Multipotenzialità

“Che cosa vuoi fare da grande?”, ho chiesto a mio figlio di otto anni. Lui ha fatto un enorme sorriso, poi mi ha risposto: “Voglio fare il calciatore, il medico, lo youtuber… e voglio anche guidare l’ambulanza”. Quanti di voi, di fronte a questa domanda si sono trovati in difficoltà a dare un’unica risposta, da piccoli, ma anche ora da grandi, e hanno risposto come Simone, elencando una serie di attività? Bene, siete dei multipotenziali. Anche Simone mi ha guardato in modo strano e mi ha chiesto: “Mutli-che?”. Sarà Fabio Mercanti con il suo nuovo libro Multipotenziali a dare una risposta, non solo a Simone.

Un multipotenziale è chi non ha un’unica vocazione nella vita, ma ha la necessità e la curiosità di spingersi verso qualcosa di nuovo che allarghi l’orizzonte delle sue conoscenze e gli permetta di percorrere nuovi sentieri. Fabio Mercanti parla dell’importanza dei multipotenziali nell’ambito delle nuove organizzazioni e di un mercato del lavoro, sempre più caratterizzato dalla precarietà dei ruoli e delle posizioni. La multipotenzialità non è solo un modo particolare di vivere il lavoro, ma anche un modo di essere, un’identità professionale.

Scoprirsi, costruirsi, realizzarsi: sono le fasi che individui nel tuo libro per la creazione dell’identità professionale. Qual è l’identità professionale di un multipotenziale? “È una identità professionale molteplice. Per farmi capire meglio mi piace proporre una sorta di esercizio. Se sostituiamo la parola multipotenziale con vocazione e ripercorriamo le tre fasi che hai elencato, quello che otteniamo è la storia di una carriera. Una persona scopre la sua vocazione professionale, ad es. fare l’avvocato, la costruisce e si costruisce mettendo insieme pezzo dopo pezzo, proprio come si fa per innalzare un edificio, nel caso della professione di avvocato bisogna prendere una laurea in legge, fare pratica presso uno studio professionale e infine superare gli esami di stato abilitanti alla professione, e si realizza giorno dopo giorno, dopo l’abilitazione bisogna creare le condizioni per poter lavorare: creare partnership con altri colleghi in studi associati, trovare dei clienti per operare in modo autonomo, fare domanda per essere assunto da una grande azienda, etc. Di là della professione specifica, è una carriera comune, scelta, accettata, apprezzata, ambita. Ma per alcuni questo percorso lineare, unico non porta alla realizzazione, alcuni hanno bisogno di un percorso molteplice: è in questa molteplicità che si trova l’identità professionale del multipotenziale”.

I multipotenziali non seguono un’unica vocazione lavorativa, ma si muovono attraverso percorsi di studio e professionali vari che permettono lo sviluppo di competenze originali. Qualunque sia il modo in cui venga percepito il successo da un individuo, realizzare se stesso e le proprie ambizioni in maniera completa o ottenere il maggior valore economico possibile con la sua opera, l’importante è scegliere in maniera libera e autonoma, accollandosi la responsabilità dei propri errori, senza aver paura di fallire, sperimentando le proprie abilità e i propri confini.

Il Mercanti sottolinea tre capacità cardine di chi non ha un’unica vera vocazione: il rapido apprendimento, che facilita lo studio approfondito della materia e il passaggio da una materia all’altra senza problemi; la sintesi, quella che permette l’intersecarsi di due idee diverse, provenienti anche da campi differenti: l’innovazione è figlia di questa commistione; l’adattabilità, per essere idoneo a un determinato scopo, per far fronte alle necessità professionali richieste.

Spesso parli di tempi giusti, cioè di quei tempi che portano a cambiare attività lavorativa nell’arco di una giornata, ma anche nell’arco di una vita. Qual è il segreto di chi gestisce bene il proprio tempo? Come si fa a dare il giusto valore e il giusto spazio alle attività da svolgere all’interno di una giornata? “Alla base c’è l’equilibrio. Per dare un senso al tempo e il giusto valore alle proprie attività non serve nessuna tecnica di time management. La sfida più grande è equilibrare passioni, obblighi, interessi, nuovi progetti e capire quando lasciare qualcosa e quando iniziarne una nuova. Vale per tutti, ma per un multipotenziale questo equilibrio è vitale e strettamente connesso alla realizzazione di cui parlavamo prima. Multipotenziale non significa riuscire a fare, bene o male, tutto quello che si vuole, ma saper gestire al meglio la propria molteplicità e costruire una personale carriera proponendo valore”.

Emilie Wapnick, imprenditrice, consulente professionale, blogger, artista, career coach, community leader, definisce i multipotenziali come persone con molti interessi e occupazioni creative, che non seguono un percorso lineare, ma si muovono trasversalmente, attraversando molti campi. Esistono diversi tipi di multipotenziali: hug approch, esce dai confini del suo ruolo professionale per interagire con le specializzazioni dei suoi collaboratori, diverse per competenze, linguaggi, tecniche; slash approch, svolge attività diverse nella stessa giornata, ad es. gli artisti che hanno un lavoro fisso e suonano di notte; Einstein approach, svolge un’attività principale, più importante a livello remunerativo, e delle attività secondarie laterali che non hanno rilevanza di tipo economico, ma che con il tempo potrebbero rimpiazzare la prima; Phoenix approach, si dedica a un solo lavoro per volta, ma per un periodo di tempo limitato, fino a quando cioè non lo lascia, lo brucia, per poi rinasce da quelle ceneri verso una nuova realtà lavorativa.

Harry L. Davis durante il discorso dell’Università di Chicago ha detto: “Le persone, quando vanno al lavoro, a volte lasciano parti di se stesse nel bagagliaio dell’auto”. Quali parti di te porti nella giornata lavorativa e che cosa c’è nel tuo bagagliaio? “C’è un aneddoto personale legato a questa frase. Durante la scrittura di Multipotenziali  pensavo spesso all’epigrafe da inserire nel libro, ma a pochi giorni dalla stampa non ne avevo scelta ancora una. Poi, casualmente, una sera ho letto il discorso di uno speaker che citava appunto Harry Davis e, leggendo questa frase, ho pensato: “Wow, è perfetta! È esattamente ciò che voglio stimolare con il mio libro: aprire un bagagliaio fatto di capacità, talenti, caratteristiche individuali, percorsi professionali e parole con le quali descrivere tutta questa complessità”. Ed è quello che sto cercando di fare nella mia vita. Se oggi apro il mio bagagliaio trovo diversi attrezzi: letteratura, customer care, editoria, scrittura, informatica, commercio e soprattutto tanto dialogo con le persone. E sono consapevole che solo se valorizzo tutto questo insieme riesco, oggi, a costruire per poter vedere realizzati i miei progetti nel prossimo futuro”.

Qualunque sia l’approccio usato, i multipotenziali non si dedicano per tutta la vita a un’unica dimensione lavorativa, né si conformano a una carriera precostituita. La loro necessità è di sapersi muovere con disinvoltura in diversi ambiti lavorativi, capacità necessaria per chi è costretto a cambiare lavoro, e di disegnare in maniera autonoma la propria carriera, capacità che permette l’ottimale inserimento nella precarietà del contesto lavorativo attuale e che si propone come una nuova modalità di superamento del concetto di flessibilità.

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Come vivi la tua felicità?

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La felicità è un’emozione che indica una ricchezza interiore, di accettazione e tranquillità, verso noi stessi e verso il prossimo.

Ognuno di noi vive la felicità in modo differente, per questo spesso è molto difficile rispondere alla domanda: “Ma tu, sei davvero felice?” Qui di seguito un piccolo test creato per riflettere, in maniera serena e giocosa, su qual è il nostro modo di viverla, questa felicità.

 

1- Durante la tua giornata, ti capita di sorridere spesso e perché?

A Sì, più volte al giorno e senza un motivo in particolare, ma in maniera del tutto spontanea.

B Non spesso, di solito sorrido di fronte a situazioni spiritose che riguardano bambini o animali.

C Sorrido spesso alla battuta di un collega di lavoro o per un video o film divertente alla televisione.

 

2- Un profumo che ti mette subito di buon umore sa di:

A Agrumi.

B Vaniglia.

C Mirra e incenso.

 

3- La cioccolata ti piace di più:

A Al latte.

B Fondente.

C Bianca.

 

4- Un pensiero che subito ti dona buonumore è:

A La sera, a cena con i miei cari.

B Una giornata romantica con il mio amore.

C Un’idea per proporre al mio capo un progetto lavorativo.

 

5- Riordinare casa:

A Ogni giorno un po’ alla volta, per poi non ritrovarsi con tutto da fare nel fine settimana.

B A giorni alterni, ma con costanza.

C Una volta a settimana, grosse pulizie approfondite.

 

6- Come vivi le tue amicizie virtuali su facebook?

A Mi piace comunicare in maniera educata con tutti, ed è davvero piacevole.

B Pochi amici virtuali ma buoni, difficilmente mi faccio coinvolgere in discussioni.

C Faccio fatica a interagire, in verità mi crea spesso disagio.

 

7- La tua alimentazione ideale:

A Mangio di tutto un po’, sia ciò che mi fa bene, sia leccornie.

B Sto attenta/o a ciò che mangio, ma mi concedo qualche eccezione quando mi va.

C Sto sempre attenta/o a ciò che mangio ed evito cibi non sani.

 

8- Fare qualcosa di scomodo, che non ti va ma non puoi evitare, incide molto sul tuo umore?

A No, non incide, penso sia giusto fare anche ciò che non ci piace, è questione di responsabilità.

B Sì incide, ma poi penso che dopo il dovere c’è il piacere.

C Non sopporto proprio fare ciò che non mi piace, anche se essenziale e importante, mi stressa molto.

 

9- L’amore per te è:

A Famiglia.

B Amicizia.

C Compiere un gesto gentile.

 

10- Il tuo primo pensiero positivo tra questi è:

A Sole.

B Cielo.

C Terra.

 

Più risposte A:

La felicità per te è uno stato d’animo. Deriva dalla semplicità, dalle emozioni quotidiane, nel bene e nel male. Crea in te un senso di pace anche nei momenti di difficoltà, perché la vivi in modo totale per affrontare le situazioni senza mai perdere il tuo sorriso che non solo doni a te stesso, ma anche agli altri.

 

Più rispose B:

La felicità per te è praticità e organizzazione: non vivi le emozioni con spontaneità, ma ciò non importa più di tanto, in quanto hai un equilibrio con te stessa/o e hai ben chiaro in mente come vivere la tua felicità e ciò che, invece, ti allontana da questa emozione che tutti meritano di assaporare ogni giorno.

 

Più risposte C:

La felicità per te va conquistata. Sai essere una persona felice, ma non accetti che tutto sia dovuto. Sei molto razionale e, per questo, tendi a non fantasticare sulle emozioni, ma le vivi in maniera concreta senza perdere di vista i tuoi obbiettivi. Sai cos’è la felicità, e sai come conquistarla ogni giorno di più.