Vermentino, sentori estivi

Domenica a pranzo stappo un buon Vermentino della Cantina Sociale Monteporzio Catone in provincia di Roma, lo accompagno a una pasta con condimento di verdure di stagione.

Il Vermentino aggrada molto e al palato si può percepire tutta la sua freschezza. In bocca esprime morbidezza e una leggera nota acidula. Viene normale cercare di riconoscere i sapori che persistono dopo i primi sorsi. Lievi note di mela verde, agrumi e pesca. Con un’analisi visiva possiamo apprezzare la sua limpidezza e il suo colore paglierino con lievi riflessi verdognoli, mentre se lo roteiamo nel bicchiere possiamo stimare la sua consistenza.

Quando lo stappo, all’olfatto, è una sinfonia di profumi che aggradano molto. Sentori che vanno dagli aromi di frutta matura a note floreali. Queste fragranze hanno un richiamo molto forte all’estate, al sole e al mare. Sicuramente è un vino ideale per una bella serata di fine primavera ed estiva accompagnando una deliziosa cena a base di pesce o crostacei. Sento solo io una leggera acquolina?

In dubbio che è un vino giovane, leggero e finemente piacevole. È adatto anche ad accompagnare vari e ghiotti antipasti rigorosamente italiani e rilassandoci e chiacchierando con amici.

Non mi resta che salutarvi, alzando il calice e darvi appuntamento alla prossima recensione.

Dati informativi del Vermentino:

Cantina Sociale Monteporzio Catone – Roma

Grado: 12.50° vol

Varietà: Vermentino

Zona di produzione: Lazio

http://www.cantinasocialempc.com/

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Dentro le case (e nelle camere da letto) dei reali con Cinzia Giorgio

Foto di Felicia Kingsley

Da quando ho saputo di questo suo nuovo progetto, ho contato i giorni all’uscita di Amori Reali, l’ultimo saggio di Cinzia Giorgio dedicato alle storie d’amore delle teste coronate d’Europa e oltre.

Io ho un debole per le storie delle dinastie regnanti e il 22 novembre ho fatto irruzione in libreria per mettere le mani sulla mia preziosa copia.

Se come me siete appassionate delle vite di principi, principesse, re e regine, nella vostra libreria Amori Reali non può mancare.

Molte persone che conosco, alla parola “saggio”, sbuffano e alzano gli occhi al cielo, immaginando già un mattone pieno di pistolotti accademici da narcolessia, ma è qui che si sbagliano: Cinzia Giorgio non fa la maestrina, ma ci racconta le vite di questi personaggi con la fluidità e il brio di un’amica con la quale prendiamo il tè.

Il progetto è divisibile in due parti: storie del passato e storie del presente. La differenza tra i due blocchi è che nel primo, abbiamo matrimoni di stato, nel secondo, matrimoni d’amore.

Lo spartiacque tra i filoni è segnato dal ‘900 (e dalla prima guerra mondiale), quando le monarchie perdono potere governativo, per cederlo appunto ai governi; i matrimoni non servono più per creare assi o alleanze politiche, unire eserciti o allargare i confini di un regno, ma solo per garantire continuità a una linea dinastica.

Nella prima parte del saggio, Cinzia ci parla dei grandi condottieri e delle loro numerose avventure tre prime, seconde, terze mogli e le decine di amanti: pensate che Giulio Cesare usava sedurre le mogli dei nemici come risarcimento danni “simbolico”.

O ancora, Caterina de’ Medici, costretta a guardare gli amplessi del marito, re Enrico II di Francia con l’amante Diane de Poitier.

Per non parlare di Enrico VIII e della sua disperata ricerca di un erede maschio che lo portò a cambiare ben sei mogli (è famosa la filastrocca “Divorziata, decapitata, morta, divorziata, decapitata, morta”, per memorizzare la fine di ciascuna delle sue sei consorti).

Amore poco, capricci tanti, ma soprattutto molta, molta strategia.

Nel ‘900, Cinzia ci dipinge un affresco a colori vivaci delle monarchie contemporanee, intrecciando le trame dei loro amori privati a quelle del gossip.

Il ‘900 ha cambiato il volto alle monarchie non solo per la loro mutata influenza politica ma anche trasformandole in fenomeni popolari e cultura di massa. Fino al secolo precedente, le notizie sui monarchi erano solo quelle fatte trapelare dai canali ufficiali, il popolo poteva vedere i propri regnanti solo negli eventi ufficiali, percependoli come personaggi inumani e distanti.

I media hanno rivoluzionato la monarchia avvicinandola al nostro quotidiano.

La prima a diventare una regina mediatica è stata infatti Elisabetta II, l’attuale Queen of England, che apparì nelle case di tutto il mondo, con la sua incoronazione televisiva, cerimonia, prima di allora, riservata ai pochi eletti presenti.

Il suo è stato un matrimonio di stato, ma di certo anche d’amore, perché Elisabetta è stata colpita da un vero e proprio colpo di fulmine per il bel Filippo.

La parte più consistente degli amori reali contemporanei è dedicata a Diana, e ai suoi figli William e Harry, per poi passare ad Alberto di Monaco e Charlene, i reali scandinavi, la monarchia Spagnola retta oggi da Felipe e dalla volitiva Letizia, fino a toccare l’impero giapponese.

Che si sia trattato di matrimonio di stato o d’amore, certo una verità è indiscutibile: il privilegio ha un prezzo che si paga caro.

Vedremo coppie unite in pubblico e scoppiate nel privato, matrimoni a tre (lui, lei e l’altra), matrimoni che abbattono le barriere di classe, suocere ingombranti, divorzi eclatanti, e se le nozze reali ci vengono sempre servite come una favola, per rispondere alla domanda: “Vissero per sempre felici e contenti?”, l’unico modo, è leggere questo nuovo, appassionante saggio di Cinzia Giorgio.

Maglioni… che passione!

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Possiamo affermare che il principio del lavoro a maglia non ha una datazione specifica, e neppure per quanto riguarda il principio della lavorazione eseguita ai ferri o al telaio si può dare una effettiva certezza. Sono però stati fatti studi più approfonditi e documentati in quanto sono state trovate sculture che risalgono al IV secolo a.C. che hanno fatto ipotizzare che il lavoro a maglia fosse entrato nella vita quotidiana, come dimostra una statua greca, che si trova ad Atene, nel Museo del Partenone, e che sembra proprio indossare un maglione come quello dei giorni nostri.

Ho voluto introdurre in questo modo l’importanza dei maglioni lunghi, corti, scollati, accollati, come capo cult, capo che non può e non deve mai mancare nel nostro guardaroba.

Non passano mai di moda, si sa, e poi come potrebbero con una storia così antica? Quel che è certo, però, è che per questa nuova stagione autunno-inverno tornano davvero alla ribalta, in quanto possono essere abbinati in molti modi e, come potete vedere nelle foto, sono veramente superbi accompagnati a un gonnellone lungo sino ai piedi, ma non solo…

Qui di seguito potete trovare spunti davvero interessanti da copiare in base al vostro gusto e alla vostra fisicità: avete l’imbarazzo della scelta!

 

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Sono bellissimi, vero? Avete trovato il modello che più vi piace? 😉