72esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno

Grande successo per la serata finale della 72esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno. Nella splendida cornice del Cineteatro Augusteo ha avuto luogo la premiazione delle opere vincitrici dell’edizione 2018 del Festival. La serata è stata presentata da Debora Caprioglio  e Gaetano Stella.

 

Vincitore assoluto il film “Stato di ebbrezza” per la regia di Luca Biglione e che vanta nel cast, tra gli altri, l’attore Andrea Roncato e l’attrice Melania Dalla Costa. Al film è stato conferito il premio Gran Trofeo Golfo di Salerno “Ignazio Rossi”. “Stato di ebbrezza” è la trasposizione della storia vera dell’attrice comica Maria Rossi che ha combattuto contro la dipendenza dall’alcool.

 

Prestigioso riconoscimento  per l’attore e regista toscano Alessandro Paci, che è stato premiato per il film “Non ci resta che ridere”, del quale è regista e attore. Tra i tanti riconoscimenti, si segnalano il premio alla carriera all’attore Massimo Bonetti e all’attrice Eleonora Brown, interprete di Rosetta ne “La ciociara” di Vittorio De Sica.

 

Alla serata di Gala hanno preso parte anche numerosi ospiti istituzionali, tra i quali: Mariarita Giordano (Assessore alle Politiche Giovanili e all’Innovazione del Comune di Salerno), Domenico De Maio (Assessore all’Urbanistica del Comune di Salerno), Franco Picarone (Presidente della Commissione Bilancio della Regione Campania) e Nicola Acunzo (Deputato della Repubblica).

 

Sono stati ricordati Bernardo Bertolucci ed Ennio Fantastichini, venuti a mancare rispettivamente il 26 novembre e il 1 dicembre.

 

Tra le varie performance che si sono alternate sul palco ha suscitato grande emozione l’esibizione del robot pianista TeoTronico.

 

“Voglio ringraziare quanti hanno collaborato alla settantaduesima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno – ha detto dal palco il patron Mario De Cesare – grazie al Comune di Salerno e alla Regione Campania per il sostegno. È stato un Festival ricco di iniziative”.

 

L’edizione 2018 del Festival Internazionale del Cinema di Salerno – il cui tema è stato la resilienza – ha visto 120 film in concorso, selezionati tra i tanti giunti all’organizzazione ed è stata caratterizzata da numerose e importanti iniziative “a latere”, come gli incontri tra i protagonisti del mondo del cinema e di Internet e gli studenti (Francesco Baccini e Massimo Bonetti hanno incontrato le scuole, così come lo youtuber Davide Giardini), le esibizioni degli stuntman della South Horizon di Salerno (a rimarcare l’importanza dei “cascatori” nel cinema), lo spettacolo di teatro – danza “Euthalia – fiore che sboccia”, contro la violenza sulle donne. Inoltre, hanno avuto luogo due casting a cura della AR Production e c’è stata l’esibizione del robot pianista TeoTronico.

 

Casella Postale 80 – 84100 Salerno – Tel./Fax: 089 231953 – e-mail: info@festivaldelcinema.it

 

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Non è Natale senza… Fantaghirò!

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Quelle allegre mattine di festa, aspettando ansiosi il Natale, erano ancora più liete ed emozionanti grazie a tutto ciò che ci circondava facendoci respirare un’atmosfera natalizia. Chi non ricorda, tra gli anni ’80 e ’90, le pubblicità che dall’8 dicembre cominciavano ad andare in onda alla tv. I film e i cartoni animati per tutti, grandi e piccini, i classici Disney… Eppure, c’era un telefilm, quella serie tv che a mio parere non aveva rivali e che ancora adesso è intramontabile: la nostra eroina Fantaghirò.

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La storia è ambientata in un medioevo fantastico, in cui due regni si affrontano da secoli in una guerra estenuante, senza che nessuno dei due riesca a prevalere. In uno di questi due regni, la regina, che ha già dato alla luce due bambine, muore dopo aver partorito una terza figlia. Il re, che attende un erede maschio, rimane deluso dalla nascita di un’altra femmina, profetizzata dalla Strega Bianca: Fantaghirò. Tenta, così, di sacrificare la bambina alla Sacra Bestia nella Grotta della Rosa d’Oro. Un fulmine però colpisce e recide la spada con cui il re stava per uccidere la bambina. La piccola viene ricondotta al castello. Si distingue fin da piccolissima per il suo carattere ribelle: le donne del regno devono occuparsi di attività tradizionali come la cucina o il cucito, mentre veniva proibito loro lo studio. Fantaghirò rifiuta tutto ciò e insiste nel volersi occupare di faccende riservate agli uomini, fra cui la lettura e l’uso delle armi, in assoluto contrasto con la volontà del padre. La giovane così è oggetto di scherzi continui da parte delle sorelle ed è sottoposta a disumane punizioni, come l’isolamento nel fondo di un pozzo.

E proprio da qui cominciano le sue più grandi avventure, e proprio da qui incontra il suo amore…

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Fantaghirò è un personaggio fiabesco che ha fatto sognare molte generazioni perché, in un certo senso, è stato uno dei primi a rivoluzionare la figura delle dame e delle principesse. Con il suo carré ribelle e la sua tutina da guerriera ci ha fatto vivere avventure incredibili, ci ha fatto immaginare di essere lei, ci ha fatto capire che per essere femminili non è necessario seguire in tutto e per tutto determinate regole: il suo fascino, la sua femminilità, il suo coraggio, cominciavano dal suo cuore. I personaggi intorno, e stiamo parlando del 1991 che è l’anno in cui è stata trasmessa la prima volta, erano davvero ben costruiti, contornati da scenari fiabeschi che catturavano molto l’attenzione. Vi era una netta differenza tra il bene e il male, quindi per i più piccoli era facile distinguere, e credo che per questo aspetto sia stato, e lo è ancora adesso, una serie educativa con un cast d’eccezione.

L’attrice scelta per interpretarla, Alessandra Martines, è stata anch’essa una scelta vincente e io mi sento di consigliare questa serie anche alle nostre nuove piccole generazioni, perché è un significativo e importante puzzle del nostro passato che non può mancare per continuare il nostro futuro.

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