Prigionieri di Mauro Corticelli

È con Nescafé Frappé che ho conosciuto Mauro Corticelli. Era al suo esordio letterario e nei cenni biografici, sulla quarta di copertina, si definiva aspirante scrittore: ne sorrisi. Oggi con Prigionieri è alla terza pubblicazione, la seconda con Pendragon, nota casa editrice bolognese. Benché diversi, i romanzi presentano tre elementi comuni: uno è la città di Bologna, un’amata costante. Corticelli è orgoglioso delle sue origini, come i suoi personaggi, e del fatto di non riuscire a pronunciare la lettera z, come i suoi concittadini.

In che modo Bologna appartiene alla tua vita e ai tuoi romanzi?

Bologna non è solo la città in cui sono nato, ma è una parte di me, delle mie emozioni. Ogni suo angolo rappresenta un ricordo, una persona, una risata, un pianto, uno slancio o una caduta. Per questo motivo le storie che racconto partono sempre da qui anche se non sempre i pareri, che i personaggi esprimono su questa città, sono positivi: un legame viscerale non deve togliere obiettività. Bologna è una bellissima donna, ma ha i suoi difetti. L’altro elemento è l’amore, che si alza tra le righe come una brezza leggera e influenza in modo inesorabile l’intento dei personaggi e la sorte delle loro storie. “I fallimenti hanno tutti un cattivo sapore, ma quelli sentimentali sono i peggiori” e ancora “la vita può diventare una prigione molto lunga se sceglierai di non vivere quell’amore” scrive il narratore di Prigionieri. In quest’ultimo romanzo, l’amore acquista una connotazione più ampia, un significato più profondo. Ambientato durante la seconda guerra mondiale, il romanzo fa un parallelo tra il conflitto esterno che altera gli equilibri mondiali e quello interno di Carlo, costretto a rinnegare la sua patria, la sua vita, i suoi affetti: una battaglia esterna che trasforma anche l’anima e il cuore, “la guerra è un frullatore, i sentimenti diventano incontrollabili e nessuno ne ha colpa. Dialoghi con la morte, assisti a cose atroci, il futuro non esiste, esiste sì e no il presente”.

Che cos’è per te l’amore?

Non ho avuto un rapporto facile con l’amore tanto che a volte ho pensato che questa parola sia solo una convenzione umana in cui si è voluto per forza racchiudere un numero enorme di emozioni diverse. Invecchiando, sento crescere una certa disillusione verso l’amore e più mi guardo intorno, più penso alla mia vita, più credo che esistano tanti meravigliosi innamoramenti e pochissimi, rari, meravigliosi amori. Il terzo elemento è il mistero e la conseguente ricerca della verità. Il romanzo è una storia nella storia, una storia antica che incede lenta e si fonde con quella contemporanea: nell’una vibra l’eco dell’altra. Due destini simili, due uomini che non si arrendono allo status quo, due cuori che continuano a cercare la libertà di potersi esprimere, di poter amare ed essere amati. “La verità cambia sempre tutto, e lo fa in positivo, anche quando fa male. È l’unica strada da seguire. Credo che tu dovresti cercarla più spesso. La vita è prima di tutto tua, poi degli altri, non puoi sempre adattarti alle situazioni”.

Quali verità hai trovato nella tua vita? Che cosa cerchi ancora?

A volte, per fortuna, è la verità che ha trovato me; la cosa più difficile però è riuscire a dirla, a comunicarla al mondo e, soprattutto, alle persone che ci sono vicine e ci amano. Tutti vogliamo la verità poi quando ci riguarda, ed è scomoda, facciamo fatica ad accettarla. Quindi potrei dire che la più grande verità che ho trovato è proprio sforzarsi di dire la verità. Cosa cerco ancora? Tante piccole cose che riescano a darmi momenti di felicità o qualcosa che gli si avvicini.

Grazie Mauro per la tua disponibilità.

Tiziano Ferro dice che l’amore è una cosa semplice, io credo che non lo sia affatto, così come la felicità non è una cosa facile da trovare, però vale la pena impegnarsi nella loro ricerca perché, come scrive anche Carlo sulle pagine del suo diario, “la guerra ti fa capire quanto effimero possa essere il nostro passaggio su questa terra”. E presto o tardi, arriva il giorno in cui ognuno si troverà di fronte al proprio personale conflitto mondiale, e, chi non avrà il coraggio di combattere, si scoprirà chiuso in una vita che diventerà essa stessa una prigione e i sentimenti soffocati, le parole taciute, gli amori perduti, saranno punteruoli conficcati nei pensieri, dentro al cuore.

Arrivederci a presto sulle pagine di Pink Magazine Italia.

 

 

 

 

 

 

 

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