Semplicemente vivere

Ciao a tutti,

Mi chiamo Francesco e non sono nessuno!

Sì lo so, può sembrare un po’ deprimente come presentazione ma col tempo, leggendo questa rubrica, sono certo che capirete come ciò sia in realtà una gioia immensa.

Ho una laurea triennale in lettere moderne con specialistica in servizio sociale e lavoro part time per una cooperativa che si occupa di immigrati. Cosa c’entra tutto ciò con tematiche spirituali ed interiori, direte voi? Assolutamente nulla, ma c’è un percorso parallelo che ho portato avanti fin dall’adolescenza e che mi ha spinto fin da giovanissimo a indagare i misteri della vita a pormi domande sul senso di tutto questo, sul perché di determinate dinamiche interiori e sugli aspetti più esoterici (celati) della realtà.

Il disagio interiore è stata la mia bussola, un senso di spaesamento di “non trovare un senso”, un vuoto che reclamava a gran voce di essere indagato e per quanto possibile, colmato. Ho compreso molto presto che in questo mondo non ci sarebbe stato mai nulla (relazioni, soldi, successo, esperienze…) che avrebbe potuto placare questa sete di conoscenza e desiderio di completezza, così, a partire dalla tarda adolescenza, ho iniziato a cercare risposte nella spiritualità. Avvertivo chiara questa pulsione di riscoperta, della serie “non può essere tutto qui”, un desiderio ardente di trovare risposte, di migliorarmi, di elevarmi, cercando di mutare gli aspetti più disarmonici di me. Per lunghi anni questo è stato il mio unico e solo obiettivo. Tanta meditazione, disciplina ferrea, letture più disparate che vanno dal coaching, alla metafisica, dal buddismo fino agli aspetti più inflazionati della new age (viaggi astrali, sogni lucidi, contatto di angeli ed altri esseri di Luce…). Tante, tantissime pratiche spirituali. Vivevo nella vana illusione che un giorno sarei stato perfetto, sarei stato immune alle emozioni negative come la rabbia o la tristezza, sarei stato “nel mondo ma non del mondo”, avrei raggiunto uno stato superiore di coscienza, sarei diventato un Illuminato, totalmente avulso da questo “sporco piano materiale” che “intrappola ed abbassa le nostre coscienza tenendoci schiavi del ciclo di reincarnazioni”.

Sarei andato in giro cercando di aiutare le persone a raggiungere questo fantomatico stato illuminato di coscienza, anzi, già credevo di farlo. Scrissi un libro (“I primi passi verso casa”, Seneca Edizioni, Torino 2013). La Vita però, come spesso accade, aveva altri progetti per me. Questa corsa affannosa verso un futuro paradisiaco mi ha spinto oltre, mi ha esaurito psico/fisicamente, mi ha portato ad arrendermi dinnanzi al fatto che non avrei mai trovato questo stato di coscienza definitivo: ogni volta che appariva, sotto forma di estrema estasi e beatitudine, poi se ne andava, lasciandomi nella depressione più nera. “Al resto ci pensa la vita, mi han detto così” (cit. Ligabue). Così è stato. Nel giro di pochi mesi ho perso materialmente tutto, sogni, progetti, amore, salute, tutto ciò che teneva in piedi la “mia vita”, questo io spirituale elevato ed etereo. Tutto spazzato via. Come potrete immaginare non è stato un bel periodo, anzi, è stato infernale, è stato un morire, un arrendersi al fatto che questa vita, in questa forma di nome Francesco, volesse riscoprire totalmente se stessa, liberandosi di tutti i fardelli illusori non più necessari: una infinita coscienza che si esprime spontanea anche qui, con i suoi talenti, i suoi pregi ed i suoi difetti ma senza perdere di vista ciò che è in realtà. Cosa è rimasto? La vita, così com’è, con i suoi alti e bassi, le sue gioie ed i suoi dolori. La semplicità, la spontaneità e la quotidianità, così straordinarie nella loro completa ordinarietà. Adesso mi piace condividere questo, senza scopo, senza finalità. Adoro vedere le parole apparire spontanee sullo schermo della mente e lasciare che prendano forma frasi e periodi.

Ad Aprile dello scorso anno è uscito un nuovo libro “Sei tutto ciò che cerchi” (Le Due Torri, Bologna, 2017) che mi sta portando in giro a condividere questa visione non duale o unitaria di tutto ciò che esiste, che trascende quindi anche la così detta “spiritualità”. Questo è ciò che tenterò di fare attraverso questa rubrica: cercare di affrontare le tematiche della vita lasciando che sia questa stessa coscienza a dettarmi cosa scrivere (in realtà non ne sono separato, come nessuno lo è). Un unico processo perfettamente sensato e completo che esprime se stesso sotto forma di questi fantastici ma troppo spesso complicati, esseri umani. La vita ci sta supplicando di tornare alla semplicità, all’essenziale ad essere “come bambini”, al sentire, all’intuizione, all’abbandono di una razionalità che ha fatto il suo tempo ma ci tiene ancora spesso avvolti nelle proprie spire. Se stai affrontando una problematica sul lavoro, in un rapporto personale, sei preda di un conflitto apparentemente irrisolvibile o semplicemente ti fa piacere condividere una gioia, una presa di consapevolezza, un momento bello della tua vita, puoi scrivermi e vedremo cosa esce fuori. Non sono un terapeuta, uno psicologo o un coach, queste sono altre etichette della mente: le risposte usciranno dallo spazio in un cui la mente è contenuta, da un territorio super razionale, oltre le comuni logiche mentali che, come avrete potuto constatare, si sono rivelate del tutto fallimentari. In questo momento vi è la necessità di ricevere risposte che alla mente appaiano quasi ovvie, troppo semplici per una razionalità costantemente intenta a complicarsi la vita.

Sono qui.

Ti aspetto.

Francesco

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Un pensiero su “Semplicemente vivere

  1. Già, Francepi84 vi aspetta. E questo è bene. Dovete sapere che se Francepi84 fosse un farmaco sarebbe certamente una benzodiazepina. Ma non crea dipendenza, per fortuna. È innocuo. Tu porti i tuoi problemi, di cui Francepi84 apparentemente se ne fotte alla stragrande. Apparentemente, sì. Perchè poi miracolosamente li assorbe, se li mangia a colazione, o non so che altro se ne faccia.. ti manda un vocale destabilizzante con la sua voce ipnotica(e non è tutto.. l’effetto video funziona anche meglio)..
    .. E tu no, no che non hai risolto nulla. Ma rimani stordito per qualche mezz’ora a fissare l’abisso.
    Quindi..Francepi84 vi aspetta. E questo è bene.

    Mi piace

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