In Vino Veritas!

Quante volte ci poniamo questa domanda: Che vino posso offrire? Che vino regalo? È un dilemma per molti e devo dire che non è facile scegliere in un mare di aziende vinicole più o meno famose. Con onestà bisogna ammettere che la prima cosa che si guarda è il prezzo, almeno io, questo è uno dei punti dolenti; quando si compra una bottiglia di vino non bisogna guardare l’etichetta del prezzo. Un ottimo vino non è mai a buon prezzo e noi vogliamo fare bella figura, specie se la cena è importante, anzi fondamentale; magari un anniversario o una bella notizia. C’è un però in agguato, non è detto che il prezzo rispecchi il vino acquistato. Come si fa a sapere se la scelta è stata oculata? Bisogna affidarsi a Eat Drink Love di Pink Magazine, che con questa rubrica cercherà di sviscerare i segreti, i trucchi e sfatare i falsi miti sulla bevanda degli Dei e che Bacco che la mandi buona, anzi una bottiglia del migliore.

I latini dicevano: In Vino Veritas, quindi per scrivere questo post un calice di ottimo prosecco è d’obbligo. Conosciamo questa bevanda millenaria, le cui radici risalgono ai Sumeri. Successivamente ha avuto un’espansione in tutto il mondo grazie alla sua versatilità nel trovare habitat ovunque, tranne all’Antartide, ma lì poche cose resistono. Cenni storici ci portano in Egitto, poi in Grecia e da qui l’introduzione in tutta Europa dove ha trovato terreno fertile. Furono gli Etruschi e successivamente i Romani a perfezionare le tecniche di vinificazione, quindi grazie a loro se l’Italia è uno dei migliori produttori di questo nettare.

Venendo ai nostri giorni nella nostra amata patria si possono contare 310.000 aziende vinicole per un fatturato di 12,4 miliardi di Euro, con una produzione di 47 milioni di ettolitri. Che dire? Bei numeri! Tornando a questa inebriante delizia possiamo e dobbiamo fare delle distinzioni, perché ci sono varie tipologie: bianco, rosso, rosato, passito, novello, spumante e liquoroso.

Il mondo del vino è immenso, quando si parla di vini autoctoni si intende vini originali di un certo luogo. Poi si varia tra D.O.C., D.O.C. G e I.G.T. Ogni vino è indicato per una tipologia di piatto, avvenimento e se vogliamo anche bicchiere. Siete frastornati o ubriacati? Effettivamente quando si parla con uno del settore, poco dopo si esce completamente alticci e non per gli assaggi. Chi opera in questo bellissimo ambiente ha un amore reverenziale per questo prodotto; un amore il più delle volte corrisposto. Personalmente vivo in questa realtà da ben trent’anni e non si finisce mai di imparare. Una cosa importante da sapere e che tutti gli enologi ripetono: il vino è vivo! Respira, si alimenta, cresce e invecchia; se viene trattato con amore diventerà un grande vino.

Questa piccola introduzione è per spiegare la nuova rubrica Eat Drink Love Food & Wine di Pink Magazine. Premetto che non è una sponsorizzazione, ma un racconto sulle mie esperienze nel settore, date da degustazioni e visite alle aziende vitivinicole. Questo angolo vuol essere un aiuto per arricchire la tavola con un tocco di eleganza, ammaliando gli invitati. Nel prossimo articolo parleremo di vino bianco, il mio preferito tra l’altro, mi concentrerò su determinate caratteristiche, gli abbinamenti e naturalmente su alcune aziende più o meno famose. Perché non è importante il marchio, ma il prodotto che sia gradevole al palato, persistente in bocca e che esalti la pietanza.

Ricordatevi di bere bene, ma con giudizio e di non guidare dove aver bevuto.

Stefania P. Nosnan

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Sul lago nero

In scena uno spazio vuoto, chiuso tra due pareti. Un luogo fisico e al tempo stesso mentale, spazio del ricordo, la casa, unico luogo nel quale è possibile riconoscersi e ricongiungersi con il proprio passato, uno spazio di mezzo, contaminato dagli influssi del esterno: da una parte il lago, dall’altra la cameretta; ma questi non esistono se non come varchi invalicabili, spazi lontani e segreti. Qui, due famiglie si rincontrano dopo quattro anni, forse pronte a confrontarsi con quello che sono, cercando di trovare un senso alla scelta dei propri figli. Da quel giorno, il tempo è congelato e il presente compare e scompare tra ciò che deve accadere e ciò che è già accaduto.

Fritz e Nina hanno 15 anni e scelgono di non assumersi la responsabilità di continuare a vivere, per non essere contaminati scappano da un mondo che “non è bello”; Ciò che resta è il fantasma di due famiglie che non possono fare a meno di scontrarsi con l’assenza e la continua presenza dei loro errori. Quattro persone che non riescono a comprendersi, che cercano, affannandosi un contatto tra loro, che però si manifesta come frattura, un urto violento, distruttivo, l’uno sull’altro.

Alla fine non restano che schegge, macerie, frammenti di vetro per terra appuntiti e aguzzi. Sul Lago nero ci ha portato, a prendere in considerazione a confrontarci con la normalità, con il quotidiano, e con ciò che si cela dietro a esso, un mostro che forse è insito in ognuno di noi e ci appartiene.

Paolo Costantini

Info e prenotazioni

ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria presso l’infoline 3341835543

attivo dal 4 ottobre (lun-sab 10-13 e 14-17)