Il Grand Tour in Umbria

 

Pare che il termine Grand Tour sia stato utilizzato per la prima volta dall’inglese Richard Lassels nella sua guida The Voyage of Italy nel 1670.

Roma era la meta clou di questo viaggio di formazione che solo giovani rampolli nobili potevano permettersi in luogo o in aggiunta al corso di studi universitario. Se il capofamiglia era di manica larga ci si poteva spingere anche più giù fino a Napoli, o addirittura nella calda e assolata Sicilia.

Per arrivare a Roma comunque, il percorso dal nord prevedeva il passaggio degli Appennini facendo quasi tappa obbligata in Umbria: questo almeno è ciò che fece Goethe che rimase sicuramente affascinato dalle cittadine di Terni e di Spoleto, oltre che rapito dalla visione delle Cascate delle Marmore.

Nei libri di viaggio e nelle guide, la Cascata viene esaltata per l’impetuosità e la ricchezza delle acque, l’intensità del suo arcobaleno, l’assordante fragore, il paesaggio che la circonda. Pur avendo costituito fonte di ispirazione per artisti di vario tipo, conquistò il suo definitivo ruolo nella cultura figurativa e poetica del Sette-Ottocento grazie alla localizzazione di Terni lungo il percorso del Grand Tour, attraverso l’Europa, partendo da Parigi, attraversando il centro della Francia, quindi la Svizzera e finalmente l’Italia. Così la Cascata divenne una delle bellezze da vedere obbligatoriamente.
Il suo arcobaleno venne collocato come Pompei e il Vesuvio tra le meraviglie italiane, giustificando il gran numero di dipinti e incisioni a essa dedicati. La consacrazione definitiva nella cultura europea avvenne grazie ai versi di George Byron, che nel IV canto de “Il pellegrinaggio del giovane Aroldo” ne esalta il concetto di “orrida bellezza”.

Volgiti ancora e guarda! Ella s’avanza
come un’eternità, per ingoiare
tutto che incontra, di spavento l’occhio
beando, impareggiabil cateratta 
orribilmente bella!

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) rimase incantato dal paesaggio dell’Umbria, dalle sue bellezze naturali e paesaggistiche. Egli arrivò in Umbria da Firenze nell’ottobre del 1786, e visitò Perugia, Assisi, Foligno, Spoleto e Terni: “In un mattino incantevole lasciai Perugia e provai la felicità di essere nuovamente solo. La città è in bella posizione, la vista del lago straordinariamente amena: mi sono ben impresso nella mente quelle visioni”, annotò il poeta nel suo diario.

Anche il Tempio di Minerva ad Assisi colpì l’immaginario di Goethe che una volta giunto sul luogo, accompagnato da un giovane del posto, scrisse: “Finalmente giungemmo alla città veramente antica ed, ecco, davanti ai miei occhi, quell’illustre monumento, il primo completo monumento dell’antichità che io contemplavo”. Celebre è anche la frase con cui il poeta, nel suo taccuino di viaggio in Italia, manifestò il suo apprezzamento verso il Ponte delle Torri di Spoleto e verso l’utilità civica delle opere architettoniche antiche: “L’arte architettonica degli antichi è veramente una seconda natura, che opera conforme agli usi e agli scopi civili. È così che sorge l’anfiteatro, il tempio, l’acquedotto”.

Di passaggio a Terni il 27 ottobre del 1786, Goethe la definì una “cittadina in una posizione ridente, che ho ammirato con piacere, in un giro fatto ora. Si trova al principio di una bella pianura, fra monti di roccia calcarea. Come Bologna dalla parte opposta, così Terni al di qua si stende ai piedi di una catena di monti…“. Non poté fare a meno di stupirsi per la presenza diffusissima degli ulivi: “In un terreno molto sassoso ho visto oggi le piante d’olivo più grandi e più annose (antiche) mai viste”. Il grande scrittore tedesco si incuriosì a tal punto da fornire ai lettori del suo voluminoso “Italienische Reise” (tradotto con il titolo di “Viaggio in Italia”) anche delle informazioni sulle modalità di raccolta delle olive:”Siamo al principio della raccolta delle olive. I contadini le abbacchiano con le pertiche. Quando si annunzia un inverno precoce, il resto della raccolta si lascia sui rami fino a febbraio”.

Furono questi giovani aristocratici, per lo più ricchi di buona famiglia, quei pochi che all’epoca potevano permettersi il viaggio fine a se stesso e non giravano per le capitali d’Europa con una macchina fotografica al collo, ma avevano con sé pennelli, tavole, penne e quaderni, che inventarono il Tour, qualcosa che non era mai esistito prima e che un giorno sarebbe diventato quel fenomeno di massa che oggi ha guadagnato il nome di turismo.

http://www.marmorefalls.it/ita/6/la-cascata/?&sub=6
http://www.umbriatouring.it/nel-cuore-dei-tedeschi/
https://www.umbriatourism.it/it/-/i-luoghi-del-grand-tour-nel-ternano
http://www.quattrocolonne-news.it/2017/04/12/grand-tour-umbria/
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Me and the Devil, il romanzo di Maria Elena Cristiano

Siamo cresciuti imparando da Doctor Faustus che si può vendere l’anima al diavolo in cambio della più alta conoscenza del mondo e della natura stessa; ma il racconto insegna che Satana in persona, alla fine, richiede sempre un pagamento per i suoi servigi e l’anima di un essere umano è il prezzo di scambio più richiesto. Ma le regole possono cambiare se non è l’essere umano a richiedere un servigio? Può cambiare il pagamento se è il diavolo stesso ad offrirti la chiave per il tuo più profondo desiderio?

A questa domanda può rispondere Frank, il moderno Faustus di Maria Elena Cristiano, protagonista del romanzo Me and the Devil edito da Delos Digital. Frank è il chitarrista e leader del gruppo rock X-Mas con un’unica ossessione: riscrivere la storia del rock e diventare famoso. Un sogno che hanno, chi più chi meno, tutti i musicisti. E chi direbbe di no ad una piccola scorciatoia, anche se è Satana ad offrirtela? È lui a donare i suoi servigi, non tu a richiederli: non è proprio l’offrire l’anima al Diavolo, il pagamento dovrebbe essere differente. Lui accetta, come farebbe qualsiasi persona pronta a tutto pur di realizzare i propri sogni. Ed è per questo che Frank si ritroverà catapultato in una spirale di violenza, morti misteriose e allucinazioni, intervallate dal classico stereotipo anni ’80, dove è ambientata la storia, sesso, droga e rock ‘n’ roll.

È una piacevole scoperta, quasi un romanzo psicologico che narra, con realtà e fantasia, del rapporto degli esseri umani con il trascendentale e il paranormale, con una forza ultra terrena diabolica, potente e distruttiva da cui, di norma, le persone mirano a tenersi lontane, impaurite da un qualcosa al di là della propria comprensione e controllo; un discorso assecondato da scene d’azione, dialoghi veloci, serrati e al limite del blasfemo, con attimi di pura tensione che si alternano a quelli di disincarnato divertimento al fine di spezzare, con mezzi sorrisi, la tensione insita nella narrazione stessa.

Maria Elena Cristiano arriva a scrivere un romanzo nuovo, a metà tra un horror/splatter e casalingo, un connubio che rende piacevole la lettura e con uno stile mai banale che attira il lettore e lo invoglia a continuare la lettura, magari di sera, sotto le coperte, con la pioggia che picchetta sui vetri, accompagnati dal fantasma della musica che aleggia a ogni pagina.

Libri, amori e segreti – Estate di Della Parker

Arrivati alle porte dell’estate, il club di lettura uscito dalla fantasia di Della Parker sembra congedarsi dagli appuntamenti fissi di questi ultimi mesi con il presente episodio.

Questa volta il libro scelto è Il Grande Gatsby che saluta l’ingresso di un nuovo componente nominato membro onorario del club. E non a caso lasciamo l’Inghilterra per volare in America dove il gruppo si sposta compatto.

Sullo sfondo del parco divertimenti di Disney World, dove Anne Marie ha deciso di festeggiare le sue nozze con Thomas, conosciamo il testimone di nozze Mikey, che si inserisce nel gruppo e anzi lo costringe a tirare un po’ le fila del particolare rapporto che si è instaurato ogni volta tra le vicende personali di una di loro -Serena, Grace, Jojo, Kate, Anne Marie- e il romanzo di turno. Averli riuniti tutti è un’ottima occasione per salutarli e riepilogare le loro esistenze e vicende passate.

La tendenza a scegliere romanzi che riecheggiassero la realtà era stato un argomento su cui avevano discusso un bel po’ nei loro incontri mensili, solo che non era poi così sicura che ne avrebbero dovuto parlare in pubblico.

In questo caso Mikey, che si dichiara interessato a Il Grande Gatsby, è deciso a invertire il corso degli eventi: la vita è già abbastanza complicata per farsi condizionare anche dai libri; e da un amore del passato che ci ha tanto ferito. Andiamo a scoprire come?

Intanto Anne Marie è alle prese con un terribile dilemma: lei e suo padre hanno organizzato una mega festa prematrimoniale radunando tutti gli amici in una location -è proprio il caso di dire- da favola ma lei non è più sicura di voler sposare Thomas, di volerlo come compagno di una vita intera… Mille i dubbi che la assalgono, distrutta dal senso di colpa deve far buon viso a cattivo gioco per non rovinare almeno il soggiorno alle sue amiche ciascuna delle quali ha i suoi piccoli guai o segreti da rivelare.

Malgrado l’epilogo debba attraversare una complicazione drammatica, tutto è bene quel che finisce bene!