Il giardino di Amelia

Il giardino di Amelia, è un libro che affronta temi politici e sociali.
Ambientato in Cile negli anni ottanta sotto la dittatura spietata di Pinochet, il romanzo si avvia da un evento reale per regalare al lettore una profonda storia di tenera amicizia.

Miguel Flores, un giovane sovversivo, viene confinato in un posto sperduto vicino Santiago. Tra grandi colline, cactus e terra arida, si estende come un piccolo Eden, una valle isolata, dove all’interno della Novena vive Amelia. La vita da confinato nella baracca del Pimiento, trascorre per Miguel in solitudine, la sua unica compagnia è la lucertola Lisandra. A salvarlo da questa difficile situazione e a tendergli la mano è Amelia.

Inizialmente Miguel non ha molta simpatia per Amelia, ai suoi occhi una nemica latifondista può essere solo una fascista! Amelia, invece, è solo una proprietaria terriera, che possiede una biblioteca immensa dove i libri sembrano vivi, che tratta con riguardo Miguel.

Sarebbe stata una comunista fantastica, lei! Peccato che abbia terre, antenati illustri e tutta quella roba lí”
Tra i due, riga dopo riga, nasce una tenera amicizia, basata sul rispetto reciproco, e attraverso la lettura il rapporto diventa più intimo, infatti attraverso il “palazzo della memoria” di dispiegano vecchi ricordi che ormai erano stati riposti in un luogo nascosto della memoria.
Non solo mi sta simpatica, mi sto affezionando a lei. Non era mica nei programmi”
All’interno dei libri di Amelia, Miguel incontra le sottolineature e le annotazioni che saranno degli spunti di riflessione e che lo aiuteranno ad affrontare le avversità della vita.

Non tutto però è come sembra, Miguel non è quello che Amelia si aspetta.

Attraverso una scrittura introspettiva, l’autrice ci racconta una storia commuovente e ricca di vivide descrizioni sulla natura, tanto da far sentire il lettore parte di quell’ambiente stimolandone la percezione dei cinque sensi.
[…] la luce a poco a poco trascolorava sopra la chioma degli alberi, e il modo con cui calava il silenzio è tutto rimaneva immobile, come se fosse il sole a far muovere la campagna di giorno, e il modo con cui ogni suono svaniva lasciando solo il latrare dei cani, qualche volta l’eco del vento”.

Buona lettura

Antonella Maffione

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