Un autunno a Parigi

Suzanne ha l’orecchio attento all’armonia della vita. È accordatrice di pianoforti da sempre, e da sempre sa ascoltare la cadenza delle giornate, il ritmo della sua stessa esistenza, le note sempre uguali dei suoi pensieri.
Finché, un giorno, un incontro cambia tutto. Quel giorno di settembre, in cui Suzanne entra per la prima volta a casa di Serge, a Montmartre. È lì per accordare il piano di suo figlio. All’inizio, Suzanne e Serge non si accorgono l’una dell’altro. Ma poi una nota nuova e improvvisa sembra risuonare nell’aria. E i due, a poco a poco, pur essendo entrambi sposati, invischiati in altre vite, si innamorano. Al punto che Serge sceglierà di fare di Suzanne l’unica depositaria di un segreto terribile, legato alla sua infanzia, un segreto che gli avvelena la vita. Un amore impossibile, il loro, tormentato, destinato a finire. Eppure, un incontro che racchiuderà per entrambi il senso di una vita.

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Recensione a cura di Antonella Maffione

Attraverso una prosa delicata a tratti poetica, l’autrice ci racconta una storia struggente e colma di malintesi.
A fare da sfondo a questa storia, creando un’atmosfera romantica, ma anche nostalgica come già ci porta a pensare l’immagine della copertina, è la città di Parigi.
Passeggiando tra i quartieri di Parigi, l’autrice ci narra di un amore impetuoso, che va oltre le apparenze, stravolgendo la vita dei protagonisti.
Le vite rassicuranti di Serge e Lucy, Suzanne e Antoine, vengono improvvisamente sconvolte. Suzanne, appassionata di oggetti preziosi come i pianoforti, che accorda “come se stesse per curare qualcuno per una violenta febbre che gli distruggeva la vita”, casualmente incontra Serge.  Pian piano le loro vite si intrecciano, tra di loro si instaura una complicità simile ad un’armonia tra note, incontrandosi spesso in un appartamento disabitato, ma tutto per loro.
 “A volte lasciano degli oggetti, un libro sfuggito da una borsa, candele, lenzuola, sassi che Suzanne tiene in fondo alle tasche, e poi a poco a poco, inevitabilmente, diventa la loro storia. E le parole che all’inizio avevano così poco spazio diventano un legame”. 
Nonostante siano consapevoli del loro errore: si innamorano. Il loro amore passionale, ma devastante, crea la nota giusta, tanto che Serge confida a Suzanne un segreto legato alla propria infanzia, un dispiacere che gli ha avvelenato l’esistenza.
Serge è stato un giocattolo di adulti sconsiderati, che si sono fatti la guerra tra di loro dimenticando la vita del proprio bambino, ritenendola un ingombro.
Una storia che urla di passione e dolore graffiando l’anima del lettore rendendolo consapevole che il passato condiziona il futuro.
“È strano come a volte basta un niente perché la vita cominci a sembrarti stonata, come uno strumento non accordato e tutto nella tua esistenza perde armonia”.
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