Dirty Dancing al Teatro Olimpico

Ieri ha debuttato al Teatro Olimpico di Roma il musical Dirty Dancing, di cui già avevamo annunciato l’arrivo nella Capitale (clicca qui: Dirty Dancing arriva a Roma!)

Lo spettacolo, già campione d’incassi con oltre 115.000 presenze nei primi tre mesi di rappresentazione, conclude a Roma la sua prima tournée italiana ed è già record di presenze.

Sul palco assistiamo alla fedele ricostruzione del film, nato nel 1987 dalla penna di Eleanor Bergstein, che non avrebbe mai immaginato un tale successo. Il racconto di Baby e della sua storia d’amore con il bello e tormentato Johnny, maestro di ballo, nasce durante l’estate degli anni Sessanta nel resort Kellerman. Dirty Dancing, the Classic Story on Stage ha la capacità di conquistare e coinvolgere non solo gli habitué dei musical, ma ha la capacità di avvicinare al teatro una nuova ed eterogenea parte di pubblico, impaziente di assistere “dal vivo” alla storia tra Johnny e Baby raccontata da musiche e coreografie indimenticabili, fedelmente riprese dalla versione cinematografica. Spiccano nel cast Sara Santostasi una credibilissima Baby che incarna la ragazza idealista e piena di sogni alle prese con il suo primo vero amore e Giuseppe Verzicco, nei panni di Johnny, che dà al personaggio un’immagine più romantica e non stereotipata. Bravo Simone Pieroni nel ruolo del padre di Baby e ottima la ballerina Federica Capra, flessibile come un giunco. Bravi i ballerini e belli anche i costumi. Passiamo assieme a questi artisti – veri pezzi da novanta – due ore godibilissime e piene di pathos scenico.

L’allestimento celebra i trent’anni del film e si avvale della regia di Federico Bellone, con la supervisione della stessa Eleanor Bergstein.

Il musical è, tra l’altro, un grande orgoglio italiano, dal momento che è stato l’unico titolo anglosassone il cui allestimento è stato esportato in tutto il mondo,  West End di Londra compreso. Questa versione dello spettacolo è reduce da successi in Inghilterra, Germania, Spagna, Austria, Monte Carlo, Messico, Belgio, Lussemburgo, e presto Francia, ed è fedele alla pellicola del 1986 da cui ha origine.

Notevole la colonna sonora che culmina con il brano vincitore di un Premio Oscar e di un Golden Globe  (I’ve Had) The Time of My Life. 

Uno spettacolo, in calendario al Teatro Olimpico fino al 13 maggio, che consigliamo vivamente di andare a vedere. Noi ci torneremo, perché abbiamo in serbo per voi tante sorprese…

 

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