Il peggio è passato e gli ho sorriso

Ho lavorato molte volte con Ginevra Roberta Cardinaletti, la conosco e la stimo come donna e come professionista – psicologa, editorialista, scrittrice – che ai titoli accademici accosta un dono più importante, la capacità di ascoltare, di andare oltre le apparenze. Le sue ultime pubblicazioni sono Il peggio è passato e gli ho sorriso e Undici donne nelle pagine di un diario, entrambi pubblicati con Aloha edizioni. Il primo è un romanzo autobiografico, un percorso a colori, pieno di amore: “saper cambiare insieme è quel che so dell’amore”; il secondo è una raccolta di racconti, undici ritratti di donna, anzi dodici, c’è una donna che verrà: donne diverse o differenti parti della stessa donna. La Cardinaletti descrive l’unicità di ogni individuo, incastonando la diversità all’interno di una rete di connessioni, i cui punti di contatto sono i sentimenti e le emozioni, che parlano una lingua universale. È difficile comprendere, accogliere la diversità: è più facile additarla che abbracciarla. Ecco perché amo definire i suoi libri un elogio all’imperfezione, che, per paradosso, rende unici e irripetibili: “Ho smesso di voler sembrare normale. E rido più spesso”.

L’arte è una forma espressiva del sé: in che modo avviene questa alchimia nella tua? “Credo che il segreto della felicità sia accogliere e donare bellezza, che è anche la forza dell’arte. Quando le persone mi dicono che con i miei libri hanno riso e hanno pianto, allora so che ho fatto bene perché anche io, mentre li ho scritti, ho riso e pianto, quindi c’è stato uno scambio di emozioni, di passione, quindi di vita”. I racconti presenti in Undici donne nelle pagine di un diario sono monologhi interiori, flussi di coscienza che fanno emergere i pensieri segreti delle protagoniste: attraverso la narrazione, la psicologa registra e decodifica verbalmente le dinamiche della psiche, donando al lettore una chiave di lettura che cura l’anima e propone delle vie di uscita da deleteri meccanismi psichici.

In che modo la scrittura può aiutare a guarire le ferite dell’anima? “Leggere e scrivere, se fatto con amore, è un modo di comunicare fortissimo. Aiuta a leggersi dentro e leggersi significa iniziare a comprendersi”. I romanzi dell’autrice sono utili spunti di riflessione che permettono al lettore di dare nuovi significati alle proprie esperienze, soprattutto a quelle percepite come fallimenti: trovare una nuova comprensione dei dolori e delle sofferenze conduce al ristoro e al sollievo dell’anima. “Il dolore non va cancellato, va rispettato”.

Come si può ritrovare nuova forza quando ci si sente stremati dagli eventi della vita? “Gli eventi che ci accadono, soprattutto quelli più duri, sono scossoni che ci dà la vita a cui possiamo rispondere solo con un cambiamento. Non possiamo cambiare gli eventi, ma possiamo cambiare atteggiamento, comportamento, anche le abitudini. I momenti più belli e importanti della mia vita li ho costruiti in seguito agli eventi più dolorosi della mia vita. Ogni volta l’ho guardata e gli ho detto: Ora siamo pari”.

Prima o poi, tutti ci troviamo ad affrontare problemi, dolori, sconfitte, malattie e lutti, fanno parte della vita e non si possono evitare. Bisogna imparare a comprenderli, a capire il loro senso nella nostra vita e, dopo averli accettati, mettere in atto la strategia più giusta per affrontarli e gestirli. Attraverso i suoi romanzi, la Cardinaletti aiuta il lettore e trovare le proprie risposte: i suoi libri sono un messaggio di speranza, scritto con il cuore e “se le cose le fai con il cuore, prima o poi qualcuno lo vede”. Grazie Ginevra.

 

Stai seguendo Simona Colaiuda

 

 

 

 

 

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