitale di Dnv GL–Business Assurance

 

 

Piccolo Eliseo – ore 20.00

Via Nazionale 183 – 00184 Roma

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Prenotazioni: cultura@teatroeliseo.com

Info: www.brainforum.it

 

Ufficio Stampa: Madia Mauro

Comunicazione: Maria Luisa Migliardi Euro Forum srl

Organizzazione: Elisa Rapisarda

Riprese video: Sandro Ghini

Woman Before a Glass

Laboratori Permanenti

presenta

Woman before a glass

(Donna allo specchio).

Trittico scenico in quattro quadri di LANIE ROBERTSON.

Traduzione italiana Gloria Bianchi.

Con Caterina Casini

Regia: Giles Stjohn Devere Smith

Scenografia: Stefano Macaione

Costumi: Stemal Entertainment Srl

TEATRO PALLADIUM DI ROMA

DALL’1 AL 3 FEBBRAIO 2019

Dopo il debutto al Festival di Todi e le repliche al Teatro Quarticciolo di Roma, gli applausi di Torino, Livorno e tante altre città italiane torna nella Capitale, Woman Before a Glass il trittico scenico in quattro quadri di Lanie Robertson. In scena Caterina Casini diretta da Giles Stjohn Devere Smith, al Teatro Palladium dall’1 al 3 febbraio 2019.

Attraverso un linguaggio disinvolto e trasgressivo (così com’era la stessa Peggy), lo spettacolo racconta alcuni momenti degli ultimi anni della Guggenheim. Si tratta di un assolo, diviso in quattro quadri. La performance offre così la possibilità al pubblico di guardare il mondo e l’arte contemporanea attraverso gli occhi di Peggy Guggenheim: ciò che ha cercato, indagato, scoperto, sofferto, sostenuto e promosso.

Com’è noto, Peggy acquistò Palazzo Venier dei Leoni a Venezia, dove raccolse la sua straordinaria collezione d’arte moderna. Nel testo di Robertson sono ripercorsi i momenti drammatici della guerra, la fuga di Peggy dalla Francia per le persecuzioni naziste – durante la quale nascose tele e sculture tra i piatti e le vettovaglie di cucina -, i difficili rapporti con mariti e amanti. Emergono i suoi momenti di forza e le sue debolezze: il rapporto conflittuale con la figlia, morta suicida; gli affari con i più importanti musei del mondo; i suoi rimpianti, le nostalgie e il lento scivolare verso la serenità della fine.

Peggy Guggenheim fu una donna capace di intuire il mondo che la circondava; era coraggiosa, credeva negli artisti su cui puntava, anche se il resto del mondo ancora non sapeva riconoscere: parliamo di Pollock, Kandinsky, Mirò, Bacon, Ernst e tanti altri. C’è una componente essenziale che Peggy trasmette al pubblico: la tensione che vive e si specchia nella certezza e nei ricordi; gli amanti, i colori, i pittori, i vestiti, il fumo, gli amici, le macchie, l’acqua, il dramma.

Ogni momento viene rievocato dalla sua memoria rivivendo nei due blocchi scenografici. La tecnica del video-mapping permette di isolare parti di una superficie creando quindi una “mappatura bagnata” dalla video-proiezione.

INFO:

TEATRO PALLADIUM

piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma –

Tel: 06 5733 2772 – – teatro@uniroma3.it

https://www.facebook.com/

Attivo due ore prima dello spettacolo il numero: 0657332768

Prenotazioni via e-mail biglietteria.palladium@; prevendite www.liveticket.it/

Info line per prenotazioni cell 350 011 9692 (attivo tutti i giorni, 11:00-13:00 / 16:00 – 20:00)

Biglietti intero 18€, ridotto 12 €, studenti 8 €