Martha Hill, Spiderman e lo Spritz

Drinking with L. A.

Un drink con Alessandra Lumachelli

di Alessandra Lumachelli 
In questa ricerca costante di noi stessi, che è la vita, mi è capitato di imbattermi in una canzone bellissima, “Surrender” di Martha Hill, che esprime il desiderio di arrendersi alle proprie emozioni e di viverle appieno. Come immaginerete, era un invito subliminale ad intervistarla! Mossa anche dalla curiosità di ascoltare la sua bella voce live, accompagnata da pochi essenziali strumenti. Amici, per voi: Martha Hill.
Se tu fossi una supereroina, che supereroina saresti e che superpoteri avresti?
Oh! Non conosco a fondo la storia della maggior parte dei supereroi. Ma so esattamente quale superpotere desiderare. Hai presente le scimmie quando saltano da un albero all’altro, e si arrampicano molto rapidamente? Vorrei potermi arrampicare così, come Spiderman. Sì, vorrei essere Spiderman.
Se tu avessi la macchina del tempo, dove andresti? Passato? Futuro? Resteresti qui?
Mi piacerebbe andare in America e in Australia, prima della loro colonizzazione. Nel periodo dei Nativi americani, e degli Aborigeni australiani.
Sono rimasta colpita dal testo del tuo brano “Surrender”.
“Surrender” parla di auto-conoscenza, dell’accettare la propria vulnerabilità, la propria debolezza. Arrendersi dentro di sé. Vivere le proprie emozioni e non cercare sempre di combatterle.
Il tuo drink preferito?
In Italia, lo Spritz! È il mio preferito, quando sono in Italia. Mi piace anche il whisky, mi piace anche il caffè, ma l’acqua in realtà è il mio drink preferito. Mi piace bere tanta acqua.
Che cosa puoi fare tu per salvare, o per migliorare il mondo?
Penso che la cosa migliore sia cercare di aiutare le persone a stare meglio, a tirarsi su. Anche spingere la gente a sentirsi realmente coinvolta con i fatti della vita. Credo che attualmente ci sia troppa vita virtuale (sui social): si scrive, ci si arrabbia per qualcosa, ma rimane tutto lì, sui “post”. Io intendo dire che le persone dovrebbero essere davvero coinvolte nelle lotte sociali per la difesa dei propri valori. Sono le azioni che muovono il mondo. Agire, ecco tutto.
Che dire? Sensibilità, talento, cervello. Nella moltitudine di femminucce, che hanno perso completamente l’individualità e il rispetto per se stesse. Ma la voce di Martha Hill risuona alta, diversa, potente. Come la speranza. La speranza in un mondo composto (anche) da donne che siano degne di essere chiamate tali. In alto i calici da vino, Amici! (O, se preferite, i tumbler). Alla prossima!
Who’s Who
Per chi non lo sapesse …
Martha Hill è una cantautrice inglese, originaria di Newcastle, che ha iniziato a girare per il Regno Unito dall’età di 17 anni, con le sue canzoni in versione voce e chitarra. Polistrumentista ed eccellente performer, Martha ha dato vita ad un nuovo progetto. La sua musica, un misto di jazz, soul folk, elettro-pop, è stata affiancata a quella di artisti del calibro di Tom Waits, Janis Joplin e Alt-J.
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Lunavulcano al Premio Strega

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Tra realtà e finzione, la storia toccante e avvincente di un vero “rompicapo” esistenziale che dalla tastiera dello smartphone attraversa i vicoli tranquilli di un piccolo paese di provincia e le strade caotiche di una metropoli, fino a raggiungere il cuore dell’Africa.
Due donne si sfidano quasi ogni sera sulla schermata online di Ruzzle, nella ricerca agguerrita del più alto numero di parole di senso compiuto. Non si sono mai viste. Giorno dopo giorno, partita dopo partita, nasce la curiosità di conoscersi. Cominciano così a chattare e a raccontarsi reciprocamente. Sono messaggi brevi, scritti perlopiù fugacemente, che però colgono l’essenza delle confidenze più intime.
Emergono, così, desideri ed emozioni appartenenti a vite molto diverse. Due esistenze che scorrono parallele, combinandosi e scomponendosi a colpi di parole: Isabella è una giornalista impegnata nel sociale e sempre in viaggio. L’Africa è nel suo cuore. Alla soglia dei quarant’anni, non ha figli, e riflette sulla maternità nel senso più ampio del termine.
Lunavulcano, come molte donne, si divide tra lavoro e famiglia. Le sue giornate si susseguono secondo un ritmo cadenzato da impegni prevedibili, che ruotano perlopiù intorno al suo mondo affettivo. La sua vita è solida.
O sembra esserlo… Infatti, non tutto è come appare e così, anche nel romanzo di Isabella Schiavone, il gioco delle parole diviene gioco degli equivoci e quelle stesse lettere, ordinate in un altro modo, conducono il lettore, pagina dopo pagina, verso altre verità… e alla scoperta di un finale davvero sorprendente.

“Quell’incastro di parole, dall’alto in basso, da destra verso sinistra, in ogni direzione, indica metaforicamente una strada da percorrere per risolvere i problemi: magari la più fantasiosa, la più creativa, nonché la più inaspettata”   Isabella Schiavone

Candidato Premio Strega

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