Siamo degli esseri straordinari

Non c’è rosa senza spine, non c’è donna senza ostacoli da superare, senza pregiudizi da abbattere, senza battaglie da vincere.

Nella prima giornata di Tempo di libri, tutto è incentrato sulla figura della donna in occasione della giornata dedicata al gentil sesso. Dalla letteratura alla politica, dall’aspetto sociale allo sport, le donne si fanno spazio in ogni ambito, abbattendo gli stereotipi di genere e la violenza. E proprio su questi temi si concentrano le conferenze tenutesi oggi: il mondo intero si evolve e la donna con esso, una mano stretta alla tradizione e al passato e l’altra protesa al futuro, all’evoluzione della società e del pensiero. Donne e parità di genere: nella società moderna, l’una non può vivere senza l’altra tanto quanto il mondo non può esistere senza le donne.

Ampio spazio riservato alla letteratura di genere, in un percorso letterario tra opere composte in epoche diverse che hanno in comune il fatto di essere state scritte da donne che, con la magia della narrazione, hanno creato le diverse chiavi di lettura per dare vita ai sogni, alle aspirazioni e alle delusioni che accompagnano l’esistenza di tutte noi. Dalla riscoperta di Virginia Wolf e delle sue opere, tratteggiandone la sua figura in un ritratto intimo ed emozionante, alla scrittrice iraniana Simin Daneshvar che, con profonda maestria, ci consegna il suo romanzo Suvashun, intriso dei simboli e dei valori più alti dell’identità della donna iraniana; da Katherine Mansfield, dalla sua intelligenza e sensibilità fuori dal comune, alle autrici moderne di Emma Books, casa editrice prettamente femminile, che si dedicano al romance, ad un genere considerato immutabile eppure sempre in prima fila nel rispondere con naturalezza ed entusiasmo alle continue sfide tecnologiche e di costume di cui sono la vivente testimonianza.

A Tempo di Libri, però, viene sollevato anche un piccolo, grande aspetto su cui poco ci si sofferma, raramente lo si nota. Con dati e grafici alla mano, Elena Salvi fa notare che le donne, le ragazze e le bambine leggono di più rispetto ai loro corrispettivi del sesso opposto – è più facile trovare una ragazza che si aggira tra gli scaffali di una libreria che un ragazzo, una donna con gli occhi incollati alle pagine di un libro mentre sta in metro che un uomo. Eppure non è così nella filiera produttiva editoriale dove sono più gli uomini a pubblicare romanzi e a ricoprire cariche di responsabilità all’interno delle grandi e piccole case editrici, nonostante, a livello amatoriale, non vi sia una grande disparità tra i due sessi. Il fatturato dell’editoria, dagli anni Ottanta ad oggi, si basa sulla letteratura femminile più che su quella maschile, in un rapporto, tra i due lettori, inversamente proporzionale con il passare degli anni, un dato al contrario per quanto riguarda, invece, la scrittura. Leggere è donna mentre scrivere è uomo.

Ma la donna è vita, ambizione, forza e bellezza e alla Fiera Internazionale dell’Editoria di Milano è stato sottolineato: le donne sono le vere protagoniste della nostra società.

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8 marzo con De Andrè

L’8 marzo è una data che crea scontri celebrativi con modi, tempi e riferimenti spesso contrastanti, talvolta estremi, di donne, per le donne e con le donne. Noi quest’anno abbiamo deciso di proporvi una lettura che ci ha colpito molto sia per i riferimenti che, soprattutto, per le forme espressive.

Il talento narrativo del poeta della musica italiana, Fabrizio De Andrè si incontra con la sensibilità giornalistica di Concita De Gregorio, ma soprattutto con artiste della parola, che sublimano le donne raccontate nelle canzoni del Faber e le riportano in luce con una forza inaspettata.

Un regalo che Giunti fa a tutte le donne e non solo, perché questo non è solo un profondo esperimento narrativo, ma anche un compendio di documenti storici dal valore inestimabile e dalla forza emotiva ineguagliabile.

70746h

”Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai?”
Le donne incontrate nelle canzoni di Fabrizio De André ci hanno accompagnato nella vita. E’ bastato incrociare il loro sguardo perché ne diventassero parte: con il loro mistero, il loro coraggio, la dignità. Senza etichette, senza giudizio: esistono, bisogna solo ascoltarle.
”Questo libro è nato così” scrive Concita De Gregorio, ”dalla meraviglia di trovarsi in tante, insieme, ad ascoltare (…). Queste voci hanno tutte, mi pare, un tratto in comune con Fabrizio De André. La fragilità inossidabile. La pervicacia nel procedere in direzione ostinata e contraria. Una ferita. Una debolezza nascosta dal movimento ed esibita nella solitudine. Un ciuffo di capelli che come una tenda lascia uno spiraglio e intanto ti ripara dal mondo, consentendoti di vederlo più a fuoco. (…) In venti, qui, abbiamo ascoltato la musica, condiviso le parole, curato queste pagine che adesso arrivano a voi nella speranza che sappiano, con voi, fare altrettanto. Che siano le storie a leggervi mentre le leggete.”
Un libro che è anche un oggetto speciale, un almanacco di ricchezza di talenti. Grazie a venti artiste le canzoni che abbiamo amato si alzano in piedi, Nina Teresa Marinella e tutte le altre ci fanno nuove domande, trovano un nuovo cammino e una nuova voce.