Kekko Silvestre dei Modà e il suo “Cash”

Non si nasce così, con un nome così. Ci si cresce dentro. Cash ce l’aveva un nome di battesimo, ma si è perduto nell’aria, come nell’aria si perde la sfera piumosa di un soffione. […] In Cash c’è suono puro, e c’è suono della sua terra: niente significa Cash, se non il rumore che fa.

Cash è un ragazzo di Cerignola. Un ragazzo giovane, con la voglia di lavorare e rendere felice la sua famiglia e la fidanzata storica, ma arrabbiato con il mondo. Una rabbia che lo divora e che spesso lo porta ad affrontare delle situazioni più grandi di lui.

Cash era senza filtri, fedele a se stesso, trasparente. Eppure, tanta trasparenza confondeva anche quelli che pure l’avevano saputa cogliere. Ormai, gli è restata soltanto la famiglia.

Perché Cash è impulsivo, sempre pronto a battersi per difendere i più deboli. È un ragazzo con la voglia perenne di urlare al mondo che lui può riuscire in tutto, che non serve avere un lavoro fisso per essere “qualcuno”, ma che basta esserci al momento giusto. Quando però tutto cambia improvvisamente, per Cash, è l’inizio di una grande avventura che lo porterà fino in America.

E allora Vecchio, te lo dico il mio motivo, visto che lo vuoi sapere: io voglio dimostrare a me stesso che posso portare a termine qualcosa. Che sia boxe, che sia amore, che sia lavoro, voglio riuscire a portare a termine una cosa per dirmi solo una volta, almeno una: bravo Cash.

Kekko Silvestre ci racconta, con la semplicità delle sue parole, e ci trascina nel mondo di Cash. Ci parla di un ragazzo che ha la voglia di dimostrare a se stesso che tutto è possibile e che la vita ci regala sempre mille emozioni. Un romanzo che si legge tutto d’un fiato. Per chi come me ama i testi dei Modà, ha rivisto pienamente in Kekko l’essenza del suo essere e del suo raccontare una storia come se fosse una lunga canzone.

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Halloween per tutti i gusti

Tagliamo subito la testa al toro alle polemiche del tipo “Halloween è un’americanata”.

Per questo, chiamo in aiuto Alberto Angela. «Prego, Alberto, parlaci delle origini di Halloween».

«Grazie, Felicia. Halloween è una festività importata negli USA dagli immigrati irlandesi. La celebrazione della notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre risale infatti a un antico culto celtico e, prima ancora, a quello della dea romanaPomona.

L’arrivo di novembre ha sempre segnato per questi popoli (quindi anche per noi italici) la fine dell’estate e dei raccolti, di cui Pomona era la patrona, e l’arrivo dell’inverno.

A questa transizione stagionale era attribuita anche una carica misteriosa, che ha portato a trasformare la celebrazione della dea e del buon raccolto, in una serie di riti apotropaici per scongiurare l’arrivo di spiriti maligni, tra cui, appunto, indossare maschere spaventose».

«Grazie infinite, Alberto».

Dunque, anche noi italiani possiamo tranquillamente festeggiare la notte del trentuno ottobre senza paura di risultare patetici imitatori delle mode d’oltreoceano.

Per non ritrovarsi a corto d’idee all’ultimo minuto, vi suggerisco quattro soluzioni per una serata di Halloween di sicuro successo.

Halloween social

Questa è la soluzione perfetta per tutti quelli che “Io a casa non ci voglio stare!”.

No, nessuna serata in costume in discoteca. Si chiama dis-Ordinaria questa rubrica!!!

Opzione 1: cena con delitto. Io ci sono stata e mi sono divertita come una pazza. È come fare parte di un giallo di Agatha Christie, solo che i protagonisti siamo noi.

Queste cene vengono spesso organizzate in ristoranti, ma per Halloween, le location diventano più esotiche, tipo in castelli, manieri o ville di campagna. Noi invitati alla cena, mentre mangiamo, assistiamo a una vera opera teatrale con attori che inscenano un delitto. Durante la serata verranno rivelati degli indizi che ci serviranno per scoprire il colpevole dell’omicidio. Sono davvero divertentissime e io ho sempre mangiato anche molto bene.

Questo è uno dei siti di riferimento, ma su internet ne troverete tantissime: http://www.cenaconildelitto.com

Mi raccomando! Partite per tempo a organizzarvi, perché di solito fanno il tutto esaurito.

Opzione 2: Escape room. Tu e i tuoi amici sarete intrappolati in una stanza (una cantina, una cripta, una prigione, un sotterraneo… comunque qualcosa di molto creepy) e come in un film dell’orrore dovrete trovare il modo di uscire, e non sarà facile. Avrete un tempo massimo per farlo, e sfuggire al serial killer psicopatico che vi ha rinchiusi. Brividi e adrenalina assicurati.

Qui per tutte le info: http://intrappola.to/it/our-escape-rooms/

Halloween Goloso

Dieta vietata per questa serata all’insegna del cibo. Dolcetto o scherzetto? Ma è ovvio! Dolcetto!

Organizzate una cena (tra amici o con la vostra dolce metà) tutta a base di dolci.

Quante volte ci è capitato di fare cene buonissime e arrivare al dessert ormai sazi? Io, mille.

Bene, stavolta il problema non si pone, perché il dessert èla cena!

Qualche idea? La fonduta di cioccolato è sempre molto apprezzata. Al latte, bianco, fondente, come lo preferite, mettete il pentolino col cioccolato fuso al centro del tavolo e divertitevi a inzupparci biscotti, frutta, marshmallows.

Per stare in tema, servite anche meringhe a forma di osso, dita di strega di pastafrolla (qui la videoricetta: https://www.youtube.com/watch?v=gOj9Ml0h7UQ) e cheesecake di zucca!

Non devono mancare neanche le caramelle gommose a forma di verme e denti di vampiro.

Cosa fare dopo cena? Cluedo e Brivido: il meglio dei giochi da tavolo halloweeniani.

Halloween libroso

Per chi preferisce una serata più intima, la soluzione “divano-coperta-libro” è senza dubbio un evergreen. Ma è halloween e bisogna renderla un po’ spettrale!

Luci spente! Leggiamo con una (o più candele) a farci luce, come se fossimo in un maniero di un romanzo gotico (se avete il camino, ancora meglio. Accendetelo!)

Tè caldo speziato o vin brulè ci faranno compagnia durante la lettura, senza dimenticare qualcosa di buono (e dolce) da smangiucchiare tra una pagina e l’altra. Pagine di libri dell’orrore, ovviamente! Tipo questi:

Storie di fantasmi, Mammut Newton Compton Editori;

Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore, Edgar Allan Poe, Mammut Newton Compton Editori;

Tutti i romanzi e i racconti fantastici e dell’orrore, Arthur Conan Doyle, Mammut Newton Compton Editori;

Il sottofondo musicale perfetto è una base da brividi: su YouTube trovate un sacco di playlist con suoni di temporali, tuoni, fulmini, porte che sbattono, passi sul pavimento, catene trascinate, urla raccapriccianti, fantasmi, pianoforti posseduti… il massimo per suggestionare la lettura!

Ecco qui alcuni video sound perfetti… io ho già paura:

Haunted Halloween Mansionhttps://www.youtube.com/watch?v=sCgqiOzXE-g

Haunted Undead Graveyardhttps://www.youtube.com/watch?v=8OjWY60LE8U

Ghastly Gasps and Halloween Screamshttps://www.youtube.com/watch?v=uXhl-InQUaY

Halloween Cult

Niente di meglio di una maratona di film horror lunga tutta la notte per festeggiare Halloween come si deve! E va preparata con tutti i carismi! Pizzette, pop corn freschi (mi raccomando!), gelati mini porzione (tipo gli Häagen-Dazs), divano pieno di cuscini e coperte, e ovviamente VIA TUTTE LE LUCI!

E siccome parliamo di film cult, eccovi cinque horror da guardare e riguardare:

La notte dei mori viventi, Romero, 1968. Brividi vintage in bianco e nero.

Il mistero di Sleepy Hollow, Burton, 1999

From Hell, La vera storia di Jack Lo squartatore, Fratelli Hughes, 2001

Necropolis – La città dei morti, Dowdle, 2014

The Others, Amenabar, 2001

N.d.R.: nessun divulgatore scientifico è stato maltrattato durante la scrittura di questo articolo!

Multipotenzialità

“Che cosa vuoi fare da grande?”, ho chiesto a mio figlio di otto anni. Lui ha fatto un enorme sorriso, poi mi ha risposto: “Voglio fare il calciatore, il medico, lo youtuber… e voglio anche guidare l’ambulanza”. Quanti di voi, di fronte a questa domanda si sono trovati in difficoltà a dare un’unica risposta, da piccoli, ma anche ora da grandi, e hanno risposto come Simone, elencando una serie di attività? Bene, siete dei multipotenziali. Anche Simone mi ha guardato in modo strano e mi ha chiesto: “Mutli-che?”. Sarà Fabio Mercanti con il suo nuovo libro Multipotenziali a dare una risposta, non solo a Simone.

Un multipotenziale è chi non ha un’unica vocazione nella vita, ma ha la necessità e la curiosità di spingersi verso qualcosa di nuovo che allarghi l’orizzonte delle sue conoscenze e gli permetta di percorrere nuovi sentieri. Fabio Mercanti parla dell’importanza dei multipotenziali nell’ambito delle nuove organizzazioni e di un mercato del lavoro, sempre più caratterizzato dalla precarietà dei ruoli e delle posizioni. La multipotenzialità non è solo un modo particolare di vivere il lavoro, ma anche un modo di essere, un’identità professionale.

Scoprirsi, costruirsi, realizzarsi: sono le fasi che individui nel tuo libro per la creazione dell’identità professionale. Qual è l’identità professionale di un multipotenziale? “È una identità professionale molteplice. Per farmi capire meglio mi piace proporre una sorta di esercizio. Se sostituiamo la parola multipotenziale con vocazione e ripercorriamo le tre fasi che hai elencato, quello che otteniamo è la storia di una carriera. Una persona scopre la sua vocazione professionale, ad es. fare l’avvocato, la costruisce e si costruisce mettendo insieme pezzo dopo pezzo, proprio come si fa per innalzare un edificio, nel caso della professione di avvocato bisogna prendere una laurea in legge, fare pratica presso uno studio professionale e infine superare gli esami di stato abilitanti alla professione, e si realizza giorno dopo giorno, dopo l’abilitazione bisogna creare le condizioni per poter lavorare: creare partnership con altri colleghi in studi associati, trovare dei clienti per operare in modo autonomo, fare domanda per essere assunto da una grande azienda, etc. Di là della professione specifica, è una carriera comune, scelta, accettata, apprezzata, ambita. Ma per alcuni questo percorso lineare, unico non porta alla realizzazione, alcuni hanno bisogno di un percorso molteplice: è in questa molteplicità che si trova l’identità professionale del multipotenziale”.

I multipotenziali non seguono un’unica vocazione lavorativa, ma si muovono attraverso percorsi di studio e professionali vari che permettono lo sviluppo di competenze originali. Qualunque sia il modo in cui venga percepito il successo da un individuo, realizzare se stesso e le proprie ambizioni in maniera completa o ottenere il maggior valore economico possibile con la sua opera, l’importante è scegliere in maniera libera e autonoma, accollandosi la responsabilità dei propri errori, senza aver paura di fallire, sperimentando le proprie abilità e i propri confini.

Il Mercanti sottolinea tre capacità cardine di chi non ha un’unica vera vocazione: il rapido apprendimento, che facilita lo studio approfondito della materia e il passaggio da una materia all’altra senza problemi; la sintesi, quella che permette l’intersecarsi di due idee diverse, provenienti anche da campi differenti: l’innovazione è figlia di questa commistione; l’adattabilità, per essere idoneo a un determinato scopo, per far fronte alle necessità professionali richieste.

Spesso parli di tempi giusti, cioè di quei tempi che portano a cambiare attività lavorativa nell’arco di una giornata, ma anche nell’arco di una vita. Qual è il segreto di chi gestisce bene il proprio tempo? Come si fa a dare il giusto valore e il giusto spazio alle attività da svolgere all’interno di una giornata? “Alla base c’è l’equilibrio. Per dare un senso al tempo e il giusto valore alle proprie attività non serve nessuna tecnica di time management. La sfida più grande è equilibrare passioni, obblighi, interessi, nuovi progetti e capire quando lasciare qualcosa e quando iniziarne una nuova. Vale per tutti, ma per un multipotenziale questo equilibrio è vitale e strettamente connesso alla realizzazione di cui parlavamo prima. Multipotenziale non significa riuscire a fare, bene o male, tutto quello che si vuole, ma saper gestire al meglio la propria molteplicità e costruire una personale carriera proponendo valore”.

Emilie Wapnick, imprenditrice, consulente professionale, blogger, artista, career coach, community leader, definisce i multipotenziali come persone con molti interessi e occupazioni creative, che non seguono un percorso lineare, ma si muovono trasversalmente, attraversando molti campi. Esistono diversi tipi di multipotenziali: hug approch, esce dai confini del suo ruolo professionale per interagire con le specializzazioni dei suoi collaboratori, diverse per competenze, linguaggi, tecniche; slash approch, svolge attività diverse nella stessa giornata, ad es. gli artisti che hanno un lavoro fisso e suonano di notte; Einstein approach, svolge un’attività principale, più importante a livello remunerativo, e delle attività secondarie laterali che non hanno rilevanza di tipo economico, ma che con il tempo potrebbero rimpiazzare la prima; Phoenix approach, si dedica a un solo lavoro per volta, ma per un periodo di tempo limitato, fino a quando cioè non lo lascia, lo brucia, per poi rinasce da quelle ceneri verso una nuova realtà lavorativa.

Harry L. Davis durante il discorso dell’Università di Chicago ha detto: “Le persone, quando vanno al lavoro, a volte lasciano parti di se stesse nel bagagliaio dell’auto”. Quali parti di te porti nella giornata lavorativa e che cosa c’è nel tuo bagagliaio? “C’è un aneddoto personale legato a questa frase. Durante la scrittura di Multipotenziali  pensavo spesso all’epigrafe da inserire nel libro, ma a pochi giorni dalla stampa non ne avevo scelta ancora una. Poi, casualmente, una sera ho letto il discorso di uno speaker che citava appunto Harry Davis e, leggendo questa frase, ho pensato: “Wow, è perfetta! È esattamente ciò che voglio stimolare con il mio libro: aprire un bagagliaio fatto di capacità, talenti, caratteristiche individuali, percorsi professionali e parole con le quali descrivere tutta questa complessità”. Ed è quello che sto cercando di fare nella mia vita. Se oggi apro il mio bagagliaio trovo diversi attrezzi: letteratura, customer care, editoria, scrittura, informatica, commercio e soprattutto tanto dialogo con le persone. E sono consapevole che solo se valorizzo tutto questo insieme riesco, oggi, a costruire per poter vedere realizzati i miei progetti nel prossimo futuro”.

Qualunque sia l’approccio usato, i multipotenziali non si dedicano per tutta la vita a un’unica dimensione lavorativa, né si conformano a una carriera precostituita. La loro necessità è di sapersi muovere con disinvoltura in diversi ambiti lavorativi, capacità necessaria per chi è costretto a cambiare lavoro, e di disegnare in maniera autonoma la propria carriera, capacità che permette l’ottimale inserimento nella precarietà del contesto lavorativo attuale e che si propone come una nuova modalità di superamento del concetto di flessibilità.

Come vivi la tua felicità?

Fiore, Orange, Petalo, Bloom, Giardino

La felicità è un’emozione che indica una ricchezza interiore, di accettazione e tranquillità, verso noi stessi e verso il prossimo.

Ognuno di noi vive la felicità in modo differente, per questo spesso è molto difficile rispondere alla domanda: “Ma tu, sei davvero felice?” Qui di seguito un piccolo test creato per riflettere, in maniera serena e giocosa, su qual è il nostro modo di viverla, questa felicità.

 

1- Durante la tua giornata, ti capita di sorridere spesso e perché?

A Sì, più volte al giorno e senza un motivo in particolare, ma in maniera del tutto spontanea.

B Non spesso, di solito sorrido di fronte a situazioni spiritose che riguardano bambini o animali.

C Sorrido spesso alla battuta di un collega di lavoro o per un video o film divertente alla televisione.

 

2- Un profumo che ti mette subito di buon umore sa di:

A Agrumi.

B Vaniglia.

C Mirra e incenso.

 

3- La cioccolata ti piace di più:

A Al latte.

B Fondente.

C Bianca.

 

4- Un pensiero che subito ti dona buonumore è:

A La sera, a cena con i miei cari.

B Una giornata romantica con il mio amore.

C Un’idea per proporre al mio capo un progetto lavorativo.

 

5- Riordinare casa:

A Ogni giorno un po’ alla volta, per poi non ritrovarsi con tutto da fare nel fine settimana.

B A giorni alterni, ma con costanza.

C Una volta a settimana, grosse pulizie approfondite.

 

6- Come vivi le tue amicizie virtuali su facebook?

A Mi piace comunicare in maniera educata con tutti, ed è davvero piacevole.

B Pochi amici virtuali ma buoni, difficilmente mi faccio coinvolgere in discussioni.

C Faccio fatica a interagire, in verità mi crea spesso disagio.

 

7- La tua alimentazione ideale:

A Mangio di tutto un po’, sia ciò che mi fa bene, sia leccornie.

B Sto attenta/o a ciò che mangio, ma mi concedo qualche eccezione quando mi va.

C Sto sempre attenta/o a ciò che mangio ed evito cibi non sani.

 

8- Fare qualcosa di scomodo, che non ti va ma non puoi evitare, incide molto sul tuo umore?

A No, non incide, penso sia giusto fare anche ciò che non ci piace, è questione di responsabilità.

B Sì incide, ma poi penso che dopo il dovere c’è il piacere.

C Non sopporto proprio fare ciò che non mi piace, anche se essenziale e importante, mi stressa molto.

 

9- L’amore per te è:

A Famiglia.

B Amicizia.

C Compiere un gesto gentile.

 

10- Il tuo primo pensiero positivo tra questi è:

A Sole.

B Cielo.

C Terra.

 

Più risposte A:

La felicità per te è uno stato d’animo. Deriva dalla semplicità, dalle emozioni quotidiane, nel bene e nel male. Crea in te un senso di pace anche nei momenti di difficoltà, perché la vivi in modo totale per affrontare le situazioni senza mai perdere il tuo sorriso che non solo doni a te stesso, ma anche agli altri.

 

Più rispose B:

La felicità per te è praticità e organizzazione: non vivi le emozioni con spontaneità, ma ciò non importa più di tanto, in quanto hai un equilibrio con te stessa/o e hai ben chiaro in mente come vivere la tua felicità e ciò che, invece, ti allontana da questa emozione che tutti meritano di assaporare ogni giorno.

 

Più risposte C:

La felicità per te va conquistata. Sai essere una persona felice, ma non accetti che tutto sia dovuto. Sei molto razionale e, per questo, tendi a non fantasticare sulle emozioni, ma le vivi in maniera concreta senza perdere di vista i tuoi obbiettivi. Sai cos’è la felicità, e sai come conquistarla ogni giorno di più.

 

 

Gli AperìPink di Chiara!

È sempre difficile parlare di sé stessi, ma oggi possiamo fare uno strappo alla regola! Sono Chiara (e non vale fare quel genere di battute Ah, ma non sei Chiara, sei scura per via dei miei occhi castani e i capelli tendenti al cioccolato) ho 18 anni suonati e frequento il primo anno di università.

Sono iscritta alla facoltà di Scienze della comunicazione e questo autorizza noi studenti anche a comunicare e socializzare il più del dovuto; insomma usiamo la scusa di essere studenti di scienze della comunicazione per imbucarci alle feste! Ecco la verità!

Sin da piccola ho la passione per la scrittura, ma ancora prima della lettura. Questo mi ha spinta ad aprire il mio blog di libri Living among the books, è stato un gran trampolino di lancio che mi ha permesso di avviare collaborazioni importanti con case editrici/autori e di aprire anche un omonimo canale YouTube! Senza dimenticare la mia pagina instagram in cui il trash è uno dei temi predominanti. Insomma forse sono seria… nel tempo libero.

Al blog ho affiancato la collaborazione con delle riviste a carattere letterario quali Sul Romanzo e Pink Magazine Italia, appunto.

Ah, dimenticavo. Parlavamo della scrittura, beh se scrivo mi sento libera e quando non lo faccio sto male, invece. E siccome uno dei miei difetti (ma in questo caso potrebbe essere visto come un pregio) è essere testarda sono riuscita a farmi spazio nel mondo della media editoria, infatti a maggio ho pubblicato con la casa editrice Lettere Animate, il mio primo romanzo Non giurare sulla luna e non vi dico le lacrime di gioia che ho provato nel vedere il mio “figlio di carta” al Salone di Torino.

Ultime news sulla sottoscritta: mangio in continuazione, amo il “salato” e ho un’avversione per il trash, il rosa e i lama. Dicono tutti che sono un terremoto, ma in realtà sono una persona estremamente sensibile e fragile. E lo so che adesso parte il coro Bugiarda! Non ti crede nessuno!, ma è vero…

Mi fermo qui, ho scritto troppo. Ah, perché un altro mio difetto è essere logorroica.

Chiara Rametta

Ransie la strega

Quante volte abbiamo ripensato ai cartoni animati della nostra infanzia? Quante volte ci siamo inteneriti al ricordo di alcune scene degli anime che ci hanno accompagnato durante il tortuoso ma stimolante percorso della nostra crescita?

Quando ripenso alle mie passioni infantili non posso fare a meno di indugiare sul confortevole e confortante ricordo di cartoni animati come Lady Oscar, Georgie, Creamy e tanti altri. Tra tutti però, uno dei più divertenti è sicuramente stato Ransie la Strega.

Batticuore notturno – Ransie la strega (ときめきトゥナイト Tokimeki Tunait) è tratto dal manga di Koi Ikeno del 1982 e pubblicato dalla Shūeisha in Giappone. Nello stesso anno il Group TAC ne ha tratto anche un anime diviso in 34 episodi, diretto da Hiroshi Sasagawa, andato in onda in Italia con il titolo Ransie la strega, mentre il manga è stato pubblicato dalla Star Comics solo nel 2002.

Nei primi volumi del manga la trama corrisponde a quella dell’anime: la protagonista è appunto Ransie Lupescu (Ranze Eto), una tranquilla studentessa delle scuole medie, che in realtà nasconde un grande segreto: è la figlia di un vampiro di nome Boris (Mori), uno pseudoscrittore, e di un lupo mannaro, la bionda Shiira. Tutta la famiglia di Ransie proviene dal Mondo Magico (noto in Italia come “Regno Supremo” o “Inferno”), dove vivono mostri e figure mitologiche di ogni genere dotate di poteri soprannaturali.

Anche Ransie ha dei superpoteri: assume le sembianze delle vittime del suo morso, lasciandole in stato incosciente, il tutto fino a quando Ransie non starnutisce riprendendo in tal modo il suo aspetto originario e le vittime non ricordano nulla.

Ransie viene educata come un’umana: frequenta la scuola pubblica e si innamora di un compagno di classe, Paul Cavor (Shun Makabe), destando l’ira dei suoi genitori che preferirebbero naturalmente un genero proveniente dal Regno Supremo e dotato di poteri soprannaturali; inoltre c’è una legge del Regno Supremo che vieta le unioni “miste”. Il suo amore all’inizio non sembra ricambiato: Paul è più concentrato sullo sport che ama – la boxe – e inoltre Ransie ha anche una rivale, Lisa (Yoko), innamorata del ragazzo, orfana di madre e figlia di un boss della yakuza, a sua volta innamorato della madre di Paul.

La trama del manga, così come quella dell’anime, ruota intorno all’amore contrastato di Ransie per Paul, e si arricchisce a mano a mano di particolari più o meno comici e di frequenti colpi di scena.

Il manga ha diversi livelli di lettura ed è adatto a un pubblico di ragazzi così come a quello di adulti. La strega vampira Ransie è un perfetto personaggio che ammalia e nel contempo intenerisce. Che morde, piange, ride e ama. Una di noi, insomma.

Steak House Old Wild West

Ebbene sì, tra i miei posti preferiti c’è di sicuro anche la steak house. Dalla premessa potete chiaramente capire di cosa tratta questa recensione.

Un ottimo posto per pranzi veloci, dall’atmosfera giovanile e allegra. La mia steak house favorita è l’Old Wild West; in questo ambiente si respira la tipica aria del saloon americano, ma con pietanze decisamente italiane.

L’OWW è un locale dai toni country nata dall’idea innovativa del gruppo Cigierre di Udine, è un ottimo rifugio per le pause pranzo o una allegra serata con gli amici.

Tavoli in legno, alcuni sono inseriti in copie di carri del far west con tanto di telone color panna. Gli sgabelli vicino al bancone hanno la seduta che riproduce una sella da cavallo. Alle pareti sono riportate le frasi famose dei nativi americani e alcuni oggetti richiamano i pionieri, cowboy, pistoleri e cacciatori di oro. Addossate alle pareti troviamo delle piccole mangiatoie piene di arachidi che i clienti si possono servire usando dei contenitori di latta; si portano al tavolo e si sgranocchiano, sono un ottimo aiuto calorico in attesa dell’ordinazione. I gusci si buttano a terra.

Passiamo alla parte importante: il cibo. Vasta scelta di piatti per tutti i gusti; per gli amanti della carne o del pesce, per i vegetariani e per i bambini. Si può partire con ottimi e stuzzicanti antipasti, per poi scegliere i piatti del menù tradizionale OWW o quello Tex-Mex. Ogni piatto è completo di contorno e salsa Old Wild West, una delizia. I prodotti sono freschi, la carne è di ottima scelta, si possono gustare le tenere costine di maiale alla BBQ. Una specialità è anche il Galletto Old Wild West. Il tutto annaffiato dall’ottima birra in bottiglia con: Miller, Chill Lemon, Peroni Gran Riserva e Corona. Non dimentichiamoci quelle alla spina: St. Benoit, Urquell, Miller.

Alla fine non si può rinunciare a un buon dessert, anche quelli sulla scia dei nomi americani: American Pancake, Cheesecake, Red Velvet e la classica Apple Pie. Per chi vuole rimanere più leggero, giusto per illudersi, la scelta si può fare tra: coppetta Oreo, affogato Venchi o la classica coppetta Brownie. Scommetto che un leggero languorino vi ha assalito.

Gli Old Wild West sono sparsi per tutta Italia e anche all’Estero. Il primo è quello del Centro Commerciale Città Fiera in provincia di Udine, naturalmente quello dove io mi reco più spesso. Il personale è giovane, dinamico e gentile. Tutti gli OWW accettano pagamenti con le carte di credito e Apple Pay, hanno la connessione internet con Wi Fi free per i clienti.

Stefania P. Nosnan 

Antigone al Macro di Roma


MACRO 17 novembre 2018 – h. 17
ANTIGONE FILM – Le arti, il mito, il cinema, per un viaggio nelle emozioni e nelle libertà umane e femminili
“Non è qui il mio posto.
Il mio amore qui non ha senso,
è peccato, è crimine, è follia.”
La Movie Factory presenta ANTIGONE il nuovo film di Carlo Benso. In occasione dell’uscita ufficiale del teaser del film, attualmente in fase di pre produzione, nella location dell’arte libera tot court, il MACRO ASILO di Roma, ANTIGONE si fa evento d’arte partecipata, coinvolgimento dei sensi in uno svelamento emozionale, visivo, polisensoriale, delle innumerevoli sfaccettature dell’amore e della libertà. Attraverso la figura iconica di Antigone stessa, che sarà interpretata e “vista” ma anche fatta vedere, nelle performance, nelle video art, nelle musiche, nei gesti attoriali, nelle parole.

Antigone, tra mito, realtà, speranza. Se è un mito, appunto, “come ogni mito è inesauribile per provocazione e saggezza, per amore e dannazione. Un mito che percorre le epoche della storia umana rimanendo sempre attuale e vivo in ogni presente. Il suo mistero contiene il nostro mistero, e da ogni punto lo si voglia guardare sembra riflettere una condizione esistenziale e umana tanto vasta che è impossibile non caderci dentro… Antigone va oltre la legge che divide, per una legge nascosta in ogni persona, la legge dell’amore. Tanto individuale il suo gesto quanto universale.” (note del regista).

 

Durante la serata evento, alla presenza della protagonista del teaser e del futuro film, Désirée Giorgetti, del regista a autore Carlo Benso e del cast artistico e tecnico del film, sarà raccontata genesi e volontà di un’opera che unisce in modo armonico, sinergico e originale tutte le arti; sarà anche raccontato il progetto intero, che vorrà coinvolgere i territori in cui sarà girato per creare veri e propri laboratori vivi di cinema, per il presente e per il futuro.
Nel corso dell’evento si esibiranno in performance tra amore, vita, morte, scontro sociale, danza, pittura, distrizione e creazione, mente e spirito, gli artisti Lara Pacilio, Corrado Delfini e Claudia Quintieri.

Bellone. Un vino giovane a avvolgente

Oggi non ho voglia di cucinare, quindi mi preparo una piadina. Il dilemma è con cosa annaffiarla, ma la mia cantinetta è pronta a fornirmi un ottimo vino. Con la piadina farcita ci andrebbe un bel rosso, ma spezzo la tradizione e stappo un Bellone dell’azienda Martino V di Genazzano.

Iniziamo parlando dell’etichetta che si presenta semplice, l’argento del nome dell’azienda si contrappone all’avorio della carta. Non ci sono disegni particolari, possiamo definire una grafica minimalista, il che può lasciare l’acquirente un po’ interdetto. Bisogna superare l’idea delle etichette pesantemente ornamentate.

Quando si stappa la bottiglia, si può chiaramente affermare che il contenuto non rispecchia la grafica. Ci troviamo avvolti da profumi giovani, leggermente vanigliati e fruttati che sono davvero invitanti. Come resistere? E mentre la piadina si scalda, mi lascio tentare da questo nettare.

Al palato si sente tutto il suo gusto pieno, persistente e avvolgente. Posso dire che è ottimo anche come aperitivo o accompagnando un pezzetto di formaggio. I profumi, per una profana come me, non sono totalmente identificabili; mentre lo verso nel calice, emergono chiaramente le fragranze fruttate, che vengono confermate quando lo si sorseggia. Il colore è, come si usa dire in enologia, paglierino deciso.

Ora che il mio pranzo è pronto, vi lascio all’immaginazione di questo abbinamento davvero fantastico. Ebbene sì, il vino Bellone si sposa benissimo con la mia piadina: prosciutto crudo di San Daniele, mozzarella rigorosamente di latte italiano, melanzane grigliate e scaglie di grana padano.

Non mi resta che salutarvi, alzando il calice e darvi appuntamento alla prossima recensione.

Dati informativi del Bellone:

Azienda: Martino V di Genazzano nel Lazio

Grado: 13° vol

Varietà: Bellone 100%

Zona di produzione: Colline dell’alto Lazio.

http://www.martinoquinto.it/

https://www.instagram.com/explore/tags/martinoquinto/

Stefania P. Nosnan

 

 

Birthday Girl di Penelope Douglas

Birthday Girl di Penelope Douglas (Newton Compton, 2018) è a tutti gli effetti un libro “intrecciato”. Intrecciato come i bellissimi abbracci che si concedono i protagonisti: Jordan e Pike; intrecciato come il loro folle e chiacchierato amore. Un sentimento che nasce dalla convivenza forzata tra la giovane Jordan e il maturo Pike; in quanto Jordan, inizialmente, è la fidanzata di Cole, figlio di Pike.

Questo sentimento tra i protagonisti cresce in ogni pagina. Scava sempre più in profondità, in modo incalzante e diretto. È un tuffo tra l’incontro di due generazioni distanti, ma che l’amore e la passione avvicinano fino alla fusione.

Jordan che ha tutta la vita davanti, Pike che ferma la sua, per aspettare questa giovane ragazza che l’ha portato di nuovo a credere nell’amore. Un libro accattivante, la cui scrittura senza troppi filtri è intensamente imbevuta di romanticismo, e ci porta a sognare di quest’amore contrastato per antonomasia, chiacchierato e colpito da pregiudizi. I protagonisti lottano per viverlo senza rimorsi.

“Il tempo ti passa davanti come un proiettile, e la paura ti offre le scuse che cerchi per non fare quello che sai che dovresti fare. Non dubitare di te stessa, non mettere in dubbio le decisioni che hai preso; non lasciarti bloccare dal timore, non essere pigra e non basare le tue decisioni sulle aspettative e la volontà degli altri. Prenditi quello che vuoi e basta, va bene?”

Mirtilla Amelia Malcontenta