Bellone. Un vino giovane a avvolgente

Oggi non ho voglia di cucinare, quindi mi preparo una piadina. Il dilemma è con cosa annaffiarla, ma la mia cantinetta è pronta a fornirmi un ottimo vino. Con la piadina farcita ci andrebbe un bel rosso, ma spezzo la tradizione e stappo un Bellone dell’azienda Martino V di Genazzano.

Iniziamo parlando dell’etichetta che si presenta semplice, l’argento del nome dell’azienda si contrappone all’avorio della carta. Non ci sono disegni particolari, possiamo definire una grafica minimalista, il che può lasciare l’acquirente un po’ interdetto. Bisogna superare l’idea delle etichette pesantemente ornamentate.

Quando si stappa la bottiglia, si può chiaramente affermare che il contenuto non rispecchia la grafica. Ci troviamo avvolti da profumi giovani, leggermente vanigliati e fruttati che sono davvero invitanti. Come resistere? E mentre la piadina si scalda, mi lascio tentare da questo nettare.

Al palato si sente tutto il suo gusto pieno, persistente e avvolgente. Posso dire che è ottimo anche come aperitivo o accompagnando un pezzetto di formaggio. I profumi, per una profana come me, non sono totalmente identificabili; mentre lo verso nel calice, emergono chiaramente le fragranze fruttate, che vengono confermate quando lo si sorseggia. Il colore è, come si usa dire in enologia, paglierino deciso.

Ora che il mio pranzo è pronto, vi lascio all’immaginazione di questo abbinamento davvero fantastico. Ebbene sì, il vino Bellone si sposa benissimo con la mia piadina: prosciutto crudo di San Daniele, mozzarella rigorosamente di latte italiano, melanzane grigliate e scaglie di grana padano.

Non mi resta che salutarvi, alzando il calice e darvi appuntamento alla prossima recensione.

Dati informativi del Bellone:

Azienda: Martino V di Genazzano nel Lazio

Grado: 13° vol

Varietà: Bellone 100%

Zona di produzione: Colline dell’alto Lazio.

http://www.martinoquinto.it/

https://www.instagram.com/explore/tags/martinoquinto/

Stefania P. Nosnan

 

 

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Birthday Girl di Penelope Douglas

Birthday Girl di Penelope Douglas (Newton Compton, 2018) è a tutti gli effetti un libro “intrecciato”. Intrecciato come i bellissimi abbracci che si concedono i protagonisti: Jordan e Pike; intrecciato come il loro folle e chiacchierato amore. Un sentimento che nasce dalla convivenza forzata tra la giovane Jordan e il maturo Pike; in quanto Jordan, inizialmente, è la fidanzata di Cole, figlio di Pike.

Questo sentimento tra i protagonisti cresce in ogni pagina. Scava sempre più in profondità, in modo incalzante e diretto. È un tuffo tra l’incontro di due generazioni distanti, ma che l’amore e la passione avvicinano fino alla fusione.

Jordan che ha tutta la vita davanti, Pike che ferma la sua, per aspettare questa giovane ragazza che l’ha portato di nuovo a credere nell’amore. Un libro accattivante, la cui scrittura senza troppi filtri è intensamente imbevuta di romanticismo, e ci porta a sognare di quest’amore contrastato per antonomasia, chiacchierato e colpito da pregiudizi. I protagonisti lottano per viverlo senza rimorsi.

“Il tempo ti passa davanti come un proiettile, e la paura ti offre le scuse che cerchi per non fare quello che sai che dovresti fare. Non dubitare di te stessa, non mettere in dubbio le decisioni che hai preso; non lasciarti bloccare dal timore, non essere pigra e non basare le tue decisioni sulle aspettative e la volontà degli altri. Prenditi quello che vuoi e basta, va bene?”

Mirtilla Amelia Malcontenta