Figlie di una nuova era di Carmen Korn

#AnteprimaFazi

La sinossi della casa editrice recita così: Figlie di una nuova era sono quattro donne che incontriamo per la prima volta da ragazze, ad Amburgo, alle soglie degli anni Venti. Hanno personalità e provenienze molto diverse: Henny, e la sua amica di sempre Käthe, ostetriche, di estrazione sociale diversa, Ida, rampolla di buona famiglia, ricca e viziata, e Lina, insegnante anticonformista.

Ma il libro racconta molto di più delle loro singole storie che corrono parallelamente e talvolta si incontrano; intorno a loro gravita una miriade di altri personaggi che entrano prepotentemente nell’intreccio generale. Le vicende di tutti loro, collocate in una precisa epoca storica, compongono un quadro tristissimo e composito perché con loro viene rappresentato uno spaccato trasversale della società tedesca all’indomani della disastrosa prima guerra mondiale fino ai postumi della Seconda.

A essere raccontata non è solo una storia, ma la Storia, che ha per protagonista una intera generazione. I personaggi che ruotano intorno alle quattro ragazze, non compiono gesta eroiche o avventure per terre lontane, ma il semplice atto di vivere.

C’è un carico di sofferenza indicibile e ineluttabile che grava come macigno sulla narrazione, costituito dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale che incombe e poi esplode con una violenza indicibile. Il tempo così come le pagine scorrono veloci e leggere susseguendosi in giorni, mesi e anni che trascinano con sé inermi e ignare esistenze umane.

La follia fatta abitudine. Correre in cantina, nel bunker, per proteggersi. Proteggersi da ciò che cadeva dal cielo. Le bombe. E, nei giorni tranquilli, cercare di non pensarci.

La tragedia immane e gli orrori della Seconda Guerra Mondiale sono sperimentati direttamente sulla pelle della gente comune che vede le sue già precarie condizioni sconvolte dal profondo e private di ogni brandello di normalità e dignità.

“Sono morte milioni di persone” osservò Campmann. Poi ammise fra sé che i grandi numeri non influivano sulle tragedie dei singoli.

Un libro che parla di guerra, dell’uomo che uccide l’uomo, e intanto celebra l’amore, l’amicizia, la lealtà e la solidarietà umana; un libro che parla di leggi antirazziali, persecuzioni e stermini e intanto celebra l’amore multietnico, i sentimenti e i valori indistruttibili.

Un libro che nella sua minuziosità di nomi, ore e luoghi -città, quartieri, vie- si avvicina a essere cronaca di una guerra annunciata e sconfigge il pregiudizio che considera la Germania un Paese indiscriminatamente nazista quando il popolo tedesco ha anch’esso subito la guerra, con le deportazioni e i bombardamenti, il terrore e l’angoscia.

Controcanto tedesco a Generazione perduta di Vera Brittain, potrebbe essere l’ennesima voce per gridare forte al mondo che la guerra è sempre sbagliata e non c’è una parte giusta da cui stare.

Avevano accompagnato al treno figli, mariti e fratelli… Potevano solo sperare di vederli tornare sani almeno nel corpo, perché per lo spirito non c’erano speranze. Appartenevano a una generazione dannata, che aveva sopportato ben due guerre mondiali. Dopo la prima si erano riempiti di buoni propositi, ma non erano riusciti a evitarne una seconda.

Come nella vita non c’è finale consolatorio e bisogna sempre guardare avanti.

In fondo al vulcano si dipartono strade che portano fuori dall’abisso.

Una serie che va proseguita, che va assolutamente completata.

Annunci

Un pensiero su “Figlie di una nuova era di Carmen Korn

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...