Cioccolato bianco al Limone, il paradiso

È sera tardi, dovrei mettere la parola fine al mio ultimo romanzo, ma mi lascio coccolare e tentare dalla bontà di un cioccolato bianco al limone dell’azienda Mario Gallucci.

Il sapore di questa prelibatezza esplode in bocca avvolgendola completamente, in una sapiente combinazione di cioccolato e limone. Rapisce e provoca sensazioni di golosità che ti impediscono di interrompere l’assaggio. Un rettangolino dopo l’altro, mi riprometto che è l’ultimo, ma mi accorgo che sta per finire e la tristezza prende il posto della beatitudine.

Il gusto di questo dolce è pulito e l’equilibrio tra i due sapori è sapientemente dosato. Il retrogusto di limone persiste a lungo ed è delicato e piacevole. Anche il profumo è invitante, tanto che ora mi gusto l’ultimo rettangolino a occhi chiusi. Quindi miei cari lettori buona lettura e se passate per Napoli vi consiglio di fare scorta di questa squisitezza.

https://www.cioccolatonapoli.com/

CIOCCOLATO GALLUCCI MARIO DAL 1890 | 38, Vc. Lammatari – 80137 Napoli (NA)

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Incredibilmente… mamma!

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Il momento esatto in cui, con mano tremante, prendiamo quello stick che cambierà la nostra vita per sempre, tanti pensieri confusi popolano la nostra mente. Da una parte la paura, la consapevolezza di quello che un test positivo ci porterà, l’emozione… Dall’altra, ma non siamo ancora coscienti di ciò, l’avere a che fare con le persone che avremo intorno. Consigli, spesso e volentieri per nulla graditi, soprattutto perché non richiesti, esperienze quasi mistiche, opinioni, paure senza senso trasmesse… Insomma, tutto ciò che non vuole rappresentare questo articolo pensato, invece, per condividere con chi sta per diventare mamma, o lo è appena diventata, nella più totale e soprattutto divertente semplicità, alcuni consigli pratici.

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Punto primo, il più importante di tutti: non appena scoprirete di essere in dolce attesa l’emozione sarà intensa, incredibile, incontenibile e, come è giusto che sia, vostro marito o compagno, sarà il primo a condividere con voi questa gioia immensa. Saranno momenti a dir poco speciali, solo vostri. Parole, decisioni, la consapevolezza di diventare genitori… Godetevi questo momento per quello che è, senza pensare al resto. Le decisioni sulle cose da fare e organizzare le prenderete il giorno dopo, non c’è nessuna fretta.

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Punto secondo e, ahimé, avete tutta la mia solidarietà: condividere questa notizia con amici e familiari. Ecco… da questo momento in poi potrebbero cominciare ansie e paure che vi assicuro non hanno motivo di esistere. Ci sarà chi vi dirà che non dormirete più la notte, chi vi dirà che non sarà una passeggiata e vi guarderà con occhi quasi preoccupati, chi vi dirà che non sarete più sereni come adesso perché i bambini danno un sacco di preoccupazioni. Ci sarà anche quell’amica o conoscente che vi racconterà il suo terribile parto tra ore e ore do dolori lancinanti e intoppi, chi vi dirà di andare di corsa dal ginecologo perché non assumere immediatamente l’acido folico potrebbe creare problemi al cervello del bambino e cose così, potrei continuare per ore! Apprezzate, invece, quei pochi casi, ma proprio pochi, in cui intelligentemente vi faranno auguri sinceri limitandosi a dire quanto è meravigliosa questa notizia (queste sono persone preziose, tenetevele strette). E qui arriva il mio consiglio spassionato: NON ASCOLTATE NULLA DI TUTTO CIO’! Invece, sorridete, annuite e rispondete semplicemente: “Poi si vedrà”. Davvero, è la risposta migliore, non darete modo di ribattere cominciando discussioni infinite che vi porteranno esauste a fine giornata con vostro marito o il vostro compagno terrorizzato e incredulo da tanta invadenza.

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Punto terzo: il giorno seguente la dolce conferma, a mente lucida, non farete altro che chiamare il vostro ginecologo di fiducia e sarà lui, SOLTANTO LUI, a indicarvi tutti i passi successivi e le visite davvero utili ma soprattutto importanti. E sarà lui, SOLTANTO LUI, a indicarvi, dopo un’accurata visita che confermi la gravidanza, a dirvi quali saranno i medicinali da prendere e non, e che vi prescriverà le periodiche analisi del sangue.

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Punto quarto: è possibile che abbiate delle nausee, soprattutto i primissimi mesi in cui il vostro corpo si sta abituando a un piccolissimo puntino che crescerà ogni giorno sempre di più. Un semplice ma efficace rimedio è di fare piccoli pasti durante una giornata, ma frequenti, cercando di ridurre un pochino i grassi per favorire i carboidrati. Per esempio i crackers, sono davvero efficaci. E poi la tisana allo zenzero, bevuta sempre a piccoli sorsi. Acquistate poi alcune riviste che parlano nello specifico dei nove mesi di gravidanza, devo dire che mi hanno aiutata molto con i piccoli ma preziosi consigli indicati.

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Punto quinto: per le donne che lavorano tanto fuori casa e si sentono più stanche, ma anche per le donne che sono più soggette a spossatezza in questi mesi delicati, l’ideale una doccia o bagno caldi e, prima di tamponarsi con l’asciugamano, massaggiare il corpo ancora bagnato con Olio di mandorle dolci. Questa è una cosa davvero importante, in quanto la mandorla dolce ha un effetto rilassante e aiuta a mantenere la pelle tonica. E, perché no, potrebbe essere proprio vostro marito o il vostro compagno a massaggiarvi con l’olio.

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Punto sesto: tenete un’agendina con tutti gli appuntamenti per le visite in ospedale, quelle visite standard importanti in quanto potrete vedere con i vostri occhi come cresce il vostro bambino e avere tutte le informazioni specifiche dai medici.

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Punto settimo: tornando un po’ indietro… Sapete che ci sarà chi continuerà imperterrito a esprimere perle di saggezza? Ecco, visto che la data del parto si avvicinerà sempre più è un’ottima cosa seguire un corso pre-parto che però va preso con le dovute cautele, perché anche se vi diranno il contrario, un bambino appena nato che praticamente non vede con i suoi occhietti in modo netto e preciso, ma vive a sensazioni e con il profumo e il tocco della mamma, non può prendere il vizio di dormire nel lettone… Spiegherò questa cosa nell’ultimo punto, vi ho lasciato intanto una piccola anticipazione. Come dicevo: corso pre-parto sì, avrete anche la possibilità di conoscere altre future mamme e di imparare esercizi utili durante il parto per alleviare i dolori del travaglio, dolori molto soggettivi e ci tengo a precisarlo. Quindi, non spaventatevi e non fasciatevi la testa prima di vivere quel momento.

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Punto ottavo: i corredini per l’ospedale. Ogni ospedale vi dirà come suddividere e preparare tutto, il mio consiglio pratico è di preparare dei sacchettini trasparenti (come quelli alimentari) con tutti i cambi per il piccolo già lavati con detersivi delicati, che vi serviranno per quei giorni che passerete in ospedale prima del ritorno a casa. E mi raccomando: tanti ma tanti cambi soprattutto per voi, per sentirvi sempre fresche e in ordine. Sembra una stupidaggine, ma vi assicuro che non lo è.

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Punto nono: Man mano che la pancia cresce organizzatevi con vestiti comodi ma che al tempo stesso vi facciano sentire a vostro agio. Non siamo più negli anni ’80, non è necessario indossare cose informi. Oramai molti negozi e centri commerciali hanno in commercio abiti premaman, per tutti i prezzi e tutte le tasche, davvero deliziosi!

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Punto decimo: il momento fatidico dell’inizio travaglio e di tutti i partenti che saranno attaccati alla porta della sala travaglio aspettando con ansia il primo vagito… Unico consiglio: in quella stanza ci sarete solo voi con i vostri compagni e nessuno e dico nessuno è più importante avere vicino a voi in quel momento se non l’uomo che amate. Non fatelo, non fate assistere al parto o vostra sorella, o vostra suocera, o vostra cognata, o vostra madre. Non fatelo, e non scherzo! Non appena il vostro piccolino sarà nato e vederete la faccia del suo papà… No, non ve lo dico, non si può descrivere a parole. Credo sia magia.

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Pietro Giannuzzi: lo stile italiano in Africa

Il 5 ottobre scorso all’African Fashion International – Johannesburg Fashion Week 2018 il pubblico ha vissuto una progressione di emozioni grazie alla collezione realizzata da Pietro Giannuzzi, responsabile creativo del marchio Presidential. Quando nel 1994, all’inaugurazione del primo parlamento eletto a suffragio universale in Sud Africa, Nelson Mandela indossò la camicia regalatagli da Desrè Buirski, nacque la Presidential e “The Madiba Shirt”, perché Madiba continuò ad indossare quelle camicie per il resto della sua vita anche nelle occasioni ufficiali, facendone un simbolo della nuova nazione, un simbolo di libertà e democrazia che si diffuse rapidamente fuori dai confini del Sud Africa.

Ora la Presidential vuole andare oltre e si è affidata a un creativo italiano, Pietro Giannuzzi, che vive da oltre vent’anni in Sud Africa, dove arrivò per le imperscrutabili strade della vita. Ha già dato prova delle sue capacità nella sua lunga attività sartoriale. Con la collezione primavera/estate presentata il 5 ottobre scorso per Presidential (visitabile alla pagina http://gallery.africanfashioninternational.com/envira/presidential-afijfw-2018/), ha preso per mano il marchio e la shirt e li ha accompagnati nell’affollato creativo mondo del fashion ma con una chiara propria cifra distintiva. Perciò s’intuisce che l’avventura è solo cominciata.

Giannuzzi con la sua collezione ha realizzato un’accattivante armonia. Ha portato nel suo lavoro la creatività innata insieme al know-how e alla tradizione sartoriale assorbiti nella sua terra d’origine; ha tenuto ben saldo il brand della Presidential Shirt con i tessuti e i colori; su questo ha innestato le sue felici intuizioni. Utilizzando l’arte della mescolanza di colori appresa nei paesi asiatici in cui ha viaggiato, ha preso tutta la tavolozza dei colori forti e decisi dell’Africa e li ha trasfusi in capi realizzati con la cura sartoriale propria dell’antica tradizione italiana. E’ evidente perciò che Pietro Giannuzzi possiede la capacità di sintesi armonica propria di chi, con l’anima leggera, è aperto alle culture diverse da cui si lascia contaminare consapevole dell’inevitabile arricchimento.

Il contrasto armonico è il filo conduttore della collezione. Giannuzzi ha innestato il suo design innovativo su capi che appartengono alle tradizioni europea, africana e asiatica, con l’esaltante risultato di conferire loro nuova e lunga vita. Nelle stoffe, mai dimenticando quelle della Madiba Shirt, ha mescolato con armonia tutta la tavolozza di colori che l’Africa offre, anche quelli delle albe e dei tramonti introvabili altrove; ha inserito motivi tribali che assumono eleganza classica grazie al design e alla cura sartoriale dei capi.

Ma strano a dirsi, in questa collezione tutta al maschile, il capolavoro è un abito femminile creato per essere lo showstopper. In quest’abito Giannuzzi rivela tutto l’amore per l’Africa che l’ha accolto e che ritiene terra meravigliosa. Gli ho domandato, infatti, spiegazioni per questa scelta e la risposta mi ha lasciato senza parole.

“Una notte – mi ha detto – che è per me il momento più creativo, stavo lavorando alla collezione; l’avevo già disegnata ed ero alla ricerca del capo simbolo. Per la stanchezza sono crollato, mi sono addormentato e ho fatto un sogno. Devi sapere che il mio paese, Minervino Murge in Puglia, è noto come il Balcone delle Puglie, perché si stende interamente, a lunghe terrazze sovrapposte, su un pendio roccioso che si affaccia verso sud e domina la valle del fiume Ofanto. Quella notte sognai Minervino come un enorme balcone da cui mi sporgevo pensando all’Africa. Ad un tratto tutto cambiò davanti a me come solo nei sogni può accadere. La Valle dell’Ofanto svanì e mi apparve prima il Mediterraneo e poi l’Africa. Così dal bacone dove sono nato vedevo davanti a me l’Africa in tutta la sua interezza da nord a sud, con i suoi colori e la sua natura forte, selvaggia, splendida e mi sentivo assai leggero e felice. Al risveglio, ricordando la visione del sogno e col senso di leggerezza che ancora sentivo, disegnai il vestito: nella parte bassa e nello strascico ho immaginato i paesi che affacciano sul Mediterraneo e poi su fino al Sud Africa. Decisi che sulla passerella avrei fatto camminare l’Africa, la mia visione dell’Africa tradotta con l’arte che amo e che continuamente scopro e conosco. Ecco perché un abito femminile è lo showstopper della collezione.”

Ma l’omaggio all’Africa non si ferma qui. Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Madiba e in suo omaggio Giannuzzi ha utilizzato in ogni capo dei tessuti in cui fosse presente il color oro: o come filo all’interno del tessuto o come colore manualmente applicato successivamente alla tessitura; esattamente come anche per le camicie della speciale Presidential Golden Collection.

Con i colori e il design è evidente che Giannuzzi punta dritto alla sfera emozionale; con l’oro, il metallo dei re, invece punta dritto alla sfera spirituale. La sintesi che ottiene suscita vibrazioni come le musiche di Vivaldi o Wagner. Se di tutto questo lui sia consapevole o meno non importa: lui lo fa e ciò basta. La ricerca estetica, cioè la ricerca della sintesi armonica tra le due sfere, ha fatto affermare a Fëdor Dostoevskij che la bellezza salverà il mondo. Io credo che anche l’arte di Pietro Giannuzzi sia in grado di donarci quella bellezza salvifica.

Francesco Topi