Altamoda a Cosenza

Gran finale di Altamoda alla seconda edizione di Cosenza Fashion Week, evento ideato e organizzato da Giada Falcone.
Anche quest’anno quattro giorni dedicati alla moda con sfilate, workshop, eventi culturali, dibattiti e open day.
Una città che ha risposto bene ad un format originale e innovativo e che ha ospitato tanti giovani stilisti emergenti e i big dell’alta moda.
Special Guest assoluto Anton Giulio Grande che ha ricevuto da Cosenza Fashion Week e dall’amministrazione comunale nella persona del sindaco Mario Occhiuto, il Telesio d’Argento per i suoi primi 20 anni di carriera.
Un testimonial d’eccezione, un esempio di quanto al sud si può fare moda e diventare noti sul panorama nazionale.
In passerella abiti sensuali ed eleganti, veli e trasparenze, una collezione di alta moda, quella di Anton Giulio Grande, lo stilista amato dalle star della tv.
Grande attesa anche per la stilista Sladana Krstic che é riuscita ad incantare il pubblico di Cosenza per la seconda volta con la sua nuova collezione.
Abiti da favola, fantasie e tessuti originali per la stilista croata che ha partecipato anche ad Altaroma con lo staff della Cosenza Fashion week lo scorso gennaio 2018.

Intanto Cosenza Fashion Week si candida a diventare uno degli eventi moda più importanti del Sud Italia anche per la sua partecipazione, con una sezione off a gennaio 2018, all’Interno del calendario ufficiale di AltaRoma.
Un bilancio positivo per l’edizione a Cosenza tenutasi dal 24 al 27 maggio, che ha incantato tutti in termini di visibilità, numeri e prospettive.

Un progetto ambizioso- come ha affermato Giada Falcone- ma che guarda al futuro, per dire che anche al sud si può fare moda concretamente.

Laura Gorini

Collezione: I colori sono emozioni dirette

P/E2019

Stilista: Sladana Krstic

Brand: QueenMood

Modelle: Alessandra Crocco & Teresa Mancini della A Pois di Giada Falcone

Ph.: Domenico Longo

Castello Svevo

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Urban Wrecks di Corrado Delfini

Lo Spazio Arte Petrecca  presenta la mostra personale Urban Wrecks di Corrado Delfini, a cura di Gioia Cativa, con il patrocinio del Comune di Isernia.

La giovane organizzazione molisana accoglie l’artista romano nelle sale dello Spazio Cent8anta-Galleria d’arte, cultura e società, nel centro storico di Isernia, con una proposta articolata in due serie: Periferic e Dynamic Forms, visioni delle periferie di Roma da un osservatore privilegiato, che attraversa i passaggi e i cambiamenti storici, ambientali e industriali della società capitolina nei suoi sobborghi. Realtà, queste, nelle quali l’artista vive e lavora. Le opere, alcune di grandi dimensioni, sono state realizzate mediante l’utilizzo di colori acrilici, collanti e smalti industriali. La mostra include un contributo video dal titolo promo-psychedelic urban wrecks & red dynamic forms, di Monica Pirone. La video installazione ritrae Delfini durante la lavorazione delle opere nel suo “spazio-studio”, come lo descrive l’autrice.

L’appuntamento per la vernice d’apertura è previsto per il giorno 12 giugno 2018 alle ore 19:00, in Corso Marcelli 180, Isernia. Le opere saranno esposte dal 12 al 26 giugno 2018. L’autore sarà presente all’inaugurazione per i saluti di benvenuto insieme ai responsabili della mostra dalle ore 19:30. Per le interviste sarà a disposizione dalle ore 18:30.

“Il passaggio dalla serie Spazio Meccanico a questa, chiamata Periferic, racconta un momento di evoluzione nel pensiero e nell’arte di Corrado Delfini, un passaggio quasi obbligato, una deviazione necessaria improntata su nuove riflessioni, su un nuovo modo di vedere e percepire le cose intorno […]. Periferic parte dalla serie Spazio Meccanico e, attraverso un processo di sottrazione lento, subisce un mutamento quasi camaleontico dove la componente astratta trova un giusto spazio ed equilibrio. Viene a cambiare la visione stessa della città industriale e moderna; si percepisce un approccio più romantico e nostalgico e non così duro e deciso della serie precedente; i colori sottolineano questo cambiamento di rotta, passando da scuri e netti a più delicati, più luminosi e meno pesanti. […].” (dal testo Serie Periferic di Gioia Cativa)

“Delfini approda a un terzo step dove la componente meccanica tende a sparire pur mantenendo intatta l’idea della ricostruzione di una città ideale che, composta da segmenti, arriva a diventare un insieme di masse colorate all’interno di un perimetro. Si sperimenta il rapporto che intercorre nell’incontro sia della superficie che degli altri colori […]. Se sia Spazio Meccanico che Perifericpuntavano sull’elemento visivo industriale, Dynamic Forms supera questo confine e si spoglia di ciò che ha caratterizzato, almeno a livello visivo, l’arte di Corrado Delfini; ciò che vediamo elementi informi saturi di colore, linee nere che marcano confini ma che, spesso, non sono sufficienti. Anche qui possiamo parlare di visioni dall’alto di spazi urbani e non, ma Delfini vi toglie la perfetta suddivisione di questi ultimi e “sporca” con colori e linee […]. Possiamo dunque affermare che cambia la disposizione spaziale, astratta e dinamica della composizione ma, alla fine, ciò che rappresenta è la città, nei suoi spazi urbani, agricoli, verdi o industriali. L’analisi che l’artista fa è puntuale e rispecchia una presa di coscienza della realtà attuale. Le aree verdi, ad esempio, rappresentano forse l’1% della superficie, dimostrando una particolare attenzione all’abusivismo edilizio e alle costruzioni selvagge a discapito di polmoni verdi naturali. […]” (dal testo Dynamic Form di Gioia Cativa)

Copertina: Periferic 07, tecnica mista su tela 90×90, 2018, foto @Marino Festuccia

Maggiori info: URBAN WRECKS

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La vita sessuale delle sirene

Quando Ilaria, al primo appuntamento, gli chiede cosa preferirebbe se dovesse scegliere tra rimanere con lei per sempre oppure non rivederla mai più, Leonardo non ha dubbi: “Per sempre!”
Inizia così la storia d’amore di Leo e Ila, due figli della media borghesia torinese a cui la vita sembra un tranquillo percorso con tappe ben definite: lo studio, il lavoro, il matrimonio.
Il giorno delle nozze, Leo è pieno di entusiasmo e di speranze per la nuova vita che lo attende. Tutto potrebbe immaginare, tranne di trovare la sua sposa nella piscina del ristorante, nuda e avvinghiata a suo fratello. Cosa farà Leo? E come reagirà Ilaria? E gli amici? E i parenti?

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“Da zero a uno cambia tutto, da uno a due o a cento o a mille cambia molto meno. È così per tutte le esperienze della vita: la prima volta lascia il segno e ti cambia lo status, quelle successive, in confronto, contano poco o nulla. Spesso passare da zero a uno è lungo e complicato, ma una volta che ci riesci è come se venisse aperta una breccia, da cui non si può più tornare indietro e da cui si può ripassare in maniera sempre più semplice, ma allo stesso tempo meno appagante.”

Metti una calda serata di inizio estate, questo romanzo sul kindle e il sonno che tarda ad arrivare ed eccomi qua a parlarvene con ancora la sensazione con la quale l’ho letteralmente “divorato” stanotte. Il titolo vi lascerà un attimo interdetti (what?), ma qualsiasi significato stiate cercando di attribuirgli non sarà mai quello reale, ma non voglio svelarvi di più, lo scoprirete leggendo.

In questa storia quello che conta non è l’evento centrale, il focus dell’intreccio, ma il percorso di consapevolezza che questo causerà nei protagonisti. La vita sa sorprenderci proprio nel momento in cui pensiamo in realtà di averla definita, instradata, determinata…o forse no? Perché in fondo, come ci insegna Leo, spesso abbiamo come un rumore di fondo che ci vuol far capire che le cose non sono come sembrano, ma facciamo fatica a sentirlo, forse semplicemente non vogliamo per paura di doverci confrontare con quel qualcosa che potrebbe cambiare il corso del nostro “piano di vita”.

Quello che non uccide, fortifica? In un certo senso l’evento “traumatico” che stravolge i protagonisti in realtà li porterà a conoscersi davvero.

Come definire questo romanzo? Direi proprio un romanzo di formazione contemporaneo, diretto e senza nevrosi psicologiche. Semplicemente uno specchio della realtà che mette il lettore davanti a se stesso.

Divertente, dissacrante e coinvolgente è quel tipo di libro che tutti vorrebbero leggere e che vi consiglio di portare in valigia per le vacanze estive ( immagino già le espressioni dei vostri vicini di ombrellone quando sbirceranno la cover!). Andrea Malabaila è una garanzia!

Buona lettura

Link di acquisto: La vita sessuale delle sirene 

 

Una marina di libri

Una marina di libri, festival dell’editoria indipendente di Palermo, giunta alla sua nona edizione è organizzata dal C.C.N. Piazza Marina & Dintorni, Navarra Editore e Sellerio.

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L’edizione 2018 della manifestazione si svolgerà dal 7 al 10 giugno nel suggestivo scenario dell’Orto botanico dell’Università degli Studi di Palermo (via Lincoln, 2).

Il festival verrà inaugurato giovedì 7 giugno alle 17.
La manifestazione termina ogni giorno alle 24, con chiusura dei cancelli e ultimo ingresso alle 23:30.
Venerdì 8 giugno, la manifestazione chiuderà a pranzo dalle 14 alle 16:30; sabato 9 e domenica 10 giugno l’ingresso sarà continuato dalle 10 alle 24.

Ecco le case editrici indipendenti che parteciperanno alla nona edizione di Una marina di libri, in programma all’Orto botanico di Palermo dal 7 al 10 giugno:

21 editore
40due edizioni
66thand2nd
ad est dell’equatore
Alessandro Polidoro Editore
Angelo Mazzotta editore
Arkadia Editore
Autori Riuniti
Babalibri
Barta
Bonfirraro Editore
CartaCanta
Casa Editrice Giuntina
CasaSirio Editore
Centro di studi filologici e linguistici siciliani
Coazinzola Press
Corrimano edizioni
Dario Flaccovio Editore
Del Vecchio Editore
Di Girolamo Editore
Drago Edizioni 
Edicola
Editrice il Sirente
Edizioni Arianna
Edizioni Black Coffee 
Edizioni Caracol
Edizioni Clichy
Edizioni E/O
Edizioni Estemporanee
Edizioni Henry Beyle
Edizioni Kalós
Edizioni LEIMA
Edizioni Lindau
Edizioni Museo Pasqualino
Edizioni People & Humanities
Edizioni Spartaco
Emons libri & audiolibri
Ensemble
Exòrma Edizioni
Fondazione Ignazio Buttitta
Giambra Editori
Giulio Perrone Editore
Glifo Edizioni
Gorilla Sapiens Edizioni
gran vía
il Palindromo
Infinito Edizioni
inKnot Edizioni
Iperborea
Istituto Poligrafico Europeo | Casa Editrice
Kite Edizioni
L’orma editore 
La Corte Editore
laNuovaFrontiera
Editori Laterza
Laurana Editore
Lavieri edizioni
LiberAria Editrice
Marcos y Marcos
Marotta&Cafiero editori
Mesogea
minimum fax
Miraggi Edizioni
Mohicani Edizioni
Navarra Editore
Neo Edizioni
Nessun Dogma
New Digital Frontiers
nottetempo
Nuova Ipsa Editore
Nutrimenti
Odoya
Officina di Studi Medievali
Orecchio Acerbo Editore
Picarona Italia
Pietro Vittorietti Edizioni
Qanat 
Quodlibet 
Rapsodia Edizioni
Red Star Press
Rosenberg & Sellier
rueBallu Edizioni
Safarà Editore
Sagoma Editore
Scrittura & Scritture
Sellerio
Sinnos editrice
Spazio Cultura Edizioni
Splēn edizioni
SUR
Torri del Vento edizioni
Tunué 
Valtrend editore
Vànvere edizioni
VerbaVolant edizioni
Voland
Zap Edizioni

Qui potete vedere l’elenco delle presentazioni e degli eventi  Programma completo 

Se sarete a Palermo e volete dei “consigli per gli acquisti” ecco i nostri suggerimenti per voi

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Una questione di cuore

L’autrice del bestseller internazionale Un diamante da Tiffany fa di nuovo centro e ci regala un romanzo emozionante!

Karen Swan ha fatto di nuovo centro. Il nuovo romanzo Una questione di cuore (Newton Compton, 2018) supera le aspettative con la sua trama ricca di colpi di scena, di personaggi indimenticabili e di scenari incantevoli.

Il romanzo si snoda su due livelli temporali ben distinti. Il 1974 che vede protagonista Elena Damiani, una donna che ha una vita perfetta. Nata e cresciuta nel lusso, è indiscutibilmente bella: una condizione che le ha sempre aperto tutte le porte. Nessun uomo può resistere al suo fascino. All’età di ventisei anni è già al suo terzo matrimonio, quando capisce di avere incontrato la sua anima gemella. Eppure quello di cui si è appena innamorata è l’unico uomo al mondo che non potrà mai avere, e né il suo fascino né i suoi soldi potranno cambiare le cose.
Nel 2017, invece, Francesca (detta Cesca) Hackett sta vivendo la sua dolce vita romana: accompagna i turisti in giro per la Città Eterna e cerca di dimenticare i fantasmi del suo passato a Londra. Un giorno trova nella spazzatura una borsa: decisa a restituirla, scopre che la proprietaria è la famosa viscontessa Elena dei Damiani Pignatelli della Mirandola. Elena entra subito in sintonia con la giovane che le ha restituito la borsa rubata, contenente una lettera mai aperta, risalente a dodici anni prima. E Francesca si trova ben presto affascinata dai racconti di Elena, ricchi di storie sensazionali. Ma dietro quelle storie si nasconde un segreto sconvolgente.

I personaggi sono ben delineati, la trama scorre liscia e ti fa venir voglia di andare avanti per saperne di più sul rapporto tra Elena e Cesca. I colpi di scena non mancano, così come i sentimenti più veri, puri: dall’amore all’odio; dall’adorazione all’invidia. C’è davvero tutto in questo romanzo.

«Il libro perfetto per l’estate.»
Daily Express

«Colta, capace di gestire la propria immaginazione con la lucida professionalità di un orologiaio svizzero, Karen Swan sa bene come creare un bestseller.»
Il Messaggero

«Un romanzo pieno di passione, ideale per chi ama le storie d’amore con un pizzico di ironia, intrighi e colpi di scena.»
Lancashire Post

Due parole sull’autrice.

Karen Swan ha iniziato la carriera di giornalista di moda, prima di rinunciare a tutto per prendersi cura dei suoi tre figli e realizzare il sogno di diventare una scrittrice. La casa in cui vive si affaccia sulle splendide scogliere del Sussex.

Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller tra cui Un diamante da Tiffany (numero 1 nelle classifiche italiane), Un regalo perfetto, Natale a Notting Hill, Il segreto di Parigi e Natale sotto le stelle. Una questione di cuore è il suo ultimo successo arrivato in Italia.

Napoli Città Libro: il successo del libro al Sud

Un successo, forse, inaspettato ma che ha rinnovato l’entusiasmo degli organizzatori di Napoli Città Libro, il primo Salone del Libro e dell’Editoria ospitato nel capoluogo campano. E la location non poteva essere da mano per questo grande evento: il Complesso Monumentale di San Domenico, nel pieno centro storico della città. Un complesso che, con i suoi affreschi, il chiostro e le monumentali sale ha reso magica un’iniziativa che, da anni, era stata abbandonata a Napoli. E la città stessa non ha fatto mancare il proprio appoggio ma, al contrario, hanno accolto con interesse l’iniziativa, causando una lunga, ma quanto mai orgogliosa, fila davanti alla biglietteria.

Studenti di scuole di ogni ordine e grado hanno invaso gli alti, bianchi corridoi del palazzo, hanno guardato, incuriositi, gli espositori, sfogliato libri e ascoltato le parole dei diversi relatori, più o meno conosciuti dai ragazzi, che, tra le cinque sale messe a disposizione del complesso, hanno raccontato i libri e la loro storia, parlando di tempi attuali e di altri, sepolti dalla patina del passato ma non del vecchio. E non solo studenti, ma anche adulti, uomini e donne che, durante la pausa pranzo del giovedì e del venerdì, non hanno perso l’occasione per curiosare, uomini e donne che, nella giornata del sabato e della domenica, hanno continuato ad invadere via dei Tribunali per riuscire ad entrare all’interno della Fiera, garantendo un tutto esaurito ben oltre le aspettative.

Come per tutti gli eventi di un certo spessore, le critiche, più o meno fondate, non sono mancate. Dopo un inizio settimana con il meteo che faceva esplodere bombe d’acqua e clima fresco – per non dire freddo – per tutta la Campania e che aveva fatto impensierire gli organizzatori a causa dello spazio all’aperto di San Domenico, all’inaugurazione della Fiera scoppia un caldo dal sapore estivo al quale nessuno, dentro e fuori l’organizzazione, avevano pensato e che ha colto gli espositori e visitatori del tutto impreparati. Per quanto non si possa dare agli organizzatori la colpa del caldo improvviso e dell’aria, quasi, irrespirabile all’interno delle sale, gli espositori, invece, hanno espresso chiaramente le loro critiche – giuste e che non potranno far altro che migliorare l’evento per il 2019: disposizione infelice degli stand dei vari editori, sistemati al centro di stretti corridoi e la mancanza, da parte dei piccoli editori, di poter presentare i propri prodotti, a causa dello scarso numero di sale adibite alle presentazioni. A rispondere a queste critiche si sono alzati gli stessi organizzatori, Diego Guida, Rosario Bianco e Alessandro Polidoro che hanno difeso il loro operato e la scelta della location, sottolineando l’intenzione di tutti di non lasciare, come avviene a Roma e Milano, i libri e la cultura ad essi legata fuori dalla città, in grandi spazi industriali, ma di portarli portare il tutto nel cuore pulsante della città, nella zona storica di Napoli, al fine di creare un’attrattiva sia commerciale che turistica, offrire, in altre parole, un’occasione per vedere non solo una fiera del libro ma un vero e proprio salone del libro.

Un successo, forse, inaspettato, al di là di ogni aspettativa, con complimenti e critiche giuste e che verranno tenute in considerazione in attesa del 2019 in cui Napoli Città Libro riaprirà le sue porte.

 

Napoli folla al salone del Libro nel pomeriggio (Newfotosud Renato Esposito)

L’eterno movimento di Veronica Ventavoli

Veronica Ventavoli si classificò terza a Sanremo Giovani 2005 con il brano L’IMMAGINARIO. Dopo un periodo di assenza dalla scena musicale, periodo in cui si è dedicata al conseguimento della Laurea in Storia e a esperienze nel campo del giornalismo, è tornata alla musica lo scorso anno con un nuovo singolo intitolato SENZA DI TE. Oggi, a distanza di qualche mese da quella uscita, torna a proporre alle radio un nuovo brano intitolato ETERNO MOVIMENTO, pop dal passo molto radiofonico e caratterizzato da belle sonorità anni ‘90 che mettono in luce la particolare espressività vocale dell’artista. Scritto da A. Ianni, S. Pulvirenti (compositore candidato al David di Donatello 2014) e A. Simeone, produzione Antonio Ianni/A&P Amati, edizioni musicali APbeat.

Veronica ha iniziato a cantare all’età di 15 anni collaborando con diverse agenzie di spettacolo e associazioni musicali, in veste di solista o all’interno di formazioni pop/rock. Ha partecipato a svariati programmi televisivi su reti regionali e nazionali (ospite fissa di “Vivere Meglio” 2003-2004 su Rete4, di cui era anche interprete della sigla) e a concorsi, forte di un’ottima presenza scenica e di una voce potente e molto espressiva. Nel 1997 vince il “Festival Nazionale degli Interpreti”. Nel 2000 diventa la voce degli Ultraviolet, band electro pop con la quale registra un disco con la Warner. Nel 2004, conclusa l’esperienza con gli Ultraviolet, partecipa come solista all’Accademia della Canzone di Sanremo, e vincendola acquisisce il diritto a partecipare al FESTIVAL DI SANREMO 2005 nella categoria Giovani, firmando contemporaneamente un contratto con la Universal. Alla kermesse sanremese presenta il brano L’immaginario, con il quale si classifica al 3° posto. A tale esperienza, nel 2006, ha fatto seguito l’uscita dell’album L’amore è semplice, per Platinum Studio/Universal e la partecipazione a numerose serate musicali organizzate da radio e televisioni tra cui Rai, Mediaset, Video Italia, Odeon TV, RTL 102,5 e Radio Italia Network. Nel 2009 e nel 2010, con la produzione di Antonio Ianni, incide i singoli “Ma l’amore che cos’è?” e “L’amore si deve imparare”, che superano le preselezioni per il Festival di Sanremo senza però riuscire ad accedere alle serate finali. Successivamente si dedica al completamento degli studi universitari e a un Master in Giornalismo, concedendosi di tanto qualche ospitata e qualche concerto col progetto Acusticanto Project Live. Nel 2017 torna alla discografia originale con un nuovo singolo intitolato “Senza di te”.

 

 

Premio Strega Mixology

Presentati i cinque cocktail che saranno serviti alla 72a edizione del Premio Strega, il prossimo 5 luglio a Roma.
Tra i finalisti una barlady: oltre il 10 percento delle iscrizioni sono donne

Grande evento di mixology presso il Gin Corner e il Ristorante Baccano di Roma, per la presentazione dei cinque cocktail del Premio Strega MixologyNovità assoluta del format, la possibilità, per i cinque barman di servire i propri cocktail originali agli oltre mille partecipanti della settantaduesima edizione del Premio Strega letterario, che si terrà giovedì 5 luglio 2018, a Roma,nella consueta, splendida, cornice del Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. 

Più di 200 le ricette giunte da tutta Italia, oltre il 10 percento delle quali provenienti da barlady, con un sostanziale incremento della partecipazione femminile: la storica azienda Strega Alberti Benevento richiedeva ricette originali a tecnica libera con almeno 3 cl di Liquore Strega e ispirate a uno dei 71 libri vincitori delle passate edizioni del Premio Strega. I cinque drink – tra questi la creazione di una barlady – sono: Testa Dura (composto da Liquore Strega, Amaro Braulio, sherbet limoni e camomilla home made, succo di limone e ginger beer) di Ugo Acampora del Twins, cocktail, wine, coffee di Napoli; Ancora una volta (Liquore Strega, Tanqueray Ten Gin, succo di limone, honey mix Dzenevrà e foglie di menta) di Jonathan Bergamasco del Caffè Imperiale di Vercelli; Ottovolante (Liquore Strega, Vermouth al Pop Corn homemade, Fernet, ginger ale e twist d’arancia) di Gianluca Di Giorgio del Bocum Mixology di Palermo; Cosmo Stregato (Liquore Strega, Vodka Torrone Mix, succo di limone, spuma di bacche e fiori di sambuco con yuzu) di Solomiya Grytsyshyn del Chorus Cafè di Roma e Il compositore stregato (Liquore Strega, whisky torbato, succo di limone, uovo aromatizzato, acqua sciroppata camomilla e menta, grattata di noce moscata) di Edoardo Nervo del Les Rouges di Genova


Il Liquore Strega
Nel lontano 1860 nasce in Campania, a Benevento, lo stabilimento in cui ancora oggi si produce il liquore Strega. Lo Strega é un prodotto completamente naturale ottenuto dalla distillazione di circa 70 tra erbe e spezie, provenienti da varie parti del mondo. Con le sue intense note aromatiche, con il suo inconfondibile profumo, questo liquore crea, con gli altri ingredienti, un sorprendente contrasto fra elementi speziati ed erbacei, corposi e leggeri, senza perderne l’anima raffinata.

Per maggiori informazioni
www.premiostregamixology.strega.it
premiostrega@strega.it
www.facebook.com/StregaAlberti/

Ufficio Stampa
Carlo Dutto

Pink Magazine Italia – Maggio 2018

Ebbene sì, stavolta ci siamo superati. Abbiamo preparato per voi un numero speciale con attori, scrittori, registi e artisti importanti, che ci hanno svelato particolari interessanti e inediti del loro lavoro: Davide Mariella, Giuseppe Verzicco, Alison Belsham, Francesca Pels, Alessio Inturri, Marco Randazzo, Sara Rattaro. Un numero che non dimenticherete anche per il reportage dal Salone del Libro di Torino, per la retrospettiva su Frida Kahlo e per l’anniversario di Harry Potter. Siamo andati a vedere il musical Dirty Dancing, una produzione tutta italiana che ha conquistato anche il resto d’Europa. Proseguono, come sempre, le nostre rubriche dedicate ai libri, alla cura di sé e alla cucina letteraria. Pink Magazine Italia è sempre più bello, più innovativo e a renderlo tale siete voi lettori. Grazie!

Cinzia Giorgio

Clicca qui per scaricare gratuitamente la tua copia di Pink Magazine Italia

Delitto nel campo di girasoli

Ovvero le disavventure di un vice commissario con tre figli, un marito rintronato, un superiore da prendere a schiaffi, una madre da mandare alla gogna e una arzillissima campagna nella frazione di paese di provincia di altra campagna (che al mercato mio padre comprò!).

Ah, per non parlar della ragazzina crime-dipendente, del Parlamento di ottantenni e del gatto Sigismondo.

Chi dice che la vita in un paesino di provincia è tanto rilassante quanto noiosa  deve essere cresciuto in città.

A Borghereto, ridente paesello incastrato tra i campi umbri, per combattere la noia ci sia attrezza da sempre: chi si occupa di ricostruzioni storiche, chi una volta raggiunti gli ottanta si aggiunge al Parlamento, chi si dà alla scrittura, chi all’omicidio… e chi riesuma cadaveri dal letto dei torrenti.

In particolare quest’ultima sembra essere l’attività preferita di Leyla Prasad, dodicenne indo italiana con tanti spigoli, Duracel incorporate nel sistema linfatico e una passione decisamente fuori forma per i misteri. Sarà deformazione familiare, visto che la madre, Mirella Vergari, è il vice commissario del paese?

In ogni caso la ragazzina, appena lascata libera per le vacanze estive, in una ricognizione per il circondario campagnolo insieme alla sorellina, scopre il cadavere di una coetanea sconosciuta nel letto secco di un torrente.

Grande spavento.

Anzi no.

Grande eccitazione. Potrebbe essere il primo passo della sua vita da brillante detective, sulle orme di Poirot e degli squali della legge di Law & Order.

Tanto più che delle indagini si occuperà la madre. Mirella Vergari, indaffaratissima a barcamenarsi tra una famiglia da gestire (che il dolcissimo marito buddhista non è troppo d’aiuto), un lavoro senza mezze misure, un gatto da educare e una madre che ha fatto del rompere le scatole una vera crociata, col suo carattere da maschiaccio e i suoi modi pratici sa benissimo come impostare un’indagine. Il problema è che l’omicidio della bambina presenta da subito parecchi lati oscuri, troppe piste aperte, e una presunta soluzione troppo facile che finisce per complicare ancora di più le cose. Quante maschere può indossare una sola persona? E quanti fantasmi possono aggirarsi tra le spighe di grano?

Ma non c’è problema! Ci penserà Leyla a dare una mano ai poliziotti finiti immancabilmente a brancolare nel solito buio. Zaino mimetico in spalla e tanta inventiva, Leyla non vede l’ora di lanciarsi nell’avventura e scalare le classifiche dei detective più in gamba della letteratura.

Delitto nel campo di girasoli è stato pubblicato dalla casa editrice Newton Compton a seguito di un concorso che ormai è arrivato alla sua ottava edizione, Il mio esordio. Si tratta di un concorso online aperto e gratuito che ogni anno vede premiati quattro vincitori in altrettante categorie (narrativa, poesia, saggi e fumetti), con la pubblicazione della loro prima opera. L’autrice di Delitto nel campo dei girasoli è Marzia Elisabetta Polacco, nata a Bari, residente a Orvieto, vincitrice della categoria di narrativa del concorso dello scorso anno. Facile capire il perché della vittoria: a parte lo stile di scrittura frizzante e mai banale, sono i personaggi della storia a colpire. Leyla che legge come un treno, si fa i film romantici appena il ragazzino che le piace le dice ciao, tenta in tutti i (goffi) modi di estorcere informazioni riservate ai collegi della madre e parla come i detective delle serie tv americane, intenerisce e fa scoppiare a ridere di cuore. E Mirella, sua controparte adulta, non fa che rafforzare l’idea che #girlspower è un mantra, soprattutto se abbinato a infradito comode, tutona antisesso e ettolitri di caffè per mandare avanti la baracca.

Con forza, risate e un bel po’ di mistero.