Irene #GraphofeelEdizioni

Irene_500x700La biografia romanzata di Maria Vittoria Rossi, giornalista di costume, inviata di guerra, traduttrice, icona fashion del suo tempo, per la quale Leo Longanesi coniò lo pseudonimo di Irene Brin. Estrosa, anticonformista, Irene attraversò la prima metà del ’900 con la forza della sua personalità.Armata di macchina da scrivere, di pantofoline dai tacchi altissimi e di una trousse a forma di colomba disegnata per lei da Salvador Dalì, captò il mondo con le sue antenne da pipistrello (così le definisce Montanelli) e lo descrisse con tono divertito e dissacrante. Un passaggio lieve ma intenso nella cultura e nella società italiana, dagli anni ’30 al boom economico degli anni ’60, che l’autrice ci racconta con appassionata complicità.

 

Leonilde Bartarelli mi ha fatto vivere un bellissimo viaggio letterario nella vita di una donna dalle mille sfaccettature di cui sapevo ben poco. Questo romanzo-biografia è per il lettore un’occasione di scoperta, riflessione, crescita. Una macchina del tempo che ci fa rivivere un passato spesso ancora tanto presente. Dalle inchieste giornalistiche sui luoghi martoriati dalle guerre che hanno segnato il secolo scorso, “Alla fine del viaggio, a Belgrado, ha incontrato la guerra, cruda, spietata. Non quella diretta delle incursioni aeree e dei combattimenti, ma quella susseguente, drammatica e desolante, che lascia i superstiti attoniti, spauriti, sconfortati: la città è bombardata, devastata, silenziosa nella immobilità agghiacciante che segue il dramma. Irene ne rimane smarrita e annichilita. È sola, completamente sola; e tale sensazione in un certo senso l’aggrada, la fa sentire titolare di quella auto‐responsabilità che la fa agire in piena autonomia, rendendo irrilevante ogni pregiudizio di genere.” , al mondo della moda e del costume. “…eccola comunque e dovunque, elegante e raffinata con i sandali Chanel dal tacco vertiginoso, i turbanti stravaganti, gli occhiali a forma di farfalla adorni di strass, i lunghi guanti di pizzo, le fusciacche strette in vita.”

Dietro questa immagine di donna intraprendente, elegante, colta e pronta a vivere ogni situazione, si celano però insicurezze e malesseri non solo psicologici. “Il Male si è presentato con aggressività un anno fa. Al colon. A luglio un intervento chirurgico invasivo sembrava averla riportata in salute, ma la profonda stanchezza e il senso di affaticamento sono continuati. Maria ha provato ad attribuire la responsabilità della sua malattia ai cambiamenti nella società sua contemporanea che non riesce ad accettare; che i nuovi canoni della cultura e dell’arte mortificano indistintamente le sue molteplici personalità, relegandole in ambiti marginali.”

Il romanzo-biografia si conclude con una meravigliosa scena che non posso anticiparvi, posso solo dirvi che l’autrice ha saputo, in modo molto semplice e originale, raccontare non solo una storia di vita, ma anche il suo approccio personale di scrittrice alla stesura “Tutte le biografie sono in un certo senso una bugia. Chi vorrà leggerà per conto suo e sceglierà un’altra sfaccettatura, quella che parla al suo cuore”.

Buona lettura

Link di acquisto: Irene-Graphofeel Edizioni

 

 

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